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Decreto Sostegni 2021 in sintesi per punti: novità e cosa cambia con Draghi

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Vediamo in sintesi le novità introdotte dal decreto sostegni 2021 del governo di Mario draghi con un elenco per punti.

Mi preme dire che se pensavate ci fosse una rivoluzione copernicana con il governo di Mario Draghi sbagliate di grosso ma non perché lui non sia un’eccellenza nel panorama della intellighenzia mondiale ma perché effettivamente le leve a disposizione del governo sono queste al pari degli altri paesi.

Se credete che una persona da sola possa cambiare il Parlamento vi sbagliate di grosso e se pensate che non sia nel parlamento il vero problema o siete poco preparati oppure fate parte di quella piccolissima percentuale di persone che si abbeverano all’apparato statale o peggio ancora bramate al desiderio di potervi entrare. Se siete invece desiderosi di comprendere le ragioni delle misure inserite all’interno del decreto allora potete anche continuare a leggere.

Ristori 2021: cosa cambia e quali novità


Nella sostanza prosegue la misura che prevede l’erogazione di ristori alle partite Iva sia società di capitali, società di persone, ditte individuali e lavoratori autonomi con un fatturato annuo e volume d’affari inferiore ai 10 milioni di euro.

Ci siamo già occupati della definizione di volume d’affari e di fatturato per identificare correttamente il limite. Tuttavia mi auguro che se vi collochiate su questi valori abbiate un dottore commercialista che sia assolutamente in grado di poterlo calcolare correttamente.

Qui parliamo più che altro di gente comune che effettivamente è rimasta imputata dallo scorso anno dal contenimento e dalla chiusura delle attività a causa del covid-19.

In questo caso viene previsto un contributo che potrebbe andare dall’1,5 al 5% della perdita subita rispetto al fatturato precedente dove per perdita si fa riferimento alla riduzione del fatturato 2020 rispetto al 2019. La perdita e quindi intesa come riduzione del volume d’affari deve essere di almeno il 30%.

L’elemento di novità risiede nel fatto che il calcolo della riduzione del fatturato non viene calcolato anno su anno ma mese per mese e quindi viene per così dire mensilizzato. Non so quale possa essere per questo la finalità della misura se non quella di prevedere una distribuzione più frequente del ristoro e più omogenea. Tuttavia trattandosi di un ristoro che prevede un limite del 5% sul calo del fatturato è possibile che in un Mese non spetti e nel mese successivo invece aspetti solo fino al 5%.

Sarà la relazione illustrativa a chiarire la ratio legis della modifica. Questa è e sempre sarà la fonte a cui attingere per tuti le leggi, non i titoli dei giornali guidati da linee editoriali a pagamento o peggio ancora di proprietà di imprenditori privati con interessi di partito.

A chi pensava che il governo potesse introdurre maggiori risorse rispetto a quelle sopra riportate non comprende, perché non ha studiato (neanche io come avrei dovuto) i bilanci del nostro Stato e soprattutto non fa riferimento al fatto che se ha scelto di porre in essere un’attività di tipo imprenditoriale ha scelto autonomamente e con il proprio giudizio e la propria capacità di ragionamento di accollarsi il rischio di impresa (che prevede anche eventi Pandemici).

E se, come qualcuno ha fatto dice che lui chiude attività per colpa dello stato che chiude gli esercizi non comprende e non rispetta la salute delle altrui persone per cui è pregato di migrare verso paesi i cui esponenti politici la pensano come lui. Parliamo di regimi totalitari naturalmente.


Chi sostiene che le attività dovrebbero proseguire perché se no lui fallisce non contempla nella sua testolina il concetto di collettività. Chi afferma che le categorie che devono essere vaccinate per prime devono essere quelle intorno a quarant’anni deve andarsi a far vedere da uno bravo perché non comprende come le categorie più bisognosi, nelle quali io non rientro fortunatamente, sono le prime A dover essere curate indipendentemente dal reddito da loro prodotto.
Se non vi va di studiarlo sui libri di educazione civica o non siete stati abituati così dei vostri genitori o non avete manco visto il film sul Titanic allora non avete più speranza.


