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Aprire un’associazione sportiva dilettantistica: la Guida

indexVediamo qui i passi obbligatori per aprire un’associazione sportiva dilettantistica rinonosciuta e non riconosciuta, quale sarà la tassazione a cui andrete incontro, gli obblighi amministrativi, documentali contabili e sociali, fatturazione e IVA in modo da farvi rendere conto di quali potrebbero essere i costi di gestione.

Prima distinzione: associazione riconosciuta o no

Dovete prima di tutto decidere se volete operare senza personalità giuridica, anche se in questo caso poco importa in quanto per le associazioni ricordate che risponde sempre l’associazione in via prioritaria con il proprio fondo e successivamente con carattere illimitato e solidale tutti coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione, anche se non direttamente… per cui occhio a chi date eventuali deleghe per operare!
Quando scrivo “illimitatamente” significa che ci metterete anche i vostri risparmi se qualcosa andasse storto e fate per esempio un contratto di fornitura che nessuno riesce a pagare. Parliamo quindi di responsabilità personale illimitata. Per il riconoscimento dell’attività giuridica comunque dovrete seguire quanto disciplinato dal DPR 361 del 2000. Una volta che avrete acquisito la personalità giuridica i creditori dell’associazione potranno rivalersi solo sul fondo dell’associazione e non più sul vostro; in sostanza si perde l’illimitatezza della responsabilità patrimoniale personale. Per le associazioni non riconosciute l’acquisto della personalità giuridica non fa decadere l’illimitatezza della responsabilità.

Requisiti minimi dell’associazione: atto costitutivo e statuto

Prima di tutto immagino che avrete un’idea ma questa non basta in quanto deve essere poi declinata in una serie di obblighi e finalità che vi satte dando insieme ad altre persone o società. Nella sostanza ci deve essere il fine comune e la redazione dell’atto costitutivo e dello Statuto con cui regolamenterete la vostra attività così come ve la state immaginando. Vi do qualche riferimento prima di tutto su quelli che sono i contenuti minimi dell’atto costitutivo e dello statuto delle associazioni come la denominazione dell”associazione (in genere il momento di dare il nome è molto divertente), lo scopo sociale che non sarà di lucro naturalmente, eventuali dotazioni iniziali patrimoniali o anche beni mobili o immobili destinati al perseguimento dello scopo sociale, la sede sociale, diritti ed obblighi degli associati tra cui eventuali condizioni per essere ammessi, requisiti personali o morali, rgole di amministrazione e di liquidazione o meglio della chiusura dell’associazione.

Per redigerlo forse meglio che vi fate aiutare da un notaio o da un avvocato che avrà a disposizione sicuramente dei format che tarerà poi in base alle vostre esigenze. Solitamente non vi fate infinocchiare per cui non vi fate prendere troppi soldi giustificati da una fantomatica consulenza nella redazione dell’atto per cui chiedete sempre prima il preventivo e chiedetegli un modello se ce l’hanno.

Apertura dell’associazione sportiva dilettantistica

Una volta redatto e stipulato l’atto con questo anrete all’agenzia delle entrate oppure anche telematicamente e vi farete dare il codice fiscale dell’associazione. Se invece pensate anche di avere degli introiti da una non prevalente attività commerciale allora chiederete anche la partita Iva. Ciò avviene compilando il modello AA5/6. Potrete anche compilarlo ed inviarlo a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento alla vostra agenzia più vicina che immagino sarà quella di competenza probabilmente.

Spesso accade che prima iniziate ad operare e poi vi viene in mente di aprire una società; se state facendo questo ricordate che dovete farlo entro 30 giorni dall’inizio dell’attività commerciale altrimenti sono previste delle sanzioni pecuniarie o amministrative. Ormai il numero di partita Iva lo danno quasi subito.

Vi segnalo l’articolo di approfondimento dedicato proprio all’apertura della partita Iva dove trovate anche le modalità di compilazione oltre al modello AA5/6 o AA7/10 per coloro che richiedono anche la partita Iva. In queso secondo caso codice fiscale e partita Iva saranno uguali.

Potremmo comunque avere questi tre casi:

  1. Apertura, variazione e chiusura persone fisiche (modello AA9/12)
  2. Apertura, variazione e chiusura soggetti diversi da persone fisiche (modello AA7/10)
  3. Identificazione Iva per i soggetti non residenti (modello Anr/3)

Modello: MAA7_10+modello+27.05.2015
Istruzioni di compilazione: AA7_10+istruzioni+27.05.2015

Scelta del codice Attività Ateco ISTAT

I codici attività che individuano le attività delle associaizioni sportive dilettantistiche sono generalmente quelle individuate dal gruppo di numeri 93. come il numero 93.11.30 per la gestione di impianti di attività sportivi polivalenti, oppure l’85.51.00 per corsi sportivi e ricreativi, oppure il 94.99.20 per organizzazioni che perseguono fini culturali e7O ricreativi.

