APE SOCIAL 2020: come funziona, requisiti per pensione e ultime notizie

APE SOCIALPer raggiungere l’agognata pensione, almeno fino a quando non entrerà in vigore la famigerata “Quota 100” (probabilmente da aprile 2019), i requisiti sono quelli previsti dalla legge Fornero, gli effetti della stessa sono però stati mitigati dall’introduzione dell’APE Social avvenuta con il Governo Gentiloni e che consente di andare in pensione anticipatamente al sussistere di determinati requisiti. Ecco come funziona l’APE Social.

Vediamo anche le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2020.

La prima cosa da dire è che l’APE Social è stata introdotta in modo sperimentale e per questo era previsto restasse in vigore per un anno, fino al 31 dicembre 2018, ma l’attuale governo l’ha prorogato per il 2019, quindi è ancora possibile accedere a questa forma di pensionamento anticipato. La disciplina prevede che possano fare richiesta coloro che hanno un’anzianità contributiva di 30 anni che salgono a 36 anni per coloro che hanno svolto lavori considerati gravosi (di seguito elencati) e un’età minima di 63 anni. Per le donne è prevista un’agevolazione, infatti il requisito contributivo si abbassa di un anno per ogni figlio avuto, fino ad un massimo di due anni, quindi sarà possibile accedere all’APE Social con 28 o 34 anni di contributi. Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo vengono calcolati tutti i contributi versati, anche in diversi settori, purché gli stessi non siano stati versati a casse previdenziali dei vari professionisti, quindi devono essere stati versati all’INPS, anche se in gestione separata.

Andando nel dettaglio, è possibile accedere alla pensione anticipata per i lavoratori che abbiano compiuto 63 anni ed abbiano 30 anni di contributi e che si trovino in condizioni particolari.
Si tratta di:

  • coloro che si trovino in stato di disoccupazione involontaria, abbiano esaurito le prestazioni economiche previste per la disoccupazione e la mobilità da almeno 3 mesi. Deve quindi trattarsi di persone che abbiano subito un licenziamento collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione del contratto di lavoro consensuale, licenziamento per giusta causa oggettiva, scadenza del contratto di lavoro a tempo determinato, in questo caso vi è però una limitazione perché è necessario che nei tre anni antecedenti la cessazione del rapporto di lavoro vi deve essere un’anzianità contributiva di almeno 18 mesi. Appare quindi evidente che per poter accedere in anticipo alla pensione è necessario aver perso il lavoro per causa non imputabile al lavoratore.
  • In secondo luogo possono accedere all’APE Social i lavoratori con almeno 30 anni di contributi e 63 di età che hanno un coniuge o parente di primo grado convivente (ad esempio figli) con disabilità grave. Deve essere sottolineato che con la legge di bilancio 2018 è stata ampliata la platea dei beneficiari in favore di persone che assistano un parente o affine anche di secondo grado e che abbiano i genitori ultrasettantenni.
  • Possono accedere alla pensione anticipata coloro che oltre ad avere i requisiti contributivi prima visti, abbiano anche un’invalidità riconosciuta dalle Commissioni Sanitarie competenti almeno del 74%.
  • Infine, possono accedere, anche senza i requisiti precedenti coloro che svolgono lavori considerati usuranti, in questo caso occorre avere almeno un’anzianità contributiva di 36 anni e sei anni di contributi continuativi nella categoria dei lavori usuranti.

A proposito dell’ultimo punto visto è necessario delineare quali sono per legge i lavori considerati usuranti e gravosi. Attualmente le categorie sono 15 perché dal 2017 sono state aggiunte alle 11 precedenti ulteriori categorie, in particolare:

  • lavoratori siderurgici e impiegati nella lavorazione del vetro ad elevate temperature;
  • operai del settore agricoltura, zootecnia, pesca (per i lavoratori agricoli l’anno contributivo è di 156 giornate lavorative);
  • pescatori di costiera, acque interne, alto mare;
  • marittimi imbarcati.

Le precedenti 11 categorie invece sono:

  • operai dell’industria estrattiva, edilizia e manutenzione immobili;
  • conduttori gru;
  • conciatori pellame;
  • personale viaggiante (piloti) conduttori convogli ferroviari;
  • conduttori di mezzi pesanti (camionisti, autotrasportatori);
  • chi esercita professioni sanitarie (infermiere, ostetriche ospedaliere) che lavorino su turni;
  • coloro che si occupano di persone non autosufficienti (badanti), Operatori, Socio Sanitari e affini
  • insegnanti ed educatori di asilo nido e scuola dell’infanzia;
  • facchini e addetti alla movimentazione merci;
  • personale aziende di pulizie;
  • operatori ecologici e coloro che si occupano di raccogliere e separare rifiuti.

Per poter accedere all’APE Social è ovviamente necessario cessare dall’attività lavorativa, inoltre è necessario non godere di altra pensione diretta, ad esempio l’assegno di invalidità e non percepire altre forme di sostegno al reddito come l’assegno di disoccupazione. Per ottenere il riconoscimento dell’APE Social è necessario presentare la domanda, questa deve essere inoltrata telematicamente attraverso il sito dell’INPS, si può fare con l’uso delle chiavi di accesso (codice fiscale e PIN) rilasciate al singolo utente, oppure attraverso i patronati. Al termine dell’inoltro della domanda il sistema rilascia il numero di protocollo, data e orario di ricevimento. Chi possiede i requisiti alla data del 31 dicembre 2018 deve presentare la domanda entro il 31 marzo 2019 e l’indennità viene percepita, se i requisiti realmente sussistono, dal mese successivo rispetto a quello in cui la domanda è stata inoltrata.

L’APE Social si differenzia dall’APE volontaria perché non è necessario restituire le somme erogate in anticipo rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero. L’APE volontaria prevede che si possa uscire in anticipo dal lavoro tramite un prestito della banca che quindi eroga la pensione. Le somme anticipate dovranno essere restituite successivamente, cioè all’erogazione della pensione vera e propria.

Novità APE Social 2020

Riforma delle pensioni 2020: cosa cambia e quali novità

Viene prorogata l’Opzione Donna 2020 anche per le donne che vorranno sfruttare la finestra del 2020. Viene confermato anche il sussidio economico per particolari categorie di lavoratori che hanno svolto per esempio lavori usuranti. La misura fu introdotta dal precedente governo e prendeva il nome di APE social. Si sta prevedendo l’ampliamento delle finestre di accesso anche per coloro che non soddisfano l’attuale requisito minimo anagrafico di 62 anni.

Approfondimento Gratuito Riforma delle Pensioni 2020


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