Chi vedevo scrivere commenti durante l’intervista di Mario draghi di venerdì sera dicendo che la montagna non è stata aiutata di fermo subito nel dire che sono stati stanziati 700 milioni di euro per i ristori del settore neve e quindi l’indotto che ruota attorno a turismo invernale.

È logico che chi guadagna tre 4 milioni di euro non gli basta un ristoro che può andare nell’intorno del 5% della perdita di fatturato annuo tuttavia deve comprendere che lui al pari di quello che viene pagato per portare il gatto delle nevi 1000 € al mese potrà mangiare al contrario di quello che guida il gatto delle nevi che potrebbe avere difficoltà a procacciarsi il cibo.

Affinché l’aitante imprenditore del settore neve non voglia vedere il guidatore del gatto delle nevi tornare a procacciarsi il cibo in montagna o cercare lavoro nelle città (anche in questo caso l’imprenditore subirebbe una perdita) forse farebbe bene a non dare addosso al governo e a ringraziare di ricevere dei ristori che seppur percentualmente, in valore assoluto rappresentano lo stipendio di decine di lavoratori.

Per i contributi offerti agli impianti di risalita la percentuale sarà determinata con un calcolo basato sui ticket e sugli abbonamenti invernali registrati durante il 2019.

Sì ancora pensate che i ristori siano pochi dovete pensare al fatto che il Governo Draghi ha chiesto già di incrementare il disavanzo e così sarà fatto. Non siamo in un periodo dove possiamo pensare all’espansione economica ma siamo in un periodo dove dobbiamo cercare di limitare il più possibile le perdite derivanti da un fattore totalmente esogeno e di quasi assoluta imprevedibilità e rarità nella frequenza della sua manifestazione.

Per le grandi imprese viene stanziato un fondo di 200 milioni di euro per la richiesta di prestiti con tassi agevolati che manifestano una temporanea difficoltà finanziaria o che sono in crisi o di insolvenza.

Possono accedere a questo fondo anche le imprese che sono in amministrazione straordinaria.

Riduzione dei contributi previdenziali dei lavoratori autonomi con partita Iva

Come sappiamo una delle principali più odiate voci da parte dei professionisti titolari di partita Iva che esercitano attività di lavoro autonomo sono i versamenti dei contributi previdenziali Inps. Il Decreto Sostegni 2021 interviene anche a favore di questa categoria di lavoratori incrementando il fondo già stanziato dal governo conte per ridurre il carico previdenziale per gli iscritti alle gestioni previdenziali Inps, comprese le gestioni ordinarie nonché anche agli scritti delle casse di previdenza istituite presso gli ordini professionali.

È previsto tuttavia un limite al di sopra del quale non vi sarà alcuna contribuzione. Tale limite è fissato a 50.000 € di reddito complessivo dichiarato nel 2019.

Ulteriore requisito richiesto per beneficiare dello sgravio sui contributi Inps parziale e quello di aver subito una riduzione almeno pari al 35% di questo reddito.


Condono sulle cartelle esattoriali

Come chiarito con molta eleganza da Mario draghi, a differenza di quanto non fatto da Salvini, viene introdotto lo sgravio delle cartelle emesse fino al 2010 di valore inferiore ai 5.000 € è solo per coloro che hanno un reddito inferiore ai 30.000 €. Come chiarito da Mario draghi non parliamo di un condono generalizzato come fu quella pennellata bianca data dal governo Berlusconi a Pioggia per tutta la popolazione compresi anche i multimilionari o multimiliardari di allora. Li si che fu un’indecenza, solo che mise d’accordo tutti (gli evasori). Qui invece si cerca anche di far capire alle persone che pagano regolarmente le tasse il motivo dello stralcio, che è un’altra cosa rispetto al condono di Silvione.

Parliamo di un condono che ha come finalità quello di alleggerire l’operatività della pubblica amministrazione, ridurre i costi della gestione del contenzioso per cartelle di modico valore, aiutare SOLO le categorie più bisognose.

