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Controllo di tutti i conti correnti bancari e postali: la grande lente del Fisco

Il controllo dei nostri conti correnti bancari tramite l’anagrafe dei rapporti finanziari, postali, di depositi e simili sarà operato dall’Agenzia delle Entrate. Gli istituti di credito saranno tenuti a comunicargli i nostri dati mediante un flusso telematico da inviare periodicamente all’agenzia delle entrate che si chiama appunto anagrafe dei rapporti finanziari e nella sostanza contiene tutte le movimentazioni dei contribuenti che hanno aperti conti correnti o altre posizioni (monte titoli o altro) con istituti i credito.

La finalità antievasione della norma

Questo per rintracciare i contribuenti da sottoporre a controllo e accertamento nell’ambito delle verifiche fiscali da partell’agenzia: novità introdotta con il Decreto Salva Italia del Governo Monti per la lotta all’evasione fiscale e al nero.
L’articolo 11 del Decreto Salva Italia infatti impone agli istituti di credito, banche, poste, istituti finanziari di comunicare con l’invio telematico tutte le informazioni relative ai conti correnti bancari dei correntisti clienti.
Dovrà essere emanato un apposito regolamento in tal senso che ne disciplinerà le modalità tecniche di compilazione ed invio dei flussi delle movimentazioni bancarie.

Come funzionano le verifiche sui conti correnti bancari

Il flusso di informazioni tra le banche e l’Agenzia delle Entrate servirà ad indirizzre il controllo e le selezioni dei contribuenti da sottoporre a richieste di informazioni, accertamenti, accessi o verifiche anche se la domanda che ci si potrebbe porre è “nel concreto, come funziona?”, “quali saranno i contribuenti soggetti a controllo?”.
Un’ipotesi potrebbe essere quella di mettere a confronto la colonna dell’estratto conto scalare relativa alle entrate con la somma algebrica dei redditi dichiarati all’interno del 730 o delle dichiarazioni e, laddove evidenzino delle differenze superiori ad un certa soglia, far scattare la verifica. Tuttavia sta per usicre il provvedimento che dovrebbe definitivamente disciplinare l’utilizzo che l’agenzia delle entrate può fare con le risultanze delle comuniczioni che banche ed istituti di credito dovranno effettuare e che in estrema sintesi sarà quello di selezionare solo un insieme di contribuenti che presentano degli indci di movimentazione finanziaria anomali e per questo finiranno sotto una lente più grande del fisco. Ma non saranno oggetto di appositia e specifica indagine finanziaria se non con le stesse modalità che c’erano anche prima.

Come fa l’agenzia delle entrate a controllare i conti correnti

Con un il Sistema di interscambio dati (Sid) l’Agenzia delle Entrate recepisce le comunicazioni di tutti gli istituti di credito, banche, poste italiane e operazioni finanziarie su conto deposito titoli e/o obbligazioni; conto deposito a risparmio libero/vincolato; gestione collettiva del risparmio; gestione patrimoniale; certificati di deposito e buoni fruttiferi; cassette di sicurezza; carte di credito/debito; crediti di firma; finanziamenti; fondi pensione, flussi informatici in cui sono raccolte le informazioni sui consumi di milioni di contribuenti che passano sui conti correnti e il cui fine è quello di stabilire se il reddito dichiarato è in linea con le spese sostenute da ognuo di voi. Tutti questi dati andranno a confluire in un sistema dal nome simpaticissimo, Serpico che andrà ad analizzare le movimentazioni in entrata e uscita.

Saranno pertanto controllati i saldi iniziali e finali del contribuente è in particolare i pagamenti effettuati con carta o con bancomat, gli addebiti e gli accrediti diretti sul conto corrente ma soprattutto i prelevamenti in contanti perchè in realtà una delle cose che più interessa e su cui hanno più potere sono proprio questi in quanto con lo strumento del redditometro successivamente andranno a verificare se ci sono scostamenti e laddove vi siano e siano maggiori di una certa soglia allora quei prelevament in contanti saranno la base per la ridetemrinazione del reddito imponibile che il fisco considera da voi come quello presunto e su cui andranno ad applicarci le imposte, con sanzioni ed interessi.

