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Cos’è la Tassa di Concessione Governativa: calcolo, pagamento, prescrizione

tassa di concessione amministrativa... da pagareLa tassa di concessione governativa, conosciuta da tutti con l’acronimo TCG, è una tassa che viene corrisposta allo Stato italiano per poter beneficiare di determinati atti amministrativi ma anche licenze, concessioni ed altro: consiste, quindi, nel pagamento fatto ad una pubblica amministrazione in cambio di un servizio reso. Si tratta di una tassa fondamentale per lo Stato italiano in quanto ogni anno incassa circa 91 miliardi tramite la TCG.

La tassa di concessione governativa viene applicata in moltissimi casi, ogni volta con modalità ed importi diversi. Ad esempio, viene pagata anche sui canoni per il possesso di apparecchi radiotelevisivi, il fantomatico canone Rai così vessato da tutti. E’ dovuta anche in quasi tutti i casi di inizio attività commerciale mentre si paga annualmente per altre imprese come ad esempio le agenzie di viaggio.

Noi la conosciamo prima di tutto perchè ce la vediamo applicare in fattura dal gestore del nostro telefono cellulare anche se a vole ci dicono che è compresa nel canone e altre volte no.

QUALCHE ESEMPIO sulla TASSA di concessione governativa

La più famosa – ed anche una delle più odiate da tutti gli italiani – è quella sugli abbonamenti di telefonia mobile. L’importo è diversificato per la clientela business e per quella aziendale: la prima è tenuta a pagare € 12,91 al mese mentre i secondi, invece, devono pagare mensilmente € 5,16. Quella dovuta dalle aziende può essere dedotta per un importo pari fino all’80%.
Da anni i contribuenti cercano di far abolire la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti telefonici ma la sentenza numero 9560 del 2 Maggio 2014 ha dichiarato definitivamente legittima tale imposta.

Altro esempio, questa volta relativa alle imprese, è la TCG dovuta per la vidimazione e la numeratura dei libri contabili di alcune imprese di capitali. Si paga annualmente, a prescindere sia dal numero di libri contabili da vidimare che dalla quantità di pagine di ciascun libro. L’importo è di quasi 300 euro se l’azienda ha un capitale sociale inferiore a 516.456 euro mentre è di poco più di 516 euro se il capitale sociale supera quella cifra.

Inoltre, la tassa di concessione governativa deve essere sempre pagata nel caso di iscrizione ad un albo professionale oppure di un qualsiasi elenco o registro abbia in sè l’effetto abilitante alla professione. Va pagata una sola volta, invece, nel caso ci si iscriva a più sezioni di uno stesso albo o registro professionale.

Si definisce tassa di concessione governativa, infine, anche quella pari a circa dieci euro che viene pagata tramite contrassegno telematico al momento della richiesta di un passaporto. Per la registrazione di marchi e brevetti, invece, viene versata una TCG pari a 16 euro a richiesta.

CHI DEVE PAGARE LA TCG

Sono tenuti a pagare la tassa di concessione governativa tutti i soggetti privati – che siano singole persone o aziende – per atti, licenze, iscrizioni ad albi e qualsiasi altro caso preveda la legge.
Con la sentenza 4/11 del 17 Gennaio 2011 ha stabilito, invece, che gli enti locali non sono tenuti al pagamento della TCG.
Sono previsti infine degli sconti per quanto riguarda le cooperative edilizie mentre sono esenti del tutto le cooperative sociali e gli enti di beneficenza e di volontariato.

COME SI PAGA

La tassa di concessione governativa può essere versata in diversi modi. Fra questi:
– attraverso il pagamento all’Agenzia delle Entrate oppure con un versamento postale al conto corrente ad essa intestato
– attraverso l’acquisto di un contrassegno telematico che poi viene appositamente vidimato
– attraverso versamento postale o bancario con apposito modulo F23 sul quale va inserita la dicitura “codice tributo 711T”.

