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Fatturazione e Iva Google Adsense: obbligatoria o No?

Google Adsense trattamento fiscale IvaVediamo il trattamento fiscale e la fatturazione dei proventi derivanti da Google Adsense ossia dalla concessione di spazi pubblicitari sul proprio sito o blog, in quanto ne ho lette di tutti i colori su siti e forum, e le domande ed i comportamenti sono i più disparati… per cui cerco di fornire chiarimenti sulla materia.

Premessa: da chi stanno provenendo i guadagni?

Non esiste naturalmente solo Google Adsense per generare ricavi dal proprio sito, tuttavia un conto è monetizzare il traffico di un sito e riceverli da Google o altro soggetto che, come leggerete in seguito, è un soggetto qualificato come persona giuridica con sede legale in Irlanda, altra cosa è ricevere proventi da un programma di affiliazione con un soggetto persona giuridica con sede legale in Italia. Escludiamo in questo caso che sia una persona fisica a pagarvi.

La discriminante ai fini fiscali non risiede tanto nella modalità con cui sono commisurati i vostri ricavi, quanto nella sede legale del committente del servizio che può essere una società Italiana o Estera. Il fatturato generalmente viene generato in base ad impressions (visualizzazioni di pagina) o a singolo click che riescono a generare le vostre pagine.

In base a questa e alla vostra natura (se avete aperto la partita iva come lavoro autonomo o avete aperto una società) dipenderanno le modalità di fatturazione.

Apertura della partita Iva

Prima di tutto però ci dobbiamo soffermare sulle caratteristiche che deve avere la vostra partita Iva perché da questo può dipendere anche un eventuale trattamento previdenziale aggiuntivo. Dal punto di vista della partita Iva fermo subito quelli che pensano che stanno svolgendo un’attività occasionale (perché magari sostengono di scrivere solo qualche articolo ogni tanto), in quanto se il sito è online constantemente e percepite proventi, indipendentemente da quanti sono, state svolgendo un’attività continuativa ed abituale: circostanza vi fa ricadere nell’ambito di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto IVA per cui mettetevi l’anima in pace perché dovrete aprire la partita Iva.

Per sapere in pratica come fare, vi consiglio di leggere l’articolo appositamente scritto e dedicato proprio all’apertura della partita Iva

Scelta del codice ATECO per la P.Iva con Google Adsense

Vi potrebbe essere utile sapere che il codice ATECO Istat da indicare nel modello di apertura della partita Iva riguarda il Gruppo 63 – Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici – e nei sottogruppi ivi indicati, anche se non risulta indicata in particolare l’attività di cui trattasi.

Nel codice ATECO è indicato comunque il gruppo 73 – “Pubblicità e ricerche di mercato” – il quale “include l’ideazione di campagne pubblicitarie e la locazione di tali pubblicità in periodici, giornali, stazioni radiotelevisive o altri mezzi di informazione, nonché il design di strutture e spazi espositivi”.

Il codice tributo da utilizzare per Google Adsense sarà il 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”, oppure il “73.12.00 – Attività delle concessionarie pubblicitarie”.

Un volta aperta la partita Iva dovrete comunicarla a Google sul panello Adsense.

E poi? Come funziona Google Adsense?

E poi dovrete attendere che maturino i vostri ricavi.
Non fate domande del genere “Se guadagno 3 euro al mese che devo fare? La apro la partita Iva?“… che poi sarebbe meglio “posso gestire con una prestazione occasionale l’attività sotto i 5 mila euro?
Vi risponderei che potete leggere l’articolo dedicato all’apertura della partita Iva in cui troverete che non conta tanto quanto guadagnate ma il carattere di abitualità e continuità che date alla vostra attività.

Non c’entra neanche il famoso limite dei 5 mila euro che tutti scambiano per qualcosa che ha a che fare con la partita Iva e che invece disciplina solo l’obbligo di apertura o meno della gestione separata INPS per poi versare i contributi previdenziali.

A chi intestare la fattura ed elementi obbligatori

La fattura andrà intestata a “Google AdSense Payments – VAT Gordon House, Barrow Street, Dublin 4
Irlanda VAT ID: IE 63 88047V”.

Vi ricordo che ogni fattura deve avere degli elementi identificativi obbligatori altrimenti non è valida e si da per omessa ai fini dell’accertamento fiscale per cui vi espone anche alle sanzioni previste per omessa fatturazione.

Gli elementi in estrema sintesi sono:

  • Numero di fattura e anno di riferimento, nonché periodo di riferimento (mese di adsense che vi devono pagare)
  • Data di emissione
  • Controparte (Google)
  • Oggetto della prestazione che potrete indicare con una frase del genere “Proventi relativi al sistema di affiliazione Adsense concessi sul sito XY per il periodo ZZ”.
  • Compensi in euro
  • Iva a zero con un asterisco in cui scriverete sotto in calce che la prestazione deve intendersi “Fuori campo di applicazione dell’IVA ex art. 7-ter, D.P.R. 633/1972

Gli altri elementi obbligatori da inserire nella fattura li trovate nell’articolo di approfondimento dedicato alla fatturazione

Vi segnalo che però nel forum ufficiale di Google Adsense, Google dice che le fatture inviate non saranno prese in considerazione in quanto il tutto viene gestito con un diverso sistema di controlli, chiunque guadagni con AdSense è tenuto a fare la fattura e spedirla all’indirizzo riportato sopra.