Numero REA – Iscrizione al registro delle imprese

Alcuni potrebbero avervi chiesto non solo la aprtita Iva ma anche un numero REA; questo è il numero che vi dovrebbero dare dopo esservi iscritti alla camera di commercio presso il registro delle imprese ed ha la funzione di rendere pubblica la vostra registrazione e l’acquisto della personalità giuridica. In pratica si deve compilare un modello R o UL. L’obbligo di iscrizione scatta solo nel caso di esercizio di attività commerciale anche se solo in misura residuale rispetto all’attività principale.

MODULO_R

MODULO_UL

I dati da inserire nel modello sono quasi sempre gli stessi per cui non abbiate paura per il reprimento dei dati necessari alla compilazione.

Iscrizione al CONI

Fondamentale ai fini di eventuali agevolazioni fiscali è l’iscrizione al CONI

Primi rudimenti di fiscalità delle associazioni

La dichiarazione dei reddti delle associazioni si chiama Modello EAS in cui andrete ad annotare una serie di informazioni quantitative e qualitative necessarie a verificare eventuale versamento delle imposte. A questo si aggiungono obblighi documentali e amministrativi. Le imposte saranno determinate in base alle disposizioni contenute.

Prima di tutto sarà necessario avere delle scritture contabili con un registro delle entrate e delle uscite. E’ necessario anche istituire un Libro soci dove saranno annotate le generalità dei soci, eventuali diritti speciali, quote versate, ecc e poi quello delle adunanze e deliberazioni asembleari dove saranno riportate le decisioni prese in sede assembleare o anche quello del consiglio di amministrazione se presente o quello di eventuali organi di controllo.

Sarà necessario poi tenere due contabilità separate per le attività commerciali da quelle non in quanto le imposte si applicheranno solo sulle prime e non anche sulle seconde.

Ogni anno inoltre si dovrà redigere il rendiconto annuale economico (costi e ricavi) e finanziario ( entrate e uscite) in cui rappresentare i fatti intervenuti nel corso dell’anno precedente indipendentemente dal fatto che svolgete così come disciplinato dall’articolo 460 del 1997 (art. 5, comma 1 lett. b)).

Laddove svolgiate solo attività istitutizionale e non commerciale non ci sono particolari obblighi contabili o fiscali da porre in essere in quanto quello che interessa al legislatore è se state facendo soldi con l’associazione e verficare che su questi ci dobbiate pagare le tasse. Se effettuate solo operazioni istituzionali tenete ugualment ei registri ma al solo scopo di opportli se subiree un controllo del fisco ed in nome della trasparenza dell’operato verso i soci.

Sarà obbligotario convocare l’assemblea dei soci almeno una volta l’annoe tenere anche le scritture contabili a norma dell’articolo 13 e 20 del DPR 600 del 1973.

Le tasse da pagare: il regime agevolato

Prima di tutto si chiamano imposte ma ormai è una lotta impari e tanto voi continuerete a chiamarle tasse per cui mi arrendo. Il reddito imponibile sarà dato dalla differenza tra proventi e oneri della gestione commerciale dato dalla differena tra costi e ricavi a meno che non applicate il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge 398 del 1991 o dall’articolo 145 del Tuir e che vedremo però solo nell’articolo successivo dedicato proprio alla tassazione delle attività sportive dilettantistiche. Qui ci limiteremo a dire che non si applica una sola aliquota ma le tasse o imposte da versare saranno la somma delle diverse tassazioni che avrete a seconda della sommatoria delle diverse tipologie di reddito che parteciparanno al perseguimento dell’attività dello scopo sociale.

Per cui avremo che il reddito imponibile degli enti non commerciali sarà dato dalla sommatoria dei:

  • Redditi di impresa
  • Redditi diversi
  • Redditi di capitale
  • Redditi fondiari o di locazione

Leggete quindi l’articolo dedicato proprio alla tassazione delle associazioni sportive dilettantistiche dove troverete sia il calcolo del reddito imponibile secondo il regime fiscale ordinario sia le agevolazioni fiscali previste con il regime forfettario. Inoltre sono indicate anche una serie di esempi di voci di di spesa e costi deducibili dal reddito per farvi entrare nel magico mondo delle tasse e del diritto tributario: roba da capelli dritti.

Le agevolazioni fiscali della associazioni sportive dilettantistiche

In estrema sintesi parliamo delle agevolazioni fiscali e amministratuve previste dalla legge 289 del 2002 dall’articolo 90 e ss, e segnalo l’articolo di approfondimento dedicato alla sintesi delle agevolazioni fiscali sulle associazioni sportive dilettantistiche

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