Ricavi non dichiarati al fisco

Altro campanello d’allarme sarà ovviamente qualora da questi controlli vi siano entrate non dichiarate o non fatturate. Certamente non credo che vadano a contestare magari il regalodi mille o due mila euro fatto dal padre al figlio per la laurea o per comprare il motorino però vi segnalo che rappresentano comunque punti di osservazione.

Le esclusioni

Le esclusioni riguarderanno  i finanziamenti personali, i crediti e le garanzie personali ed i fondi pensioni che tanto sono già oggetto di controllo del redditometro per cui anche qui siete controllati mentre restano sotto controlli anche i depositi, i portafogli con strumenti finanziari, i titoli di Stato, i derivati, acquisti di oro e metalli preziosi.

Le tempistiche delle comunicazioni delle banche: 31 marzo di ogni anno

L’intervallo delle comunicazioni che effettueranno le banche il 31 ottobre sui dati relativi al periodo d imposta 2011, mentre il 31 marzo 2014 per le movimentazioni  avvenute dal primo gennaio al 31 dicembre 2012 e così via per ciascun anno. Questi però sono termini prorogati in quanto la scadenza naturale dell’adempimento è previsto per il 20 aprile dell’anno successivo a quello oggetti di controllo.

Oltre a questo ricordo brevemento che con il Decreto Salva Italia è prevista anche l’introduzione nel reato penale di false autocertificazioni e con questo si intende non solo la falsificazione di documento ma anche attestazioni e false risposte ai questionari dell’agenzia delle entrate. Ora v’è anche da dire che un contribuente alle prese con il diritto tributario e la complessità della materia potrebbe essere indotto in errore, ma si spera sempre che vi sia un’accoglienza ed una disponibilità da parte degli operatori dell’agenzia tesa a prendere in considerazione la buona fede dal contribuente rispetto invece ai veri evasori fiscali…

Si potrebbe pensare ad una violazione della privacy in quanto non tutti hanno piacere a sapere che c’è chi può guardare tutte le sue movimentazioni bancarie, con accesso alle informazioni non solo numeriche bensì anche qualitative ossie dove è stato effettuato un acquisto o sostenuta una spesa, ma c’è da sperare che l’analisi preliminare si fermi solo all’importazione delle informazioni numeriche. Il principio però che deve animare questo genere di riflessioni a mio avviso è sempre lo stesso: se non si ha nulla da nascondere non bisogna temere che vi siano sguardi indiscreti sulle proprie abitudini di acquisto e che esulano dalla reale finalità della legge, che è quella di recuperare reddito imponibile dichiarato dal contribuente e impedire il nero.

Il dramma dell’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente

Vi riporto la sintesi della sentenza numero 9535 del 29 aprile 2011 (udienza del 10 febbraio 2011) Corte di cassazione, sezione tributaria in cui la rivista telematica dell’agenzia delle entrate afferma che il DPR n. 600 del 1973, art. 38, non impedisce, pure in presenza di dichiarazione formalmente regolare, l’accertamento in rettifica in forza di valutazioni condotte sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, come nella specie. Infatti nel processo tributario, nel caso in cui l’accertamento effettuato dall’ufficio finanziario si fondi su verifiche di conti correnti bancari, è onere del contribuente, a carico del quale si determina una inversione dell’onere della prova, dimostrare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non siano riferibili ad operazioni imponibili, ovvero che abbiano già scontato l’imposta, mentre l’onere probatorio dell’Amministrazione è soddisfatto, per legge, attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti (cfr. anche Cass. n. 4589 del 26/02/2009, n. 1739 del 2007).
La documentazione bancaria rinvenuta durante i controlli è utilizzabile dall’amministrazione finanziaria per l’accertamento fiscale ma essendo solo degli indizi che devono essere supportati da altri elementi sono presunzioni relative.

