HOMEPAGE / Famiglia e Matrimonio / Il divorzio breve come funziona?

Il divorzio breve come funziona?

divorzio breveIl divorzio breve è un diritto che viene applicato dopo il cambiamento della precedente legge sul divorzio. Ci sono stati sicuramente dei cambiamenti sostanziali dopo le prime leggi promulgate nel nostro paese, che hanno stravolto il modo di intendere il divorzio. La modifica sostanziale passa attraverso la riduzione considerevole dei termini l’ottenimento che passano da tre anni a uno solo. In molti casi il rito viene abbreviato fino a sei mesi se questo tipo di separazione avviene in modo consensuale.

Quando può avvenire il divorzio?

Se c’è una mancata consumazione del matrimonio oppure se ci sono degli interessamenti dal punto di vista penale che coinvolgono uno dei due partner. Infatti, se c’è un procedimento penale pendente deciso dal giudice per dei crimini compiuti verso il proprio partner, si può procedere con il divorzio.

La separazione avviene al termine di un iter e può essere giudiziale: in questo caso non si trova un accordo e tutto deve passare al vaglio del giudice. Solitamente questo è il risultato di un rapporto alquanto contrastato, dunque i due coniugi si presenteranno davanti alla tribunale. In caso di separazione consensuale non ci sarà la necessità di recarsi davanti al giudice e sarà possibile dunque accelerare in maniera sensibile tutte le tempistiche del rito.

Il divorzio: caratteristiche della legge storica

Il divorzio tra due coniugi è stato un tema alquanto dibattuto nel nostro paese, soprattutto durante gli anni Settanta, momento cruciale per l’approvazione. Il potere napoleonico fu il primo ad introdurre una cessazione del matrimonio tra due coniugi, precisamente nel Regno di Napoli. Il periodo delle due Guerre ha sicuramente sospeso la discussione su questa legge, anche perché ovviamente c’era una visione diversa della donna e di un rapporto matrimoniale tra due persone. Proprio per questo motivo, ma anche per la voglia di voler creare una Costituzione che cancellasse un periodo particolare della storia del nostro paese, la legge sul divorzio è stata accantonata e passata in secondo piano. Inizia nel 1965 la lotta delle istituzioni e l’importanza del riconoscimento di questo provvedimento. Infatti Loris Fortuna iniziò a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione e il momento di cambiamento aiutò e favori la promulgazione di questa legge. Il provvedimento Fortuna-Baslini, dopo una serie di discussioni nelle varie sedute, è stato approvato ed è entrato in vigore il 1° dicembre 1970. Da quel momento in poi tutte le coppie che desideravano separarsi potevano farlo senza nessun vincolo particolare. I tempi, prima dell’introduzione della legge del 2015, erano alquanto lunghi e c’erano delle considerazioni molto più complesse da effettuare. Con la legge n.55/2015 ci sono stati determinati cambiamenti che hanno cambiato in maniera radicale la questione divorzio nel nostro paese.

Cosa cambia con il divorzio breve, dopo il 2015

Uno dei cambiamenti più importanti riguarda sicuramente i tempi. Siamo passati da tre anni ad un anno: in alcuni casi, come già evidenziato in precedenza, sarà possibile divorziare anche in sei mesi. I tempi sono però determinati in base ad alcune situazioni, che variano a seconda dei casi. Il periodo minimo dei sei mesi può avvenire solamente solo le coppie hanno deciso per una rescissione consensuale. Se i due coniugi che hanno deciso di separarsi sono d’accordo su ogni decisione ed ogni termine, sarà possibile richiedere il rito abbreviato a sei mesi. In caso contrario, ovvero alla richiesta di un giudice che valuti la situazione, sarà possibile richiedere un tempo minimo di un anno. Un’altra delle novità importantissime che sono state introdotte con le nuove leggi riguarda sicuramente l’assenza di un avvocato. Non è più necessaria la presenza di questa figura professionale all’interno di un divorzio, ma si potrà anche accordarsi o modificare le condizioni davanti ad un sindaco. Ovviamente questo cambia moltissimo le situazioni. C’è un periodo di transizione da rispettare, ma comunque la nuova legge ha introdotto delle novità sostanziali. Molte limitazioni che esistevano con le prime le leggi sono state abolite e hanno permesso a tutti di compiere un percorso sicuramente più snello.

Minori tempi e minori costi: è vero?

