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Chi deve applicare la ritenuta d’acconto: soggetti obbligati e quando si applica

Ritenuta d'accotno soggetti obbligatiIn questo articolo vediamo brevemente chi sono i soggetti obbligati ad effettuare le ritenute d’acconto in fattura indipendentemente dal comportamento applicato da un loro fornitore che potrebbe essersi sbagliato nell’indicarla ovvero quando si applica in relazione alla qualifica e alla residenza fiscale dei due soggetti interessati cliente e fornitore dando alcuni chiarimenti alle vostre domande

Premessa: la residenza fiscale vostra o del fornitore

Inutile dire che difficilmente se non è quasi impossibile che vi troverete ricevere una fattura da parte di un fornitore estero con applicazione della ritenuta d’acconto almeno che il fornitore non abbia qui in Italia una residenza fiscale nel qual caso vi consiglio di appurare con lui stesso dove si è identificato fiscalmente. Nel caso in cui invece voi siate residenti all’estero e riceviate una fattura con applicazione della ritenuta d’acconto e non abbiate qui in Italia una stabile organizzazione allora non dovrete applicare la ritenuta.

Responsabilità nell’applicazione della ritenuta d’acconto

Faccio una breve premessa in quanto potrei essere stato poco chiaro in quanto il soggetto che deve applicare la ritenuta d’acconto non è il fornitore che potrebbe sbagliarsi nell’indicarla in fattura chiedervi quindi più quello che gli spetta ma siete voi che siete i soggetti destinatari e obbligati ad effettuare la sostituzione dell’imposta ossia in poche parole a trattenere una certa percentuale al momento del pagamento di un provento da dare ad un fornitore e a versarlo allo Stato per suo conto.

Voi non ci guadagnate niente in questo adempimento anzi scoprirete che questo meccanismo rappresenta un costo operativo a mio avviso enorme per via degli adempimenti a cui è sottoposto (vedi Certificazione Unica, Compilazione 770, Compilazione, Modello Unico, versamento con F24, rapporti con i fornitori, ritardi, scadenze sanzioni, ecc). Io capisco che dobbiamo far lavorare tutti ma i sostituti di imposta dovrebbero avere almeno un riconoscimento per questo anche perché in caso di errore si viene sanzionati e neanche poco.

Quando parlo di soggetto obbligato non parlo del soggetto che emette la fattura ma del soggetto obbligato a trattenere le somme dal versamento che farà al fornitore indipendentemente dal comportamento applicato da questo in fattura.

Vi ricordo inoltre che per il pagamento della ritenuta d’acconto responsabili entrambi i soggetti ossia il committente detto anche sostituto di imposta e il fornitore detto sostituito per cui pur essendo il primo ad essere direttamente interessato del mancato versamento di ritenute d’acconto nel caso in cui il primo non vi adempia sarà interessato anche il fornitore. Il sostituito di imposta comunque avrà diritto ad effettuare l’azione di regresso nei confronti il sostituto di imposta.

Chi deve applicare la sostituzione

In primis saranno pubblicate le società di persone ossia le società semplici, società in nome collettivo, Sas, società in accomandita semplice che abbiano la residenza fiscale in Italia. A tal proposito potete fare riferimento all’articolo dedicato alla individuazione del paese di residenza fiscale dei soggetti (il campo di ricerca è su tutte le pagine del sito, nella parte alta della barra laterale di destra).

Poi saranno obbligati i clienti commerciali e ad essi equiparati sia pubblici che privati con residenza fiscale in Italia. Saranno soggetti anche gli enti non commerciali ossia gli enti pubblici come per esempio il Comune la Regione, le  Università e tutte le amministrazioni dello Stato sempre che siano residenti fiscalmente in Italia come anche le associazioni non riconosciute.

Saranno poi assoggettate all’obbligo di applicazione della ritenuta di acconto le società commerciali senza personalità giuridica nonché le società di fatto anche le società irregolari, come anche, professionisti esercenti attività di lavoro autonomo, liberi professionisti, Compresi anche liquidatori curatori fallimentari, come anche gli amministratori straordinari o commissari di amministrazione straordinaria.

Ritenute dei sostituti in vigore – Lavoro autonomo ed altri redditi
Tipologia di reddito Criterio di tassazione Aliquota tassazione % Riduzione base imponibile % Codice tributo
Prestazioni di lavoro autonomo e prestazioni occasionali ritenuta a titolo d’acconto 20,00 1040
Compensi erogati ad amministratori di condominio ritenuta a titolo d’acconto 20,00 1040
Redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule, etc… ritenuta a titolo d’acconto 20,00 25,00 1040
Partecipazioni agli utili per contratti di associazione in partecipazione (solo lavoro) ritenuta a titolo d’acconto 20,00 1040
Compensi per levata protesti esercitata dai segretari comunali ritenuta a titolo d’acconto 20,00 15,00 1040
Prestazioni di lavoro autonomo di soggetti non residenti (anche occasionale o sotto forma di partecipazione agli utili) ritenuta a titolo d’imposta 30,00 1040
Compensi erogati ad amministratori di condominio non residenti ritenuta a titolo d’imposta 30,00 1040
Redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule, etc… prodotti da soggetti non residenti ritenuta a titolo d’imposta 30,00 25,00 1040
Partecipazioni agli utili per contratti di associazione in partecipazione percepiti da soggetti non residenti (solo lavoro) ritenuta a titolo d’imposta 30,00 1040
Compensi per levata protesti esercitata dai segretari comunali non residenti ritenuta a titolo d’imposta 30,00 15,00 1040
Compensi   corrisposti dallo   Stato, da soggetti   residenti nel territorio   dello   Stato   o da   stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti   non residenti per l’utilizzazione di marchi di fabbrica e di     commercio, di   opere dell’ingegno, di invenzioni industriali e simili, nonché per l’uso   di veicoli, macchine ed altri beni   mobili a soggetti non residenti ritenuta a titolo d’imposta 30,00 1040
Rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari ritenuta a titolo d’acconto 20,00 50,00 1038
Rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari (con dipendenti o terzi) ritenuta a titolo d’acconto 20,00 80,00 1038
Incaricati alle vendite a domicilio ritenuta a titolo d’imposta 23,00 22,00 1038