Ma soprattutto è un condono o una rottamazione delle cartelle che prevede come platea esclusivamente le persone che hanno un reddito inferiore ai 30.000 € per cui parliamo di categorie di reddito che sono le più esposte ai danni provocati e dalla pandemia e dall’incremento del costo della vita.

Anche in questo caso ci vado un po’ pesante per cui chi si lamenta di questo provvedimento o è un ladro, o è un fottuto evasore fiscale modello anni ’80 che gira con la barca oppure anela alla possibilità di vedersi cancellare comportamenti elusivi o i passivi che potrebbe subire in termini di accertamento fiscale.

Se leggete quindi qualche giornale desideri altisonanti o qualche annuncio inutile di quel povero Salvini vi prego cambiate canale giornale perché state perdendo tempo e tornate e vedere l D’urso.

La stessa tipologia di provvedimento prevede anche una definizione agevolata delle comunicazioni emesse dall’agenzia delle entrate o anche avvisi bonari determinati dai controlli automatici sulle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta 2017 2018.

L’adesione alla definizione agevolata degli avvisi bonari comporta la possibilità di pagare le minori imposte non versate senza applicazione di sanzioni ma solo con il pagamento di interessi che ricordiamolo sono fissati con una percentuale prossima allo 0%.

In sintesi quindi parliamo di milioni di cartelle emesse e notificati al contribuente dal 1 gennaio del 2000 al 31 dicembre del 2010.

Per approfondimento gratuito:

Condono 2021 Avviso Bonari: chi, come quando accedere alla rottamazione

Sospensione dei pagamenti sulle cartelle esattoriali fino al 30 aprile

Anche in questo caso parliamo di un provvedimento già introdotto dal precedente governo e di fatto prorogato. Parliamo della proroga della sospensione dei pagamenti sulle cartelle di pagamento fino al 30 aprile 2021.

Viene inoltre prorogata la cosiddetta pace fiscale avente ad oggetto il pagamento delle rate per la rottamazione TER e il cosiddetto saldo e stralcio.

Le rate in scadenza nel 2020 che, salvo errore, dovevano essere quattro sono già state oggetto di proroga fino al 28 febbraio 2021.

La scadenza o termine per il pagamento delle quattro rate 2020 sono ancora aperti e lo saranno fino al 31 luglio 2021.

Le rate in scadenza nel 2021 potranno essere pagate fino al 30 novembre.

Anche in questo caso chi si lamenta del provvedimento o è in malafede o non capisce che ci troviamo di fronte a una crisi che sta rallentando tutto il sistema economico mondiale per cui i provvedimenti non sono tesi espandere anomia ma quella di contenerne gli effetti in termini di perdita sui fatturati.

Chi si attende un ripianamento delle perdite da parte del governo nella misura del 100% forse è il caso che cerchi un aereo per Cuba o per la Corea del Nord con tutti gli annessi e connessi che questa scelta potrebbe comportare.

Ascoltare leggere come le associazioni di categoria si lamentano della scarsità dei fondi messi a disposizione dal governo da una misura della desolazione del panorama produttivo ed economico del nostro paese. Invece di proporre delle soluzioni innovative che non siano quelle di attaccarsi alla tetta dello Stato si limitano a lamentarsi e a pontificare su l’ampiezza degli aiuti ricevuti.

Una tantum per i lavoratori stagionali

Al pari di quanto previsto dal precedente governo vengono introdotti anche dei contributi una tantum.

Lo sono stati a titolo di esempio le società neocostituita proprio durante il 2020 che non avendo come parametro di riferimento il fatturato dell’anno precedente hanno comunque incassato un contributo fisso di 2.400 € o poco più o poco meno.

In questo caso vengono di nuovo reintrodotti dei contributi una tantum sotto forma di indennità economica per i cosiddetti lavoratori stagionali.

