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Malattia durante le ferie 2019: Come funziona la Sospensione, Cosa Fare e come richiedere la Conversione

Nel caso in cui siate colti da malattia proprio durante il periodo di ferie sappiate che esiste nel nostro ordinamento la previsione secondo cui a determinate condizioni la malattia si sostituisce alle ferie in modo da non perdere i giorni di vacanza che spetterebbero al lavoratore per il suo riposo fisico e mentale. A giudicare dalla persone presenti alla guardia medica turistica quest’estate non è una fattispecie proprio rara per cui non sentitevi sfortunati più del dovuto e ricordate che poteva andare peggio.

Approfondendo l’argomento cerchiamo di portare a casa qualche piccolo risultato attraverso alcuni chiarimenti sulla conversione delle ferie in malattia e di salvare almeno i preziosi giorni di ferie leggendo questa guida pratica gratuita. Vedremo poi cosa fare e come comportarsi per non vedersi negato il diritto alla sostituzione da parte dell’azienda per cui lavorate per un errore formale.

Seppur il principio generale prevede la sostituzione tra malattia e ferie esistono tuttavia dei casi in cui la malattia non sospende il decorso delle ferie del lavoratore per cui è necessario fare delle distinzioni.

I giorni di ferie hanno la funzione di far riposare fisicamente e mentalmente il lavoratore al fine di recuperare le energie psico-fisiche utili allo svolgimento della sua attività Lo abbiamo visto con i riposi compensativi in caso di straordinari il venerdì, il sabato o la sera. Ne sono un tipico esempio i medici, infermieri, assistenti di volo ma anche impiegati di aziende..

Malattia iniziata prima delle ferie

Può esserci il caso in cui il datore di lavoro o responsabile abbia accordato le ferie e l’impiegato si ammali prima di iniziarle e immediatamente a ridosso. In questo tipico esempio la malattia interrompe la normale fruizione delle ferie che sono sospese ex lege per cui le ferie non saranno consumate inutilmente.

Fattispecie particolari: vacanze in Europa o Paesi extra UE

Nel caso di caso il problema si presenti mentre siete in viaggio all’estero si deve fare una distinzione tra paesi UE o con questi convenzionati e paesi Extra UE. Nel primo caso la soluzione è più semplice in quanto si dovrebbe prima di partire richiedere la TEAM CARD o Tessera Europea Assicurazione Malattia che dovrà essere consegnata all’istituto sanitario estero al momento della visita o ricovero.

In teoria questa dovrebbe aver cura di trasmettere il certificato medico o altra documentazione sanitaria ospedaliera all’Italia.

Nel caso in cui siate in viaggio in paesi Extra UE la documentazione ospedaliera o di altra istituzione sanitaria deve essere trasmessa a cura del lavoratore dipendente sia al datore di lavoro sia all’INPS entro due giorni dal rilascio.

A questa andrà aggiunta o presentata successivamente anche l’attestazione emessa dall’ambasciata o dal consolato Italiano presso il paese estero, se presente al fine di avere anche una traduzione del) o consolare italiana operante nel territorio straniero.

Malattia iniziata durante delle ferie

Se invece prendiamo per esempio un lavoratore dipendente che entra in ferie e durante il periodo feriale si ammala allora le ferie sono sospese

Malattia iniziata durante e finita prima della fine delle ferie

Nel caso in cui le ferie siano state programmate e accordate e la malattia sia iniziate durante e finita prima dovrebbe valere la logica secondo cui il lavoratore non può modificare le ferie inizialmente concordate ed il giorno di rientro se non dietro specifica approvazione da parte del lavoratore, sempre che si tratti delle ferie libere ossia quelle soggette ad approvazione e preavviso.

Se invece la malattia o altra patologia dovesse costringere il dipendente a prolungare l’assenza dal posto di lavoro naturalmente non vi sarebbero problemi in quanto la malattia funzionerebbe come negli altri casi e non sottostà ad alcun preavviso ma solo a comunicazione formali che variano a seconda della tipologia di malattia e modalità di presentazione.

Laddove siate malati dovrete aver cura quindi avvertire il vostro datore di lavoro inviandogli, secondo le modalità disciplinate dalle procedure interne aziendali o, in assenza, secondo idonei strumenti di comunicazione come previsto dai CCNL nazionale per la categoria ed il settore per cui operate allegando anche il certificato medico o del pronto soccorso dell’ospedale, ambulatorio o studio medico presso cui vi siete recati per la diagnosi e la cura.

Dal canto vostro non potrete andare al mare o in montagna ma dovrete comunque rispettare le fasce di reperibilità previste per le eventuali visite fiscali. Se vi trovate in un luogo di villeggiatura sarà inoltre necessario comunicare l’indirizzo di in cui abbiate la momentanea dimora.

L’omessa comunicazione al datore di lavoro esclude il diritto alla conversione  delle ferie in malattia e al conseguente recupero successivo delle stesse.

Da quando scatta la conversione o sostituzione delle ferie in Malattia

Scatta dal giorno in cui l’azienda o il datore di lavoro sono messi al corrente che il dipendente versa in uno stato di malattia. Logico pensare che la finalità della comunicazione è sempre quella di mettere in condizioni il datore di lavoro di mandarvi una bella visita fiscale a casa per verificare il vostro effettivo stato di salute o se state con il termometro sotto la lampadina.

Per questo è necessario anche comunicare l’indirizzo di dove siete residenti in quel momento. L’assenza di comunicazione dell’indirizzo potrebbe essere presa dal datore di lavoro come pretesto per non attuare la conversione, tuttavia sappiate che si attaccano al tram ugualmente perché basta la comunicazione dello stato di malattia o di inoltro del certificato medico. Seppur non messi in condizioni avrebbero comunque potuto richiedere l’indirizzo di residenza o inviare una visita fiscale all’indirizzo di residenza.

Importante per i datori di lavoro: dovete sapere che laddove questa situazione accada ad uno dei vostri dipendenti e laddove questi siano destinatari di indennità INPS o di altro ente è necessario che il datore di lavore comunichi o informi tempestivamente a sua volta a tali enti in modo da metterli in condizioni di avviare le verifiche fiscali del caso. Il livello di attenzione in questi casi si alza come giusto che sia.

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