Partita Iva e Regime dei Minimi: detrazione acquisti, tenuta registri, INTRASTAT

Alcune domande si pongono in merito al corretto trattamento ai fini Iva di coloro che accedono al regime fiscale dei minimi non solo per la detrazione sugli acquisti ma anche per la compilazione dei registri IVA, le comunicazioni annuali dati IVA, le liquidazioni IVA e le dichiarazioni annuali e a cui si cerca di dare qualche chiarimento in sintesi.

Fermo restando la preventiva verifica dei requisiti per accedere al nuovo regime fiscale dei minimi che avete avuto modo di leggere nella guida fiscale al regime dei minimi qui parliamo degli adempimenti che restano a carico dei minimi nonostante le agevolazioni prevista dalla normativa.

Ai fini dell’Iva o imposta sul valore aggiunto ricordo che i titolari di partita iva dovranno comunque predisporre i registri Iva sia per gli acquisti sia per le vendite dove annoteranno le fatture emesse e ricevute. Per quelle emesse ricordiamo a titolo di esempio che non dovrà applicarsi la ritenuta del 5% sugli onorari come prima avveniva per gli ex minimi.

Laddove svolgano delle attività che non richiedano l’emissione di fatture ma siano sufficienti gli scontrini fiscali o richiedano i la compilazione del registro dei corrispettivi allora provvederanno in tal senso in quanto i minimi non sono esonerati dalla compilazione dei corrispettivi.
A tal fine dovrete quindi anche mantenere copia delle fatture di acquisto o vendita e per queste ultime ricordo che dovranno essere numerate progressivamente e che dovranno avere anche tutti i requisiti minimi previsti dalla normativa europea.

Ai fini della detrazione Iva i contribuenti che aderiscono al regime Iva non potranno portare in detrazione l’Iva assolta sugli acquisti per cui è iportante che qualora doveste decidere se aderire o meno al regime (che ricordiamo rappresenta il regime naturale per coloro che aprono la partita Iva) dovrete valutare anche questo nel calcolo di convenienza. Laddove infatti aveste intenzione di effettuare più acquisti fare una valutazione sull’Iva che abdreste a perdere aderendo al regime dei minimi può rappresentare in alcuni casi una detemrinante a non aderire. Immaginatevi il caso in cui nell’attività avete ricavi bassi a costi iniziali per l’acquisto di un macchinario: perdereste l’va detraibile sull’acquisto di quest’ultimo.

Inoltre dovranno compilare anche gli elenchi intrastat laddove pongano in essere operazioni di acquisto/vendite di beni e/0 prestaizoni o acquisto di servizi intracomunitari rispettando le tempistiche previste trimestrali o mensili a seconda del volume delle operazioni svolto. Per approfondimenti potete sempre leggere l’articolo dedicato alla compilazione dell’intrastat in cui trovare degli spunti che potranno esservi utili.

A proposito di Intrastat il fatto di essere passatemi il termine contribuenti quasi esenti non li esonera ad applicare il regime del reverse charge o di integrazione dell’iva in alcune delle fatture che ricevono da fornitori intracomunitari o altre operazioni che individuano nel committente il debitore di imposta. In tali casi il versamento dell’imposta deve avvenire entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione che generalmente coincide con quello di ricezione della fattura.

Ricordate inoltre non solo la rettifica della detrazione Iva per i minimi che entrano/escono dal regime fiscale come per esempio in quei casi in cui acquistate un bene mobile (che prevede la maturazione dell’Iva quinquennale) mentre eravate in un regime ordinarie e siete successivamente passati ai minimi prevista dall’articolo 19-bis 2 del DPR 633 del 1973 e che vi impone a riversare nelle casse dello stato l’Iva detratta al momento dell’acquisto originario. Lo stesso avrà segno contrario (ossia si potrà chiedere il rimborso) laddove si fuoriesca dal regime e si matura appunto un credito Iva da recuperare.

Inoltre vi ricordo che laddove commerciate con l’estero dovrete comunicarlo nel modello di apertura della prtita Iva in modo da essere inseriti nell’archivio VIES ossia l’archivio dei soggetti autorizzati ad operare con l’estero. Se siete già nei minimi ricordate che potevate inviare l’istanza di adesione al sistema vies se non erro entro il 30 settembre scorso.

Tuttavia siete esonerati dallo spesometro, che non è poco, e anche dalle comunicazione black list che, credetemi, non è cosa da poco. Stesso discorso per quello che concerne l’adempimento relativo alla 

Nel testo vi ricordo che trovate i collegamenti agli articoli di approfondimento come quello anche relativo alla comunicazione annuale dati Iva per i contribuenti minimi ;-)

Guida PDF sul regime fiscale dei minimi (ed ex-minimi) - 2,4 mbGUIDA al Regime dei Minimi

 

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2 Commenti

  1. Buonasera, ho aperto la p. iva nel 2009. Fino al 2011 ho adottato il regime fiscale delle nuove iniziative imprenditoriali. Per il 2012 ed il 2013 ho usufruito del regime fiscale di vantaggio. Ecco che all’ingresso nel regime fiscale di vantaggio avevo operato la rettifica dell’iva per quinti in relazione all’acquisto avvenuto nel 2009 di un bene ammortizzabile. Ho versato le prime 2 rate derivanti dalla rettifica: la prima nel 2012 e la seconda nel 2013. Mi restano da versare le ultime tre rate. Nel 2014 entrerò nel regime contabile agevolato (ex minimi)perché ho superato il limite di 5 anni di permanenza nel regime al di sopra dei 35 anni di età. Entro quando devo versare le ultime tre rate? Non trovo un riscontro da nessuna parte. Grazie

  2. nel 2009 ho avuto un assegnazione diretta per un lavoro per una regione italiana.
    ero nel regime dei minimi e quindi non era comprensivo di iva.
    il lavoro si è protratto ad oggi 2014 e adesso non sono più nei minimi.
    quindi devo pagare l’iva.
    Secondo me non dovrei rimettercela io: mi sembra un furto autorizzato.
    Esiste una legge che mi consenta di meterla in conto al mio cliente visto che lo stato adesso la vuole?
    Oppure visto che il contratto è stato fatto quando lo stato non voleva l’iva posso non pagarla?

    Saluti

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