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Regime Minimi e Detrazioni Fiscali Ristrutturazione e Risparmio Energetico Bonus Mobili

Rispondiamo alla domanda di un lettore, contribuente che aderisce al nuovo regime forfettario dei minimi che vorrebbe acquistare casa portare in detrazione fiscali le spese per le ristrutturazioni edilizie, il risparmio energetico e il bonus mobili e arredi.

Vediamo di fornire alcuni importanti chiarimenti al funzionamento del regime forfettario dei minimi in quanto da quello che desumo  dai vostri commenti a molti di voi interessa solo che si paga il 5% di tasse (che poi si chiamano imposte) senza poco sapere alle differenza che lo caratterizzano rispetto al regime fiscale ordinario o altri regimi similari.

In realtà la possibilità di calcolare in riduzione dal reddito imponibile Irpef nella dichiarazione dei redditi modello  730 o modello Unico, la rata dei lavori per la ristrutturazione di casa o anche quella delle spese che sono state servite  per  pagare la manutenzione straordinaria della facciata o di altra parte del condominio, possono essere portate in detrazione fiscale ma solo in presenza di una imposta Irpef da pagare.

Il regime dei minimi o quello forfettario o quello di vantaggio dell’imprenditoria giovanile o forfettino, forfettone o forfettario consente il pagamento di una imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali che, come dice la parola, sostituisce il versamento dell’irpef con un’altra imposta. Quest’ultima non ha un vero e proprio nome ma di fatto azzera l’imposta Irpef di fatto azzerandola.

La conseguenza è che i soggetti che aderiscono ad uno di questi regimi e producono esclusivamente redditi soggetti a tassazione agevolata con il versamento di una imposta sostitutiva non possono cogliere il beneficio derivante dalla detrazione fiscale die lavori di ristrutturazione o del risparmio energetico in quanto non hanno un’imposta  da abbattere.

Lo potranno fare se dalla loro dichiarazione dei redditi il calcolo delle imposta mostra un irpef a debito.

Esempio lavoratore dipendente con doppia attività

Potrebbe esserci per esempio il caso del lavoratore dipendente che ha una seconda attività che per il momento sta gestendo con la partita Iva ed ha aderito al regime forfettario. Il lavoratore in questo caso subisce un prelievo dal proprio datore dilavar in busta paga e a fine non probabilmente non pagherà nulla. Tuttavia da lavoro dipendente lui avrà un’Irpef a debito per cui potrà sfruttare il beneficio delle detrazioni fiscali.

Esempio contribuente minimo con caso a disposizione

La prima che mi viene in mente sono redditi derivanti da fabbricati, case o abitazioni. Se così fosse tuttavia, laddove questi siano locati con l cedolare secca saremmo al punto di partenza perchè anche in questo  caso parliamo di imposta sostitutiva dell’Irpef.

Diverso il caso invece se abbiamo un’abitazione a disposizione che non rappresenta la nostra abitazione principale e che comunque produce redditi per il tramite della rendita catastale. O anche se fosse affittata con un regime diverso dalla cedolare secca.

Redditi diversi o di natura finanziaria

Altro caso è se abbiamo redditi diversi come per esempio nel caso delle prestazioni occasionali che, seppur tassate con una ritenuta d’acconto del 20% alla fonte, questa non è una imposta sostitutiva ma solo un anticipo trattenuto dal committente. Anche in questo budini a fine anno avremo a una parte le ritenute sulle prestazioni occasionali e dall’altra le detrazioni da poter sfruttare per ridurre l’imposta Irpef da versare.

La verifica è presto fatta: se andiamo nel questo RN della dichiarazione e abbiamo un’imposta da versare allora potremmo no solo indicare le spese di ristrutturazione o risparmio energetico o anche bonus mobili e arredi ma potremmo anche scalare il reddito della rata di competenza annuale indicata nel quadro RP – Oneri e spese.

Vendita a terzi del credito di imposta per incapienza del proprio proprio reddito

Nel caso di incapienza di imposte sul reddito Irpef (soggetti No Tax Area) che vi consentano di sfruttare le eventuali detrazioni di imposta generate a fronte di spese sostenute per interventi di riqualificazione o risparmio energetico vi segnalo la possibilità di poter cedere a terzi il credito. A tal proposito ho scritto un articolo di sintesi su come si effettuala cessione del credito di cui trovate il link nel seguito: Cessione del credito di imposta per detrazioni fiscali

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2 commenti

  1. chi le sostiene le detrae

  2. Ancora sul regime forfettario. Con mia moglie divido al 50% Le spese di ristrutturazione come lavoratore dipendente. Se passo a forfait lei può dichiarare tutto il 100% per non perdere i rimborsi ? Grazie

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