Si chiude il Sistema degli strumenti contro la lotta all’evasione

Anche se sarà oggetto di un futuro articolo dedicato agli strumenti del legislatore fiscale per la lotta all’evasione fiscale, qui si può dire che con l’introduzione della comunicazione da parte delle banche degli estratti conto bancari (o solo movimentazioni bancarie, questo è ancora da chiarire) il sistema degli strumenti alla lotta all’evasione dovrebbe chiudersi in quanto questo era forse l’ultimo baluardo da abbattere per permettere ai verificatori e accertatori di avere tutti i dati a disposizione per ricostruire ragionevolamente il comportamento fiscale del contribuente.

Giurisprudenza a nostro favore

Vi riporto inoltre il testo di una sentenza (n. 21132 del 13 ottobre 2011 del 7 luglio 2011, Corte di cassazione, sezione tributaria – Pres. Bognanni, Rel. Botta in materia di iva in cui si chiarisce che in tema di Iva, l’utilizzazione dei dati acquisiti presso le aziende di credito, ai sensi del Dpr n. 633 del 1972, art. 51, comma 2, n. 2, non è subordinata alla prova che il contribuente eserciti attività d’impresa (o di lavoro autonomo): infatti, se non viene contestata la legittimità dell’acquisizione dei dati risultanti dai conti correnti bancari, i medesimi possono essere utilizzati sia per dimostrare l’esistenza di un’eventuale attività occulta (impresa, arte o professione) sia per quantificare il reddito ricavato da tale attività, incombendo al contribuente l’onere di dimostrare che i movimenti bancari che non trovano giustificazione sulla base delle sue dichiarazioni non sono fiscalmente rilevanti” (Cass. n. 9573 del 2007). La medesima presunzione opera per le imposte dirette ai sensi dell’art. 32, comma primo, n. 7) del Dpr 29 settembre 1973, n. 600.

Altra importante sentenza letta il 23 marzo 2015 sul sole24ore èdella Corte Costituzionale che si è sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 32, co. 1, numero 2, secondo periodo del D.P.R. 600/73, per come modificato dall’art. 1 della Legge n. 311/2004 (nel prosieguo “Finanziaria 2005”) e che in estrema sintesi argomenta sulla presunzione legale secondo cui i prelevamenti o gli importi riscossi nell’ambito di rapporti finanziari costituirebbero ricavi o compensi qualora il contribuente non ne indichi il beneficiario o se non risultino dalle scritture contabili.

Nella pratica si impedisce quasi di prelevare al professionista in quanto se cosi fate l’agenzia delle entratepotrebbe tassarvi il prelievo ai fini dell ‘Irpef Irap e Iva. La corte dichiarano “l’illegittimità costituzionale dell’art. 32, comma 1, numero 2), secondo pe­riodo del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600…come modificato dalla…legge 30 dicembre 2004, n. 311…limitatamente alle parole «o compensi»” Vi consiglio comunque di leggerla.

Aggiornamento 2013: grazie anche all’opera di sensibilizzazione e di informazione di questo sito si è riusciti a rivedere le originali funzionalità di questo strumento che a mio avviso era al limite della lesione del diritto della privacy e si è arrivati a definire una bozza di provvedimento che sancisca definitivamente che il controllo dei conti correnti bancari e postali attuato dall’agenzia delle entrate attraverso la anagarafe dei conti correnti servirà solo ad individuare dei cluster o insieme di contribuenti da sottoporre successivamente ad indagini finanziarie e fiscali. In pratica non si andranno ad analizzare analiticamente ciscun conto corrente bensì sulla base di parametri di congruenza  si attiveranno degli allert nei database e si formeranno delle liste di contribuenti che saranno accertati con maggiore probabilità rispetto ad altri. Non sarà poi possibile analizzare le singole con maggiore facilità rispetto a prima.