Alcuni sostengono che non vi sia l’obbligo all’emissione della fattura…
Non sono dello stesso avviso, per cui emetterei fattura comunque anche se non è detto che sia obbligato poi a spedirla se la controparte non la vuole. Io la spedirei ugualmente e manterrei prova della spedizione anche se so che non è proprio così semplice per una persona fisica gestire anche solo 12 fatture annue inviate all’estero.

Cosa scrivere sulla fattura Google Adsense

– Se fatturo a Google o altro soggetto con sede legale in UE

Nella fattura è importante che scriviate il titolo che vi esenta dall’applicazione del tributo Iva qualora emetterete fattura a Google. L’iva infatti in base al disposto normativo sotto riportato deve essere applicata dal destinatario del servizio.

Dovrete indicare nella fattura che la prestazione è una “Operazione fuori campo di applicazione dell’IVA ex art. 7-ter, D.P.R. 633/1972 –  Iva assolta dal destinatario, Google Ireland, in conformita’ all’ art. 196 della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio dell’ Unione Europea”.

In inglese potreste scrivere “VAT paid by the recipient, Google Ireland, in accordance art. 196 of Council Directive 2006/112/EC of the ‘European Union pursuant to art. 7-Ter of D.P.R. n.633/1972”.

L’assolvimento dell’Iva dal destinatario e l’applicazione dell’art. 7-ter deriva dal fatto che il servizio sembrerebbe essere consumato di fatto nel paese dove è stabilito il committente (RM del 18 luglio 1980, protocollo n. 421463 e numero 36 del 28 febbraio 1997).

Sull’obbligo o meno della fattura invece dovreste coordinare questo articolo con l’articolo 21 del Dpr 633/72
In questo articolo a mio avviso non trovate alcuna esenzione all’obbligo di emissione della partita Iva, anzi trovo scritto che: “per le prestazioni di servizi rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio di un altro Stato membro dell’Unione europea non soggette all’imposta ai sensi dell’articolo 7-ter, la fattura e’ emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione”.

Applicazione dell’imposta di bollo

Il fatto che sia una operazione fuori campo iva potrebbe farvi ricadere nell’ambito di applicazione dell’imposta di bollo che prevede l’applicazione della marca da bollo di 1,81 euro nel caso di fatture di valore maggiore di euro 77,47 euro (le vecchie 150 mila lire per intenderci).

– Se fatturo a soggetto italiano

Lo stesso non vale nel caso di soggetto con sede legale in Italia in quanto in questo caso dovrete emettere la fattura applicando l’Iva nella misura del 22% del corrispettivo pattuito. per quello che concerne l’applicazione della ritenuta d’acconto potete leggere la Guida all’applicazione della ritenuta d’acconto.

Sito web di una società italiana che vende pubblicità a google o ad altri

Nel caso vi siate aperti una società per gestire il traffico e i proventi da questo derivanti, vale lo stesso comportamento, solo che i proventi invece di essere tassati secondo gli scaglioni irpef saranno tassati applicando l’aliquota di imposta prevista per le società (Ires al 27,5% del reddito imponibile) e Irap (4,9%).

Presentazione del modello Intrastat: mensile o trimestrale

Infine vi ricordo che prestando dei servizi intracomunitari dovrete anche presentare il modello Intrastat con periodicità mensile o trimestrale, a seconda del volume d’affari da inviare telematicamente all’agenzia delle Dogane.
E vi ricordo che il modello Intrastat infatti deve essere predisposto per le seguenti operazioni:

  • cessioni intracomunitarie di beni comunitari
  • prestazioni di servizi diverse da quelle oggetto di specifiche deroghe in tema di territorialità (articoli 7-quater e 7-quinquies del Dpr n. 633/1972)
  • l’elenco riepilogativo delle seguenti categorie di operazioni acquisite presso soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro della Comunità europea:acquisti intracomunitari di beni comunitari
  • e dulcis in fundo prestazioni di servizi (articolo 7-ter del Dpr n. 633/1972).

Questo ultimo aspetto sono certo che vi farà desistere dall’intraprendere autonomamente la gestione della partita Iva per questo genere di attività, in quanto come avrete avuto modo di vedere gli adempimenti sono molteplici e anche talvolta più che complessi e richiedono un certo grado ci competenza… adempimenti a cui vi ricordo  corrispondono sanzioni in caso di errori o omissioni!

Spero di avervi dato qualche spunto in più ed una piccola guida pratica al mondo di Adsense di Google, per orientarvi in una parte non trascurabile del business online. ;-)

Sui forum di google viene scritto che Google con la fattura non ci fa niente e questo un pò la dice lunga sulla capacità che abbiamo di governare la pubblicità on line utilizzando google ma anche del fatto che con la normativa fiscale di riferimento non sembra essere molto ferrato. Questo perchè da parte del soggetto che fattura esiste un obblio di dimostrare che la controparte (google) abbia ricevuto la fattura e sia in grado di leggerla/stamparla. In questo caso non esiste un indirizzo a cui inviarla né in via telematica né in via cartacea.

Fatture sbagliate? NO problem con la nota di credito

Potete consultare il nuovo articolo dedicato non solo all’emissione della nota di credito ma in cui troverete anche le modalità per recuperare l’Iva e versare eventualmente minori imposte se vi siete sbagliati. A tal proposito potete leggere la Guida all’emissione della nota di credito.

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