Il trattamento indennità Ario è corrisposto anche ai lavoratori del settore dello spettacolo a patto che siano iscritti ovviamente al fondo e abbiano almeno versato 30 contributi giornalieri dal 1 gennaio 2019. Viene anche previsto per loro un limite in termini di reddito che non deve superare la soglia di 7.500 €. Per i lavori scritti invece il fondo pensione e il reddito deve essere inferiore ai 35.000 €.

Viene anche previsto un fondo per il pagamento dei lavoratori delle associazioni sportive legate al coni e alle federazioni sportive nazionali e a tutti gli enti di promozione sportiva. Anche in questo caso sono previste delle indennità che possono andare dai 1.000/1.200 € ai 3.600 € a seconda del compenso avuto nel 2019.
Chi sono i lavoratori stagionali: non c’è una definizione standard di lavoratore stagionale in quanto dipendono dai singoli provvedimenti a loro favore che ne riducono o ampliano la platea.

In questo caso parliamo di indennità corrisposta tutti i lavoratori dipendenti e anche quelli assunti con contratto di somministrazione del lavoro nel settore del turismo. Sono compresi anche i lavoratori assunti con contratto di lavoro intermittente e quelli assunti con partita Iva.

Per settore del turismo intendiamo anche le SPA, Centri benessere stabilimenti termali eccetera.

Viene prevista la stessa indennità anche per i lavoratori assunti nel settore dello spettacolo. L’indennità non è passata ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche Irpef.

La stima dei lavoratori dipendenti imputati da questo provvedimento di circa 150.000 persone.

Proroga al blocco dei licenziamenti ma con qualche novità

Anche per quello che concerne il fronte dei licenziamenti e che forse rappresenta lo spartiacque fra la continuazione o l’inasprirsi della crisi economica il governo di Mario draghi introduce un elemento di novità.la novità nei licenziamenti consiste nella proroga fino al 30 giugno per i licenziamenti per motivi economici.

Tuttavia dal 1 luglio al 31 ottobre il blocco dei licenziamenti sarà consentito solo alle piccole imprese e alle imprese del settore terziario e quelli del settore agricolo che utilizzano il cosiddetto criterio delle 28 settimane.

I licenziamenti saranno consentiti, come da precedente disposizione del governo uscente in caso di apertura della procedura di fallimento, della chiusura o cessazione definitiva della società o di un accordo collettivo sugli incentivi all’esodo.

Esonero dalla Tosap tassazione del suolo pubblico fino a giugno


Al fine di contenere il danno economico derivante dalla pandemia e quello di creare una soluzione che potessi mettere d’accordo le esigenze di distanziamento con l’apertura parziale degli esercizi della ristorazione è stata proprio quella di introdurre l’esonero dalla tassazione delle occupazioni di suolo pubblico.

Molte regioni e molti comuni si sono infatti adoperati affinché bar e ristoranti potessero occupare parte del suolo pubblico e riducendo lo spazio per i parcheggi delle auto al fine di portare all’esterno i propri clienti.

Questo senza dubbio rappresenta un interessante compromesso che ha consentito, seppur per periodi intermittenti, la prosecuzione parziale delle attività legate alla ristorazione.

Prosecuzione reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e naspi

Anche sul fronte dei provvedimenti di finanziamento delle categorie della popolazione più povere trattate attraverso il cosiddetto reddito di emergenza, il reddito di cittadinanza prosegue lo stanziamento di fondi a disposizione.

A chi pensava quindi che il reddito di cittadinanza fosse una misura obbrobriosa messa in atto dal movimento cinque stelle e che il povero Salvini ha dovuto piegare la testa per farlo in realtà rappresenta una misura che consente di mantenere alti i consumi in beni di prima necessità.

Si assiste per logica ad un incremento della popolazione dei soggetti richiedenti il reddito di cittadinanza e anche il reddito di emergenza.

Viene tuttavia introdotto un elemento di novità rispetto alla precedente formulazione in quanto viene previsto che l’assegno continua ad essere corrisposto anche al lavoratore assunto per sei mesi.

