Assegno unico familiare universale Novità: cosa cambia dal 2022 per la famiglia

Viene prevista la razionalizzazione e l’aumento dell’assegno unico familiare dal 2022 con una serie di novità che trovate nel seguito. La razionalizzazione degli interventi economici è a favore delle famiglie con minore reddito era necessaria: sappiamo infatti che negli anni si erano stratificati una serie di provvedimenti che creavano disordine nel sistema sia dal punto di vista della pianificazione della spesa per lo Stato sia per i contribuenti che non sapendo quale fosse in vigore e a quale potevano aderire rischiavano di non accedervi vanificando lo sforzo da parte del Governo per coprire questa voce di spesa.

Per darvi un ordine di grandezza parliamo di circa 9 milioni di famiglie abilitate alla richiesta del sussidio. Questo serve anche a darvi un’idea della distribuzione del reddito imponibile delle famiglie, sempre più livellato verso il basso e al centro del dibattito per la nuova riforma fiscale dell’IRPEF.

Le modifiche avranno effetto dal 2022.

Nuovo assegno unico familiare: cosa cambia

Nella sostanza il nuovo assegno unico familiare andrà a sostituire le detrazioni fiscali per i familiari a carico e anche l’assegno per il nucleo familiare.

Il riordino passerà per la razionalizzazione anche delle detrazioni fiscali per i familiari a carico. potrebbe essere quindi difficile comprendere fin da ora chi ci guadagna e chi ci perde da questa misura in quanto da una parte assistiamo alla rimodulazione delle detrazioni (anche delle deduzioni fiscali IRPEF) e dall’altra anche delle somme stabilite per l’importo erogato sotto forma di assegno unico mensile. L’intento da parte del legislatore è quello di aiutare le famiglie più bisognose ma ci sarà poi da valutare a posteriori se c’è stata veramente convenienza o meno dall’introduzione di queste novità.

Le maggiorazioni dell’assegno unico familiare riguardano i genitori di figli fino a 21 anni o anche per i disabili.

Tuttavia varrà anche per le famiglie che hanno figli a carico anche se con età superiore a 21 anni, se sono ancora a carico fiscale. A giudicare dall’età media di inizio dell’attività lavorativa ci potete quasi scommettere. Tuttavia c’è da dire che già a partire dal compimento del diciottesimo anno di età il beneficio si riduce. Il Governo sta anche prevedendo un meccanismo che non lasci le famiglie scoperte da questo importante aiuto anche solo per pochi mesi dal momento che, pur essendo in un anno in cui stiamo assistendo ad un rimbalzo tecnico dell’economia, nel 2022 assisteremo ad un rallentamento.

Qualora il 18 enne sia ancora a carico fiscale dovrà seguire dei percorsi di formazione da identificare ancora che sinao propedeutici all’inserimento nel mondo del lavoro e alla stipula di un contratto di lavoro. Del resto la finalità è questa. I corsi probabilmente saranno erogati dalle regioni e saranno di tipo tecnico.

Dovranno poi essere iscritti alle liste di collocamento.

e risorse sono indirizzate alla messa a regime, dal 1° gennaio 2022, dell’assegno unico e universale, di cui alla legge delega n. 46 del 2021(94.

Per la puntuale regolamentazione dell’assegno è prevista l’emanazione, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di uno o più decreti legislativi, su proposta del Ministro con delega per la famiglia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, e sulla base di principi e criteri direttivi puntualmente definiti (artt. 1 e 2 della legge n. 46/2021).

A regime, l’assegno unico e universale per i figli al di sotto dei 21 anni andrà a sostituire le seguenti misure attualmente in vigore: detrazioni fiscali per i figli a carico under 21Assegno per il nucleo familiare – ANFbonus bebépremio alla nascitaassegno per il nucleo familiare dei Comuni. La legge delega impegna il Governo ad adottare, entro dodici mesi dall’entrata in vigore, uno o più decreti legislativi volti a definire nel dettaglio l’applicazione della misura, attenendosi ai principi e criteri direttivi previsti dalla medesima legge delega n. 46. Più precisamente, l’assegno è riconosciuto mensilmente:

  • per ciascun figlio minorenne a carico, a decorrere dal settimo mese di gravidanza. Per i figli successivi al secondo, all’importo dell’assegno viene applicata una maggiorazione;
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento del ventunesimo anno di età, con possibilità di corresponsione dell’importo direttamente al figlio, su sua richiesta, al fine di favorirne l’autonomia (assegno mensile, di importo inferiore a quello riconosciuto per i minorenni). L’assegno ai maggiorenni è concesso solo nel caso in cui il figlio frequenti un percorso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa limitata con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale, sia registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro o svolga il servizio civile universale.

