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Chiarimenti ISEE, in risposta a ENZO

Enzo chiede:

“Buongiorno, mi chiamo Enzo XXXXX e sono un artigiano di Alghero (SS) in regime fiscale agevolato per nuove iniziative imprenditoriali. Tale regime prevede l’assoggettamento del reddito d’impresa ad una imposta sostitutiva del 10% anzichè all’IRPEF. Mi trovo adesso nella necessità di compilare la dichiarazione ISEE, che mette in evidenza la situazione sia reddituale che patrimoniale di chi la presenta, al fine di usufruire di condizioni agevolate in casi determinati, e nel compilare tale dichiarazione nel quadro contenente i dati relativi ai redditi percepiti dal soggetto, le istruzioni mi indicano di dichiarare testualmente : ” il reddito complessivo risultante dall’ultima dichiarazione prodotta ai fini IRPEF ” citando come esempio il reddito complessivo indicato nel rigo RN1 del modello Unico. Poichè come ho già detto il mio reddito non è soggetto ad IRPEF e nella compilazione dell’Unico sebbene venga compilato il quadro G del reddito d’impresa, tale reddito poi, nel mio caso, non viene ricompreso nel quadro N, e visto e considerato che altri redditi soggetti ad imposta sostitutiva, come gli straordinari da lavoro dipendente non devono essere dichiarati nella dichiarazione ISEE, devo omettere di evidenziare il mio reddito d’impresa nell’ISEE? Vi sarei grato se poteste darmi una indicazione su come procedere nel mio caso.”

RISPOSTA Il regime delle nuove iniziative imprenditoriali di cui all’art.13 della L.388/2000 prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 10% ai fini Irpef relativamente all’attività professionale esercitata dal soggetto che vi aderisce.

In effetti come Lei correttamente rileva, il rigo che probabilmente Le chiederanno di indicare nel modulo, nel suo caso non sarà compilato.

Tuttavia la finalità del modello ISEE non è tanto quello di determinare un carico impositivo sul contribuente quanto quella di certiticare il reddito effettivamente prodotto con fini informativi. In questo caso pertanto il reddito imponibile, oggetto di successiva applicazione dell’imposta sostitutiva del 10% in virtù del regime sopra identificato, concorrerà alla formazione del reddito complessivo.

Il valore che dovrà indicare sarà pertanto l’imponibile sui cui applicherà l’imposta sostitutiva del 10 per cento.

A titolo puramente descrittivo e senza pretese di esaustività Le ricordo che il regime:

  • ha durata triennale;
  • non prevede l’assoggettamento del compenso alla ritenuta d’acconto di cui al DPR 600/1973;
  • NON PREVEDE IL VERSAMENTO DELL’ACCONTO DI IMPOSTA PER L’ANNO SUCCESSIVO (COSA CHE HO VISTO APPLICARE MOLTE VOLTE);
  • prevede l’indeducibilità dei contributi previdenziali versati.
  • nella stragrande maggioranza dei casi conviene il regime delle nuove iniziative imprenditoriali rispetto al regime dei minimi

Aggiornamento 24/09/2009

Dalla lettura di alcune faq segnalate dal nostro lettore Andrea l’’INPS ha chiarito che i redditi che scontano l’imposta sostitutiva non sono da annoverare nel modello ISEE.

Tuttavia da tale quesito che riporto

Vanno dichiarati i redditi soggetti ad imposta sostitutiva? No, perché non devono essere dichiarati ai fini Irpef. Q68 27/02/2003

Non mi sembra che L’INPS abbia correttamente considerato la finalità dlel’imposta sostitutiva. Non è vero che non deve essere dichiarata ai fini Irpef infatti, ma non entra nella determinazione del quadro RN o RF che è cosa diversa. Nonostante questo ritengo che ai fini della certificazione del proprio reddito i proventi percepiti dalla propria attività che scontano la sostitutiva rappresentino comunque l’indice della propria capacità reddituale, anche perchè se così non fosse, eventuali istituti di credito anche in presenza di reddito intonro ai 30.000 euro non sarebbero legittimati a concederci delle aperture di credito.

Alla luce di questo ritengo che può comportatrsi in entrambi i modi a seconda degli interlocutori e che nonostante questo per il modello ISEE, se ne può trarre utilità, è corretto allinearsi alle indicazioni date dall’INPS.

Qualora le dovesse servire invece può ampiamente argomentare con l’INPS sulla natura dell’imposta sostitutiva.

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