Nuova sentenza 2014 contro il redditometro

Segnaliamo la sentenza 6 ottobre 2014, n. 228 della Corte Costituzionale che elimina la presunzione di imponibilità dei prelievi non giustificati da sportello per i lavoratori autonomi accertati ex articolo 32 del DPR 600 del 1973. In passato infatti e non poche vittime ha mietuto questa presunzione legale in forza della quale e con molta scioltezza si prendevano gli estratti conto, si andava a guardare i prelievi effettuati sul conto corrente e si sosteneva che quelli sarebbero andavano a remunerare fornitore pagati in nero per cui non sapendo di colpire si colpiva colui che aveva prelevato i soldi dallo sportello, applicando l’aliquota dell’imposta Irpef e affermando che quelle erano imposte evase. A queste si aggiungevano sanzioni ed interessi in forza dell’art. 32, D.P.R. n. 600 del 1973. Inutile dire poi che dietro quelle due parole “non giustificati” ci potrebbe essere dietro un modo di interpretazioni a cui si sono susseguite interpretazioni, sentenze etc etc.

Le altre misure e gli strumenti nella lotta all’evasione

Oltre alle misure messe a punto dal Decreto Salva Italia il sistema degli strumenti della lotta all’evasione era già stato novato dalle precedenti manovre del 2010 e del 2011. Parlo in primis del nuovo redditometro e dell’accertamento sintetico ma soprattutto dell’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, che di fatto ha consegnato il manico nella mani del Fisco attribuendo assoluto potere nella rideterminazione del reddito imponibile del contribuente che, in base ad una stima statistica del fisco, deve provare con enorme difficoltà in molti casi che quella ricostruzione in realtà non corrisponde al vero.
E’ il caso anche per le società ed i professionisti titolari di partita Iva degli studi di settore e dell’inasprimento delle pene connesse alle violazioni tributarie e alla possibilità di procedere ad accertamento anche in caso di corretta compilazione dello studio ma in presenza di un reddito imponibile dichiarato in Unico superiore al 10% del reddito accertato in caso di diversa compilazione dello studio.
Anche per quello che concerne l’esecutività dell’accertamento viene abbandonata la previsione di esecutività dopo l’iscrizione al ruolo in quanto l’atto di accertamento diviene esecutivo subito dopo i 60 giorni dalla notifica. Per ulteriori approfondimenti potete prendere spunto anche dalla circolare numero 83607/2012 del 19 marzo 2012 della Guardia di Finanza.

Pignoramento dei conti correnti bancari e postali

Leggi anche articolo su Pignoramento e confisca dei conti correnti bancari o postali per vedere come e quanto evitare che Equitalia pignori i vostri conti correnti bancari o postali o confischi beni mobili e immobili dove per beni deve intenerii l’accezione più ampia ricomprendendo anche azioni, quote o partecipazioni.

Limiti all’uso del contante e spesometro: le altri armi per scovare gli evasori

Oltre a questo c’è sempre da ricordare anche due altri importanti strumenti di raccolta di tutte le informazioni disponibili sui comportamenti del contribuente: lo spesometro, ossia la comunicazione delle operazioni effettuate dai contribuenti titolari di partita Iva e la riduzione all’utilizzo del contante che scende la cui soglia di tracciabilità del contante scende al di sotto dei mille euro.

MONEY TRANSFER

Vi sono poi altri strumenti per esportare denaro all’estero; molto utilizzato è il Money Tranfer di cui vi segnalo l’articolo di approfondimento dedicato proprio alla Guida al Money Transfer

Ulteriori punti

Le indagini bancarie dovranno supportare un accertamento e potranno servire per rettificare eventualmente i dati a cui è arrivata l’agenzia delle entrate. Il primo punto che vi potranno contestare saranno i prelievi che, paradosso, sono usati per determinare quanto avete evaso per loro, ossia prelievo 100, evado 100, pago le tasse più sanzioni su 100. Per cui dovrete dimostrare chi erano effettivamente i beneficiari di quel prelivo (io per esmepio talvolta prelivo prima di andare al ristorante o uscire e non pago smepre con la carta per cui a distanza di anni vai a dimostrare che sei andato al cineme o al ristorante hai pagato in contanti…impossibile se non per un malato che si tieni in fila tutti gli scontrini da quando è nato il che mi fa sospettare di problemi mentali e non di evasione fiscale.

