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Mancato Preavviso Comunicazione Dimissioni contratto Tempo Indeterminato: Calcolo, Indennità, Violazione, Termini

Tempo Preavviso dimissioni e modalitàVediamo cosa accade nel caso in cui un lavoratore con contratto a tempo indeterminato decida di cambiare lavoro subito senza rispettare eventuali termini per il mancato preavviso del termine di comunicazione delle dimissioni. La domanda che spesso potrebbe capitarci quando ci troviamo davanti la possibilità di dover cambiare lavoro con un’offerta in mano, è quella di vedere se è possibile fin da subito recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato vigente e passare alla nuova società cambiando datore di lavoro.

La domanda è: vi sono dei termini minimi da rispettare, delle leggi in materia e quali sono eventualmente le sanzioni o delle multe o anche delle penali a cui vado incontro se dovessi comunque optare per il loro mancato rispetto? In calce all’articolo vi fornisco anche un forma per compilare la lettera di dimissioni in modo da superare l’impasse del foglio bianco anche se, in questi casi l’imbarazzo spesso su supera facilmente  :-)

Dimissioni in caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato

Nel caso in cui il lavoratore abbia un contratto di lavoro a tempo indeterminato e voglia cambiare lavoro da subito rassegnando le dimissioni all’ufficio del personale o delle risorse umane.

Sicuramente sappiamo che il legislatore ha imposto al datore di lavoro di rispettare dei termini e delle tematiche per la comunicazione del licenziamento al lavoratore. Lo stesso avviene nel caso delle dimissioni. La natura del termine è solamente perchè affinché entrambe le comunicazioni abbiano un effetto è necessario che si dia un termine. Non è un preavviso ma un termine che da la possibilità alla società di formulare per esempio una contro proposta ed evitare così le lungaggini amministrative, di dover gestire l’interruzione del rapporto di lavoro e la riassunzione. Questo infatti genera perdite di tempo e quindi costi sia per la società sia per il datore di lavoro.

Mancata indicazione Motivazione nelle dimissioni

Il recesso unilaterale del lavoratore non deve essere motivato. Le dimissioni infatti non devono avere la classica “giusta causa” o recare delle motivazioni al lavoro interno. Logico immaginare che al momento della comunicazione le risorse umane contattino il dipendente chiedendo spiegazioni, magari anche solo per chiedere notizie utili a valutare le motivazioni o l’operato dei responsabili o acaride info utili per evitare che si ripristino altri casi simili che provocano una emorragia di risorse utili per l’azienda. La mancata obbligatorietà del la motivazione all’interno delle dimissioni non è un fatto a caso ma risponde alla logica di fornire un supporto utile, sia al dipendente sia la lavoratore di interrompere con efficacia immediata il rapporto. Parliamo di casi di dolo o colpa grave come per esempio il fatto di subire delle molestie o avere dei dipendenti pericolosi che portano il datore di lavoro o il lavoratore dipendente ad interrompere subito il rapporto impedendo anche l’accesso del dipendente agli uffici. Lo stesso si può avere anche nel caso di trattamento di dati sensibili per esempio.

Mancato rispetto termine preavviso

Una cosa però è la mancata comunicazione della motivazione ed un cosa quella del termine i preavviso. Solitamente viene disciplinato nello stesso contratto di assunzione nelle pati finali del contratti. In altri casi, laddove non venga appositamente disciplinato si può trovare nella contrattazione collettiva nazionale siglata per la vostra specifica categoria di lavoratori, metalmeccanici, siderurgici, bancari, assicurativi, etc.

Nel contratto di lavoro a tempo indeterminato la legge disciplina anche la possibilità che le parti concordino un periodo di preavviso tanto per il licenziamento quanto per le dimissioni come previsto dagli articoli 2118 e 2119 del C.c. e come previsto eventualmente dal C.C.N.L. di riferimento per la tipologia di attività svolta dal lavoratore.

Cosa succede però se non rispetto tali termini. Il datore di lavoro potrà richiedere un indennità di mancato preavviso che viene chiamata anche indennità sostitutiva del preavviso.

Come si calcola questa indennità sostitutiva di mancato preavviso

Il calcolo dell’indennità sostitutiva dovuta alla società si effettua prendendo la componente salariale che va dal giorno di comunicazione della notifica di licenziamento o dimissioni fino al giorno stabilità dal contratto. Come abbiamo anticipato sopra è necessario cosa prevede Il CCNL di riferimento può prevedere delle indennità minime che variano non solo in base alla tipologia di attività ma anche in base all’anzianità del dipendente e/o all’inquadramento. Il contratto di lavoro individuale poi potrebbe prevedere delle indennità maggiori ma non minori a quelle stabilità nei contratti collettivi.