Spesso si è dibattuto anche sul costo del divorzio. Con il rito normale e che si faceva alla prima legge, c’erano dei costi maggiori per via della presenza di un avvocato che doveva seguire un iter particolare e tortuoso che durava ben tre anni. Il costo maggiore si trovava proprio in questi casi, ma ovviamente la riduzione dei tempi è diminuita. Il costo del divorzio dipende dall’avvocato, ogni servizio varia anche da città a città. Come già detto, non serve avere per forza un avvocato. Dunque il costo potrebbe diminuire moltissimo con l’assenza di un servizio simile. In alcuni casi il divorzio può costare soltanto 16 €, proprio perché c’è una separazione consensuale e non ci sono via giudiziali da dover prendere. Non sempre però questa affermazione è vera, anche perché il divorzio breve in molti casi può comunque arrivare a toccare molti punti in cui c’è bisogno di una figura legale. Possiamo dunque dire che il costo dipende assolutamente da quali saranno le procedure da attuare. Non solo un divorzio consensuale potrebbe ridurre al minimo i tempi (sempre rispettando quelli previsti dalla legge), ma soprattutto potrebbe ridurre in maniera sostanziale i costi, evitando di doversi affidare giocoforza ad un legale.

Differenza tra divorzio e rescissione del contratto di convivenza

Molte volte si cerca la differenza tra divorzio e rescissione del contratto di convivenza. Questo tema è stato molto dibattuto e dunque è stata creata confusione per quanto riguarda la differenza e le conseguenze dei due tipi di accordi. Entrambi i casi hanno delle peculiarità diverse che comportano determinati adempimenti. Il contratto di convivenza è un accordo che viene stipulato dalla coppia per poter determinare alcuni aspetti legali e giuridici della convivenza. In caso di situazioni patrimoniali questo accordo può aiutare a raggiungere un’intesa senza dover creare problemi. In caso di figli si può anche decidere a chi affidare la responsabilità o la patria potestà. Questo contratto è molto importante per determinare al meglio le coppie ed evitare successivi problemi. Il divorzio è invece una separazione che avviene tra due persone che sono sposate, quindi che sono vincolate dall’obbligo del matrimonio. La differenza è sostanziale, anche perché bel secondo caso bisogna assolutamente rispettare determinate condizioni. Proprio per questo motivo viene stabilità una differenza tra i due provvedimenti. In ogni caso il divorzio e il contratto di convivenza sono due cose separate e delimitano due situazioni diverse. Dunque i procedimenti e gli iter cambiano, così come gli obblighi che vengono regolamentati all’interno. Sicuramente il divorzio da un matrimonio è un obbligo più impegnativo rispetto a un contratto di convivenza.

Unioni civili e divorzio breve, cosa accade alle coppie omosessuali?

Il tema delle unioni civili è stato uno dei più dibattuti negli ultimi tempi. Il nostro paese ha subito un cambiamento sostanziale e il Governo ha lavorato per consentire diritti anche alle coppie di fatto o a quelle omosessuali. Ma cosa succede se queste unioni civili rientrano nel caso della legge del divorzio breve? In ogni caso, se uno dei due coniugi vuole richiedere la separazione, può farlo in maniera libera e senza vincoli. Ovviamente questa decisione deve essere assolutamente formalizzata rispettando la normativa vigente. La separazione avviene in tempi molto più brevi: infatti i due coniugi, anche in maniera separata, possono richiedere al giudice di separarsi e questo deve essere messo agli atti.  Passato un periodo di tre mesi, minore dei sei mesi decisi dal divorzio breve, ci può essere la richiesta di separazione. In questo caso la coppia può scegliere di separarsi davanti ad un giudice, in caso di problemi particolari. Si può anche effettuare l’iter davanti al Sindaco, autorità predisposta dalla legge, oppure scegliere un avvocato e avviare il procedimento. Ci sono dei casi particolari in cui l’unione può sciogliersi in maniera automatica: ovviamente alla scomparsa di uno dei due partner questa unione non viene più riconosciuta.

Interessante anche il nuovo articolo dedicato al calcolo dell’assegno di mantenimento per i figli ed il coniuge.

Calcolo assegno mantenimento divorzile ex moglie, figli o coniuge

Separazione e Divorzio Breve Giudiziale Consensuale: Come chiedere il Divorzio, vantaggi e svantaggi

Detrazione figli a carico e familiari nel 730: guida alla compilazione

Valuta l'articolo
[Totale: 2 Media: 5]

About prometeo

prometeo
Prometeo Sunni dal 2010 collabora sporadicamente con Tasse-Fisco.com per scrivere articoli e news su argomenti collaterali a quelli prettamente fiscali. +Prometeo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.