Per quanto riguarda, invece, gli abbonamenti telefonici per mobile, in questo caso la TCG viene versata alle singole compagnie telefoniche che periodicamente si preoccupano, poi, di versarla allo Stato.

DEDUZIONE FISCALE COSTO TGC

Vi segnalo inoltre l’articolo correlato alle deduzioni fiscali relative ai telefoni cellulari dei professionisti tra cui vi è anche la voce relativa alla tassa di concessione governativa.

COSA AVVIENE IN CASO DI MANCATO PAGAMENTO

Il mancato pagamento della tassa di concessione governativa, ma anche il suo pagamento in ritardo, rende assolutamente nullo l’atto per il quale tale tassa viene richiesta. Inoltre, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie qualora le autorità competenti accertino un mancato pagamento.

Tuttavia, l’accertamento deve avvenire entro tre anni dal mancato pagamento altrimenti cade in prescrizione e nulla è più dovuto. A tal fine potete consultare la tabella sulla prescrizione della cartella esattoriale in cui troverete riepilogate le tabelle per la verifiche del calcolo della prescrizione ed eventualmente come si fa a non pagarla. (Ringrazio Lorenzo per la segnalazione dei termini decadenziali).

Il termine di decadenza delle azioni di accertamento prevista per questo tipo di tributo sfugge alla ordinaria tempistica  (come avviene nel caso delle agevolazioni prima casa) e sottostà ad un termine più ristretto di tre anni. Lo trovate nell’articolo 13 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641 che recita “D.P.R. N. 641/1972, che disciplina proprio le varie tipologie di tasse sulle concessioni governative, all’art. 13, comma 1, preveda che “L’Amministrazione finanziaria puo’ procedere all’accertamento delle violazioni alle norme del presente decreto entro il termine di decadenza di tre anni decorrenti dal giorno nel quale e’ stata commessa la violazione. Il contribuente puo’ chiedere la restituzione delle tasse erroneamente pagate entro il termine di decadenza di tre anni a decorrere dal giorno del pagamento o, in caso di rifiuto dell’atto sottoposto a tassa, dalla data della comunicazione del rifiuto stesso. Non e’ ammesso il rimborso delle tasse pagate in modo straordinario. Nonostante l’inutile decorso del termine di cui al primo comma, l’atto per il quale non sia stata corrisposta la tassa sulle concessioni governative non, acquista efficacia sino a quando la tassa stessa non venga corrisposta. In tal caso non sono dovute le sanzioni per il mancato o ritardato pagamento”.

Il termine di decadenza triennale di cui all’art. 13 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, deve ritenersi applicabile ad ogni ipotesi di pagamento di imposta non dovuto; tale disciplina decadenziale deve ritenersi compatibile con la normativa comunitaria posto che il diritto comunitario non vieta a uno Stato membro di opporre alle azioni di ripetizione di tributi riscossi in violazione del diritto comunitario un termine nazionale di decadenza triennale che deroga al regime ordinario dell’azione di ripetizione dell’indebito tra privati, assoggettata a un termine più favorevole; sempre che detto termine si applichi allo stesso modo alle azioni di ripetizione di tali tributi fondate sul diritto comunitario e a quelle fondate sul diritto interno e non renda praticamente impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio del diritto.

3 commenti

  1. Chi paga la TCG deve pagare il canone rai?

  2. Come va?….va bene fino a quando non la accertano limitatamente ai periodi di imposta ancora accertabili. Al momento ha sicuramente risparmiato un bel pò di annualità.

  3. Ho una domanda. Nel caso di TCG per iscrizione all’albo (maestri di sci) la tassa è dovuta all’atto della richiesta di iscrizione. Se il Collegio non ha mai chiesto questa tassa e l’iscrizione va nonostante tutto a buon fine come si deve comportare un maestro (iscritto all’albo dal 2005) visto che il mancato pagamento comporta la nullità dell’atto e la prescrizione è di tre anni?
    Grazie

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