Leggi anche: compilazione del codice tributo 1040 Irpef

Cosa dice la norma a proposito dei soggetti obbligati

L’Articolo 23 del DPR 600 del 1973 indica i soggetti che sono obbligati all’applicazione delle ritenuta d’acconto ossia artatamente delle somme rispetto a quanto versato al proprio fornitore a fronte della prestazione.

1. Gli enti e le società indicati nell’articolo 87, comma 1, del TUIR, le società e associazioni indicate nell’articolo 5 del predetto testo unico e le persone fisiche che esercitano imprese commerciali, ai sensi dell’articolo 51 del citato testo unico, o imprese agricole, le persone fisiche che esercitano arti e professioni nonché il condominio quale sostituto d’imposta, i quali corrispondono somme e valori di cui all’articolo 48 dello stesso testo unico, devono
operare all’atto del pagamento una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa. Nel caso in cui la ritenuta da operare sui predetti valori non trovi capienza, in tutto o in parte, sui contestuali pagamenti in denaro, il sostituito e’ tenuto a versare al sostituto l’importo corrispondente all’ammontare della ritenuta.

1-bis. I soggetti che adempiono agli obblighi contributivi sui redditi di lavoro dipendente prestato all’estero di cui all’articolo 48, concernente determinazione del reddito di lavoro dipendente, comma 8-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, devono in ogni caso operare le relative ritenute.

[…]

Non assumono, invece, la veste di sostituto d’imposta, in virtù dell’esclusione contenuta nel primo comma dell’art. 25-bis, le imprese agricole che esercitano le attività indicate nell’art. 2135 del codice civile.
Va, al riguardo, precisato che l’esclusione dall’obbligo di effettuazione della ritenuta riguarda solo le imprese agricole il cui titolare sia una persona fisica, in quanto per le imprese agricole organizzate in forma societaria l’obbligo di operare la ritenuta in esame non viene meno.
Sono escluse anche dalla ritenuta le provvigioni percepite da mediatori e rappresentanti di produttori agricoli ed ittici e di imprese esercenti la pesca marittima, da commissionari che operano nei mercati ortoflorofrutticoli, ittici e di bestiame, e da consorzi e cooperative tra imprese agricole non aventi finalità di lucro.
Per quanto concerne i commissionari e i mediatori di produttori agricoli, si precisa che nei confronti di questi soggetti sono esonerate dalla ritenuta le provvigioni pagate da imprenditori agricoli tali ai sensi dell’art. 2135 del codice civile. Pertanto le provvigioni loro erogate da altri imprenditori non agricoli sono assoggettate alla ritenuta.
La suddetta limitazione non è, invece, operante nei riguardi delle provvigioni percepite dai commissionari che svolgono l’attività nei mercati ortoflorofrutticoli, ittici e di bestiame con la conseguenza che le provvigioni medesime non sono assoggettabili alla ritenuta da chiunque siano erogate.
Sono, parimenti, escluse dall’obbligo di effettuare la ritenuta in questione, le persone fisiche che esercitano arti e professioni ai sensi dell’art. 49 del D.P.R. n. 597 del 1973.

L’anzidetto esonero non trova applicazione nei riguardi delle associazioni di cui all’art. 5 del D.P.R. n. 597 costituite fra artisti e professionisti per l’esercizio in forma associata dell’arte o della professione.

Residenza fiscale all’estero

Nel caso di ricevimento di fatture da parte di soggetti esteri come anticipato in premessa sarà molto difficile che riceviate una fattura con applicazione della ritenuta, anche se voi a questo punto siete coscienti di non doverla applicare.

Fatture sbagliate? NO problem con la nota di credito

Potete consultare il nuovo articolo dedicato non solo all’emissione della nota di credito ma in cui troverete anche le modalità per recuperare l’Iva e versare eventualmente minori imposte se vi siete sbagliati. A tal proposito potete leggere la Guida all’emissione della nota di credito.

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Guida alla fatturazione

e se ormai siete più bravi leggete anche l’articolo dedicato al

Calcolo della ritenuta d’acconto

Riferimenti normativi sono contenuti all’interno dell’articolo 23 del d.p.r. numero 600 nel 1973

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2 commenti

  1. Sarebbe meglio perché non vi esponete a sanzioni sempre nell’assunto che dovevate applicare le ritenute.

  2. Buongiorno,
    non ho capito la frase:
    “Nel caso in cui la ritenuta da operare sui predetti valori non trovi capienza, in tutto o in parte, sui contestuali pagamenti in denaro, il sostituito e’ tenuto a versare al sostituto l’importo corrispondente all’ ammontare della ritenuta”.
    Significa che se ricevo 80 euro in contanti e faccio ricevuta con imponibile 100 dovrò restituire 20 euro al sostituto d’imposta?

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