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Acconto per i contribuenti minimi 2018: calcolo e versamento

pallottoliere - calcolatrici manualeVediamo quando e chi deve effettuare il versamento ed il calcolo dell’acconto Irpef per i contribuenti minimi titolari di partita Iva che si troveranno a dover capire dove materialmente reperire la base di calcolo per il versamento ed indicarlo nel modello F24: qui cerco di darvi qualche indicazione e chiarimento per chi avesse qualche domanda o fosse semplicemente la prima volta con la quale ci si cimenta.

Chi deve versare l’acconto Irpef per i contribuenti minimi

I titolari di partita Iva che aderiscono ai seguenti regimi forfettari dei contribuenti minimi nel seguito riepilogati, al pari di quanto avvenuto in sede di pagamento del saldo di giugno dovranno corrispondere la restante parte dell’acconto (Se dovuto). parliamo dei contribuenti titolari di partita Iva che hanno esercitato opzione per l’adesione ad uno dei due regimi:

  • regime delle nuove iniziative produttive ex art. 27 D.L. 78 del 2011;
  • regime forfettario dei minimi ex articolo 1, co. 64, della Legge 190 – Legge di Stabilità per il 2015.

Ma come vedremo non tutti sono obbligati perché esistono delle casistiche legate agli importi minimi da versare o al momento di permanenza dal regime.

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Questo vale sia nell’ipotesi in cui aderiate al regime dei minimi con aliquota al 5% ex Legge n.244 del 2007 sia nell’ipotesi in cui accediate al nuovo regime forfettario dei lavoratori autonomi con aliquota al 15%  ex Legge n.190 del 2014 poi modificato dalla legge di stabilità 2016.

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Nulla cambia rispetto alle modalità di calcolo che saranno le medesime pur essendo diversa l’aliquota applicabile.

Per adempimenti si intendono quelli successivi alle dichiarazioni di inizio attività con cui avrete aperto la partita Iva e esservi iscritti alla gestione separata INPS o alla vostra Cassa di appartennza di un Ordine o Albo.

Scadenza naturale del versamento

Come abbiamo anticipato la scadenza naurale, anche per via della volontà di semplificare, segue quella del versamento dell’Irpef per cui parliamo del versamento del 16 giugno (o 16 luglio con la maggiorazione) per il primo acconto e del 30 novembre per il secondo acconto.

Calcolo dell’acconto per i contribuenti minimi

I liberi professionisti dichiarano i redditi provenienti dalla loro attività nel quadro RE (redditi da lavoro autonomo) o, in caso di esercizio in forma associata, nel quadro RH (redditi di partecipazione) oppure nel quadro CM (in caso di regime dei minimi) o nel quadro LM (in caso di regime forfettario).

Base imponibile ai fini del contributo INPS

La base imponibile previdenziale è pari all’imponibile fiscale, così come risulta dalla dichiarazione dei redditi e dagli accertamenti definitivi (v. Principi): è quindi definita per differenza fra i compensi percepiti e le spese, secondo i criteri previsti dall’art. 54 del TUIR (ex art. 50).

  • Se il rigo LM42 della dichiarazione dei Redditi per il 2017 riporta una somma pari a zero ovvero pari o inferiore a 51 euro non si dovrà procedere al versamento dell’acconto di giugno né di novembre.
  • Se il valore è compreso tra 52 e 257 euro l’acconto può essere interamente versato in un’unica soluzione entro il primo dicembre.
  • Se il valore è pari o superiore a 258 euro il secondo acconto è dovuto nella misura del 60 per cento.

Per il calcolo non dovrete fare altro che prendere il quadro LM rigo 42 o meglio il cosiddetto “rigo differenza” ossia la tra ricavi e costi incassati e sostenuti nell’anno di imposta oggetto di dichiarazione e versamento dell’acconto. Il rigo potrà magari anche cambiare di anno in anno ma l’importante che voi sappiate che si chiama rigo differenza in modo che ve lo potete anche cercare da soli senza chiedere niente a nessuno. L’acconto in questo caso si paga sul 100 per cento di questo importo (non come per esempio la cedolare che calcola il 95%).

Il contributo alla Gestione Separata è calcolato applicando alla base imponibile le aliquote vigenti nell’anno di riferimento nei limiti del massimale previsto per l’anno stesso.