Inoltre le movimentazioni bancarie dovranno essere acquisite all’interno di una indagine autorizzata pena la nullità dell’accertamento qualora l’agenzia delle entrata ne sia entrato in possesso (escluso il caso in cui non siate state voi a consegnargliele spontaneamente) autorizzazione.

Novità 2017: Condono sui prelievi ed incassi

Vi segnalo le importanti novità contenuti nella Manovra economica di bilancio 2017 sul tavolo per gli evasori fiscali che potranno beneficiare del condono chiamato Voluntary Disclosure che consentirà dietro un forte risparmio di imposta di riportare i soldi in patria o di regolarizzare prelevamenti da sportello finalizzati a pagamenti in nero.

Riferimento normativo

Il riferimento normativo è contenuto nell’articolo 11 del Decreto legge 201 del 2011 anche ribattezzato Decreto Salva Italia 2012 intitolato emersione della base imponibile.

Tracciabilità del Contante Guida pratica Spesometro 2011 Guida al Redditometro

31 commenti

  1. L’unica soluzione sarebbe manifestare a Roma contro queste leggi assurde. Quando c’era il segreto bancario, considerato un diritto del cittadino, l’economia andava meglio.

  2. Vi segnalo una importante sentenza della corte di Cassazione del 6 ottobre 2016, n. 228 che si è espressa dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’articolo 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 con cui l’agenzia delle entrate presupponeva che i prelievi di contante da conto corrente fossero costi produttivi di ricavi non dichiarati e come tali soggetti a tassazione con applicazione di sanzioni ed interessi per di più con onere della prova a carico del contribuente. In pratica uno strumento assurdo come lo era al tempo il redditometro sulle auto, poi modificato e corretto, ma solo dopo anni di accertamenti che hanno visto forse ingiustamente vittoriosa l’agenzia delle entrate.

  3. Domanda veramente specifica, ma non ho capito se lei vuole pignorare la banca (cosa strana direi). O forse intende dire che le vuole pignorare il conto corrente bancario?. In questo caso il pignoramento o il vincolo su un conto corrente deve essere disposto dal Giudice.

  4. Invece se volessi notificare un pignoramento presso terzi ad una banca , posso notificare alla filiale o invece devo notificare alla sede centrale?

  5. Che vi sia un tentativo in atto di far convergere tutti i risparmi degli italiani in investimenti in luogo della liquidità non è un caso. Se ci fa casa investire nelle seconde case, per colpa dell’IMU non risulta molto conveniente come una volta per via del fatto che i margini si sono appiattiti Poi ci si è messa la novità della non copertura dei conti correnti oltre i cento mila euro che, considerato che per operazioni al cuore te ne chiedono privatamente anche 80, possiamo dire che rappresentano quei risparmi che potrebbero salvarti la vita. Secondo me dietro ci vorrebbero tutti ad investire in borsa e ad affidare i nostri risparmi ad un private banker (che io non considero come opzione.
    Dall’altro lato siamo alla fine di un periodo durato un po’ di anni dove si sono concessi condoni fiscali per il rientro di capitali anche se li abbiamo chiamati in modi molto fantasiosi come scudi fiscali e discolpare….Ad oggi tirare fuori 200 mila da sotto il materasso sarebbe un po’ da incoscienti ma purtroppo oggi se ce li hai li puoi spendere solo in cene fuori e parrucchiere perché se li vuoi investire ti chiederanno da dove li hai presi.
    Io contesto il modo prepotente ed invasivo di capire come li hai presi. Ricordiamoci che grazie anche a questo sito strumenti come il redditometro sono stati fortemente depotenziati, purtroppo dopo aver mietuto diverse vittime…..ricordo solo quelli che mi chiamavano disperati perché si erano comprati la loro macchina dei sogni di quanto erano bambini, magari una spider di 3 mila di cilindrata di 30 anni….e si vedevano accertare per decine di migliaia di euro e non potevano fare nulla per difendersi…per cui come posizioni non siamo così distanti. Devono trovare il modo di giocare a guardia e ladri ad armi pari senza danneggiare la libertà degli altri contribuenti che agiscono in buona fede. I malcapitati ad oggi accertati dal fisco a mio avviso ancora sono troppi perché quei poveracci che sono in buona fede per dimostrato devono spendere soldi e tempo per farlo e questo non è giusto (file commercialisti, avvocati, permessi, incavallature in fila, ecc..) ma questo tempo chi ce lo ridà?