La finalità è quella di incentivare l’attivazione di contratti di lavoro con i disoccupati.
In questo caso tuttavia mi sento di dire che seppur in linea teorica il sistema messo in atto dal governo ha una finalità pregevole che cerca di coniugare il sostenimento dei consumi, la protezione delle classi più povere e la facilità di accesso al mondo del lavoro tramite i cosiddetti Navigator tuttavia la misura non è così incisiva. Se poi aggiungete a questo che i giornalai (non si possono chiamarli giornalisti) speculano su quei pochi casi di soggetti a cui non spettava al pari di come stanno facendo ora con le reazioni avverse dei vaccini ti rendi conto come passa un messaggio totalmente fuorviante.

Non viene ancora infatti intaccata la libertà delle imprese di non procedere all’assunzione dei lavoratori assunti con contratto di tempo determinato.

Da anni infatti su questo sito si cerca di sensibilizzare sulla necessità di prevedere un tetto massimo in termini temporali imposto alle aziende per procedere all’assunzione con contratto a tempo indeterminato di un lavoratore.

Il meccanismo si deve sostanziare nella obbligatorietà di assumere almeno uno fra tre lavoratori a tempo determinato assunti consecutivamente.

In buona sostanza se hai fatto ricorso ad un contratto a tempo determinato tre volte almeno una volta devi aver individuato un soggetto da assumere altrimenti significa che hai adottato questo strumento solo al fine di mantenere una flessibilità in termini di assunzioni in entrata.

NASPI

Per quello che riguarda la naspi l’elemento di novità si sostanzi a nella proroga a prescindere dal Requisito temporale dei 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi precedenti.

Conclusioni Decreto Sostegni 2021 Governo Draghi

In conclusione è un decreto quello sostegni del 2021 del governo Draghi che si colloca in continuità con quello del precedente governo prorogando alcuni provvedimenti, intensificandone di altri, introducendone alcuni di natura similare e che vanno a irrobustire il quadro di sostenimento delle categorie più colpite dalla pandemia.

Come risposto da Mario draghi in una o più delle domande che gli sono state poste durante la conferenza stampa questo non è il momento dei provvedimenti espansivi ma è il momento dedicato al sostenimento dell’economia e all’incremento e al rafforzamento della campagna vaccinale.

Questi due pilastri sono i principali fattori che devono essere posti all’attenzione del governo per far uscire il paese da una crisi profonda che non è di natura economica ma che dispiega i suoi effetti indirettamente anche in questo ambito.

Se però il Parlamento gliene darà la possibilità farà vedere quello che in mente come Stato.

Ma il Parlamento sappiamo già da adesso che non gli darà mai il volante. Al pari di come fece con Mario Monti farà con Mario Draghi.

Non rinuncerebbe mai ai privilegi costruiti con le sacche di elettorato che li ha votati per riformare veramente questo Paese. Lo scalzerà additandolo con l’uomo delle Banche o dell’Europa che pensa ai suoi interessi. Peccato, seriamente, ma andrà così.

Il Parlamento farà questo tra qualche mese facendoci passare ancora una volta per quel paese incapace ad essere la guida dell’Europa. Incapace di scrivere un futuro in grado di coniugare innovazione e progresso per le future generazioni perchè desideroso di mantenere lo status quo e gli sprechi delle categorie di anziani che siedono al governo.

Godiamoci per ora la facilità e la naturalezza con cui Draghi ci insegna come sia importante fare riferimento prima di tutto all’Europa e alla sua unità per la risoluzione di qualsiasi, e sottolineo qualsiasi problematica, perchè insieme possiamo essere più forti, ma anche come l’Italia possa procedere autonomamente se l’Europa non coglierà le sue istanze.

Immaginate quelli prima di lui….tutti, destra, sinistra, M5S al posto suo. forse qualcuno avrebbe anche avuto l’ardire di dirlo per poi ritrattare il giorno dopo al primo quotidiano. L’effetto però sarebbe stato diverso. I mercati, che prezzano lo spessore ed il peso specifico di un uomo come Draghi molto meglio di quello che lo fa chi guarda la D’Urso, reagiscono dando credito all’Italia.

Per cui ci possono anche provare ad emularlo un domani…ma non andranno da nessuna parte.

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