E’ interamente a carico del professionista, che tuttavia ha facoltà di addebitare al cliente in fattura, a titolo di rivalsa, un’aliquota pari al 4% dei compensi lordi. L’esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente ed è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla Gestione Separata, poiché a quest’ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l’intero importo

Casi di esenzione dall’acconto per via dell’importo contenuto

Al pari di quanto avvine per il calcolo dell’Irpef anche qui esistono delle soglie di versamento al di sotto delle quali il versamento dell’Irpef non sarà da effettuare secondo la modalità acconto di giugno e saldo ma direttamente in sede di saldo. Oppure altri casi in cui scatta l’esenzione non solo dell’acconto ma anche del saldo.

Se dal calcolo che avete effettuato nel paragrafo precedente viene un valore inferiore a 52 euro allora non sarete obbligati al versamento dell’acconto.

Se invece l’importo sarà compreso tra 257,52 euro e 52 euro allora dovrete versare sia il primo sia il secondo acconto direttamente a Novembre (la scadenza è sempre fissata entro il 30 precisamente).

La rateizzazione degli importi dovuti a titolo di acconto per i contribuenti minimi

Prima di tutto anche qui vale il discorso rispetto all’inizio del versamento dell’acconto in quanto la scadenza naturale come visto sopra è il 16 giugno ma se iniziate a versarlo dal 16 luglio a questi importi che vedrete sotto dovrete applicare una base imponibile aumentata dello 0,40%

Rata Data di versamento Interesse applicabile
2 16.7.2015 0,00%
3 20.8.2015 0,33%
4

16.9.2015

0,66%
5 16.10.2015 0,99%
6 16.11.2015 1,32%

Dove dovete indicare il saldo e l’acconto nel modello Unico

Il calcolo dell’acconto e del saldo Irpef se avete un normale programma di contabilità o software sarà fatto in automatico per cui non sarà troppo complicato effettuarlo. Solitamente poi lo stesso predispone anche il modello F24 per il versamento dell’acconto per gli aderenti al regime dei minimi. Il rigo differenza importante che sappiate dve si trova ossia nel rigo LM 14 cosiddetto rigo differenza.

Versamento acconto con modello F24

Una volta effettuato il calcolo purtroppo lo dovrete anche versare secondo le scadenze viste sopra utilizzando il modello F24 ed i codici tributo che nel seguito vi espongo.

Codice Tributo primo acconto

Per verificare le modalità di versamento concreto del modello F24 potete leggere nel seguito ed eventualmente se qualcosa non vi è ancora chiaro anche andare nell’articolo di approfondimento dedicato proprio ai codici tributo dei contribuenti minimi.

Nel frattempo vi anticipo che i codici tributo sono

  • 1793” per il versamento dell’acconto di Giugno
  • 1794” per il versamento del secondo acconto da versare entro il 30 novembre successivo
  • 1795” per il saldo da versare a giugno

Cosa accade per gli ex minimi ai fini dell’acconto irpef

Chi esce dal regime dei minimi nel medesimo anno di imposta non dovrà versare l’acconto Irpef. Magra consolazione per il fatto che accederete ai ben più cari scaglioni Irpef.

Ravvedimento se siete in ritardo, omesso o parziale pagamento nel pagamento

Leggete l’articolo dedicato al nuovo ravvedimento operoso qualora siate in ritardo o parziale pagamento dell’acconto o anche del saldo per abbattere le possibili sanzioni ed anticipare la cartella di equitalia o agenzia della riscossione.

Se invece non rientrate in alcun regime agevolativo allora dovrete comunque versare l’acconto Irpef a meno di casi di esenzione. A tal proposito vi segnalo l’articolo dedicato al calcolo  dell’Acconto Irpef

 

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2 commenti

  1. No, se non è stato pagato. In entrambi i casi le arriverebbe un avviso bonario perché risulterebbe dai sistemi come non versato

  2. Buonasera, nel caso in cui non sia stato pagato l’acconto irpef scaturito dal modello unico 2015 va indicato lo stesso nel rigo LM 45 del modello unico 2016?

Per domande su casi specifici o personali, CLICCA QUI
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