  6. tassefisco 6 luglio 2014 at 19:24
    Beh, non sarebbe il minimo secondo lei. Se il suo vicino alzasse il materasso e tirasse fuori duecento mila euro lei non si chiederebbe dove li ha presi e soprattutto non si chiederebbe come mai li tiene a casa invece di investirli o depositarli su un conto corrente? Insomma non abbiamo mica l’anello al naso

    Questa è la risposta che diede il 6/7/2014 ad un lettore che si arrogava il diritto di detenere il contante, risparmiato nel corso della sua vita, sotto il materasso.
    Oggi ai risparmiatori della banca Etruria, della Carige e della banca Popolare Vicentina, darebbe con la stessa superficialità la stessa risposta?
    Lei ha confuso la lungimiranza dei risparmiatori allergici alle banche, con la solita presunta colpevolezza di evasione fiscale.
    Ma in che stato viviamo?
    Siamo arrivati al punto che, detenere un risparmio legittimo, che non può essere controllato e morbosamente spiato dal fisco, si viene tacciati (da lei compreso) di essere dei furbetti e meritevoli di essere additati come potenziali evasori.
    Io, i miei soldi li voglio gestire e custodire dove voglio e pretendo di comprare ciò che più mi aggrada senza che un funzionario dello stato lo venga a sapere.
    Non posso accettare la sua infelice battuta che se una persona non ha nulla da temere, può può sopportare con il sorriso una fastidiosissima limitazione della privacy da parte dello stato.
    La vecchia Russia era un paladino di libertà in confronto all’Italia di adesso e compatisco la gente come lei che non riesce a capirlo.
    Quando vi renderete conto che la libertà non ha prezzo, sarà sempre troppo tardi.
    Complimenti all’articolo di Francesco. Rispecchia pienamente il mio pensiero.

  7. tassefisco 6 luglio 2014 at 19:24
    Beh, non sarebbe il minimo secondo lei. Se il suo vicino alzasse il materasso e tirasse fuori duecento mila euro lei non si chiederebbe dove li ha presi e soprattutto non si chiederebbe come mai li tiene a casa invece di investirli o depositarli su un conto corrente? Insomma non abbiamo mica l’anello al naso

  8. Ma Noooo!

  9. Su tutti ci mancherebbero, altrimenti gli evasori assolderebbero un esercito di dipendenti sottopagati per far transitare sui loro conti il nero derivante da attività gestite in nero. Ma non dovete temere niente se non avete nulla da nascondere, non vedo il problema.

  10. Gianluca petrolini

    Buongiorno…. Ma i controlli verrano eseguiti anche sui dipendenti??? O solo liberi professionisti??? I dipendenti che hanno una busta paga non sono tenuti a tenere traccia delle proprie spese….grazie per una vostra gentile risposta