E’ previsto inoltre il riconoscimento dell’assegno mensile:

  • di importo maggiorato a favore delle madri di età inferiore a 21 anni;
  • di importo maggiorato in misura non inferiore al 30% e non superiore al 50% per ciascun figlio con disabilità, con maggiorazione graduata secondo le classificazioni della condizione di disabilità;
  • senza maggiorazione, anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età, qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.

L’assegno è concesso nella forma di credito d’imposta ovvero di erogazione mensile di una somma in denaro.

L’assegno, proprio perché basato sul principio universalistico, costituisce un beneficio economico attribuito con criteri di progressività a tutti i nuclei familiari con figli a carico, nell’ambito delle risorse del Fondo assegno universale e servizi alla famiglia (per il 2021 sono stati previsti 3 miliardi di euro, in quanto si stima che la misura sarà a regime dal luglio 2021) e dei risparmi di spesa (risorse rinvenienti stimate in 14 miliardi di euro circa) derivanti da graduale superamento o dalla soppressione delle misure ora vigenti per il sostegno dei figli a carico (vedi ante).

Assegno Unico: come cambiano gli importi mensili

Ci sono anche novità a livello di importi anche se sarà necessario attendere la definizione delle tabelle con gli importi in base alla fascia di reddito per comprendere quale il reale e concreto apporto in busta paga netto mensile.

L’assegno unico per la famiglia varia come al solito in base all’indicatore assunto dall’indice ISEE. Il valore complessivo, per darvi un’idea di quanto potrete avere come netto in busta paga andrà dalle 180 euro a figlio per famiglie con redditi sotto i 15mila euro di Isee alle 40/50 euro per redditi oltre i 40 mila euro.

Possiamo quindi anticipare con ragionevole certezza che, così come espresso in conferenza stampa gli importi saranno intorno alle 180 euro per ciascun figlio per i redditi al di sotto dei 15 mila euro di indicatore Isee.

Saliranno poi fino a 250 euro dal terzo figlio. All’aumento del reddito scenderà anche il contributo per cui per reddito, principio, questo rimasto saldo anche nella nuova versione.

Assegno direttamente in busta paga dal 22

Altra novità dal 2022 riguarda le modalità di erogazione che avverranno direttamente nella busta paga del richiedente qualora in possesso di un reddito di lavoro dipendente.

Assegno unico familiare per gli Immigrati

Potranno presentare la domanda per la richiesta dell’assegno unico famigliare anche gli immigrati in regola con il permesso di soggiorno rilasciato da almeno sei mesi.

Assegno unico familiare e reddito di cittadinanza

Si fa un gran parlare della compatibilità e della spettanza del reddito di cittadinanza con l’assegno unico familiare. Coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza possono richiedere anche l’assegno unico familiare anche se sarà ridotto della quota parte riferita ai figli a carico fiscalmente. parlaimo quindi di un doppio beneficio ma molto ridotto per cui più che altro di una integrazione.

Domanda Nuovo Assegno Unico familiare: come e quando farla entro scadenza

La domanda per l’assegno unico familiare si dovrà presentare a partire da gennaio all’Inps. Sicuramente dovremmo attendere la nuova circolare INPS sull’assegno unico familiare.

Agevolazioni per la famiglia

Abolizione altre agevolazioni: Chiarimenti

Con l’entrata in vigore dell’assegno uncico familiare si assiste all’abolizione dei seguenti BONUS per la famiglia di alcuni dei bonus per le famiglie ad oggi vigenti:

  • assegno famiglie numerose con almeno tre figli minori introdotto dall’art. 65 Legge n. 448/1998;
  • Bonus Nascita o natalità assegno di natalità introdotto dall’art. 1, comma 340 Legge n. 160/2019;
  • Premio alla nascita introdotto dall’art. 1, comma 353 Legge n. 232/2016;
  • Assegno per il nucleo familiare introdotto dall’art. 2 D.L. n. 69/1988;
  • Accesso al Fondo di sostegno alla natalità introdotto dall’art. 1, commi 348 e 349 Legge n. 232/2016;

Quando disponibili pubblicheremo anche le tabelle con gli importo previsti per l’assengo a seconda di ciascun valore ISEE della famiglia richiedente. Troverete anche il link alla domanda da presentare a gennaio sempre per il tramite dell’INPS.

Valuta l'articolo
[Totale: 1 Media: 5]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

articoli correlati