Nella base di calcolo della componente salariale dovranno essere presi in considerazione anche eventuali premi di produzione, fringe benefit, benefit, MBO, premi di produzione, indennità sostitutive di vario genere (assenza, malattia, mense o auto aziendali, etc). Le componenti relative ai ratei di ferie o permessi retribuiti restano fuori al pari di eventuali rimborsi spese.

Nel calcolo andranno anche considerati nella componente stipendiale anche i ratei della tredicesima e quattordicesima, se prevista, che spettano comunque al lavoratore dipendente fino al giorno della comunicazione delle dimissioni. Ad oggi molto probabilmente questo calcolo avverrà in automatico con i moderni software di gestione paghe del personale ma è pur sempre vero che un controllino me lo farei fare soprattutto se il soggetto che deve effettuare il calcolo, in linea teorica, è quello che subisce le dimissioni :-).

Esempio calcolo

La base di calcolo sono 26 giorni lavorativi su base mensile sulla se dei quali andrà calcolata la RMG o retribuzione media giornaliera.

Supponiamo siano 2.500 euro lorde. Queste andranno divise per il numero dei giorni previsti su base mensile (appunto 26) e successivamente moltiplicati per il numero di giorni di preavviso. Supponiamo che questi ultimi siano 30 giorni.
Il calcolo andrà così sviluppato: 2.500 / 26 giorni = 96,1538 euro

Moltiplicati per 30 giorni di preavviso =  2.884,61 euro

Calcolo componente dei ratei 13^ e 14^ mensilità

Per il calcolo dei ratei avremo 2.500 / 6 mesi = 416,67 x 2 mensilità = 833,33

Lo stesso concetto andrà applicato anche per le altre eventuali voci stipendiali ma ai nostri fini interessa che voi capiate il meccanismo per meglio comprenderlo ed eventualmente effettuare un controllo o semplicemente capire se vi sono dei macro errori nel calcolo. Nell’esempio specifico l’indennità spettante lorda sarà pari quindi a 833,33 + 2.884,61= 3.717,94 euro.
Ricordatevi tuttavia che questi sono soggetti a tassazione separata e contribuzione INPS. Supponiamo che l’aliquota media sia il 23% e che la percentuale di contribuzione INPS vigente quest’anno sia pari al 9,19%.

I contributi INPS da applicare alla somma sopra sarà pari a 341,68 per cui l’indennità netta spettante sarà pari a 3.376,26 euro. A questa si applicherà poi, in sede di dichiarazione dei redditi la tassazione separata del 23% ipotizzata sopra.

Tassazione dell’indennità sostitutiva di mancato preavviso

La tassazione delle somme eventualmente percepite dal lavoratore – nel caso però in cui sia la società ad essersi resa inadempiente verso il proprio dipendente – saranno soggette a tassazione separata in capo al dipendente. La tassazione separata potrebbe generare un effettivo risparmio di imposta in capo al dipendente licenziato.
Per il funzionamento del meccanismo di calcolo della tassazione separata vi consiglio di leggere la guida alla tassazione separata che trovate bel seguito in calce all’articolo. In estrema sintesi avviene applicando l’aliquota media osservata negli anni precedenti.

Ai fini INPS la percezione dell’indennità è soggetta a contribuzione previdenziale per cui su questa dovrete versare i contributi.

Chi paga questa indennità di mancato preavviso delle dimissioni

Il pagamento della mancata indennità è a carico del lavoratore resosi inadempiente verso il precedente datore di lavoro. quest’ultimo potrà trattenere le somme direttamente nella busta paga o anche richiederle ex post qualora non le abbia quantificate. Il calcolo infatti viene effettuato al momento di liquidazione del TFR e viene trattenuto solo stesso. Il TFR che, come sappiamo, può essere conservato sia presso l’azienda sia presso terzi (fondi previdenziali autorizzati).

Format Dimissioni Volontarie

Nel seguito trovate la guida alle dimissioni volontarie dove trovate anche dei format di lettera da inviare la vostro datore di lavoro per levarvi di impaccio.

 

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

1 commento

  1. Avatar
    LORETTA MONTAGNER

    grazie per il Vostro sito. avrei una questione: è corretto che siano state trattenuti giorni di ferie (già programmati dall’azienda) e anche giorni di mancato preavviso? cioè:
    – L’azienda aveva già programmato la chiusura dell’azienda nel periodo di Natale,
    – il preavviso avrebbe dovuto essere fino al 30 dicembre (perchè erroneamente nella lettera di dimissioni online era stato messo giorno di dimissioni 31 dicembre anzichè 1 gennaio)
    – sono state trattenute ferie per i giorni 24 – 27 – 28 dicembre
    – sono state trattenute 5 giorni di mancato preavviso perchè dicono che sono compresi il sabato 22 e sabato 28 anche se abitualmente sono giornate a zero ore.
    – nel mancato preavviso è stato calcolato anche una maggiorazione per la 13ma…

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