  11. La politica (e anche qualcuno che si eleva a “paladino della rettitudine”) dice che “la pacchia è finita”!!!
    Dico soltanto che di fronte ad uno Stato dove si creano Enti inutili per pagare inutili consiglieri e stipendi d’oro a Presidenti incapaci e nullafacenti; di fronte a dirigenti premiati con 40.000 euro per essersi disinteressati del territorio fino all’alluvione di Genova dove sono morte delle persone, al caso Mose di Venezia o al caso Roma Mafia Capitale (il tutto già finito nel dimenticatoio in fretta); di fronte a stipendi d’oro di commessi che in parlamento fanno ciò che fa un portiere in un palazzo..anzi anche meno..; di fronte a tutte le ruberie politiche che vediamo ogni giorno con decine di casi giudiziari; di fronte al fatto che un Onorevole prende anche 20.000 euro al mese per non andare quasi mai in Parlamento; di fronte a tutto questo, vorrei guardare dritto in faccia chi osa dare dell’evasore a un poveraccio che si alza la mattina alle 4 per farsi 12 ore di fabbrica solo perchè cerca di mantenere dignitosamente la propria Famiglia e RISPARMIANDO DOVEROSAMENTE peraltro..perchè il reato di ruberia sono le assicurazioni e lo Stato in combutta a compierlo. In nessun paese si paga 500 euro di bollo per una vecchia auto che vale 1000 euro, in nessun paese si pagano migliaia d’euro di polizza assicurativa per una motoretta, nessun paese si interessa dei propri cittadini esclusivamente quando si trova in campagna elettorale (ed annesse valanghe di “promessoni” che mai e poi mai verranno mantenute) o quando deve perseguitarti con il suo strumento di caccia per eccellenza, equitalia (con il suo motto: “per un paese più giusto”……ma cosa c’è più di giusto ormai in questo schifo di nazione). Chi si trova a decine di chilometri dal proprio posto di lavoro senza il collegamento dei servizi pubblici, si trova a pagare un mensile autostradale pari a un mutuo per acquistare una casa. In questa italia con un clima politico da GESTAPO (o da Unione Sovietica che dir si voglia) ci deve essere il solito politico-paladino della situazione che vuole fare il moralista nei confronti di chi non ha più un centesimo ed è costretto anche a farsi aiutare da qualche persona d’animo gentile. Il tutto, studiato ad och per stanare eventuali ricchezze messe da parte con il sudore della fronte in tanti anni di duro lavoro. Ma dico.. le leggi le pensate in camera segreta con toto riina, brusca e bagarella???? La cosa preoccupante è che domattina il bamboccio che siede al governo si “inventerà” che la pensione si percepirà a 95 anni con 80 anni di contributi e solo se accompagnati dai genitori al momento della firma, che chi possiede più di 2 porte in casa sarà obbligato a pagare una tassa annuale, chi ha 2 orecchie e 15 denti sarà soggetto a tassazione….ma è mai possibile che è propria dell’indole dell’italiano PRENDERSELA IN QUEL POSTO senza sputo e con la sabbia senza dire “A”??? Nessuno (e sottolineo NESSUNO) sta organizzando manifestazioni, rivolte, sommosse o quant’altro di realmente INCISIVO contro questa massa di BIP BIP BIP che ci governano e che ci hanno ridotto con le pezze al culo con le loro leggi “garantiste” mentre loro si godono stipendi da nababbi e relativi annessi e connessi e a noi, quel bamboccio di _____, ci da il “contentino” in busta di 80 euro LORDI mensili e che se lo sta riprendendo con tutti gli interessi.
    Sono seriamente stufo di sentirmi additato “furbetto ed evasore” proprio da chi fa politica per materializzare esclusivamente le proprie furbate e il sopra citato clima politico di repressione e ritorsione tipico della GESTAPO messo in atto da anni in maniera abile e raffinata e perpetrato ESCLUSIVAMENTE sui cittadini italiani, per me e la mia Famiglia, E’ DIVENTATO INSOPPORTABILE e INACCETTABILE, per cui, alla luce di quanto sopra da me esposto, vengo anche a chiedere: qual’è l’esatta procedura da fare per chiedere il DISCONOSCIMENTO della cittadinanza italiana ed essere parificato ad un extracomunitario?
    Con polemica e seria preoccupazione.

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