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Riporto delle Perdite Fiscali dopo la Manovra Economica 2012 – 2014

riporto delle perdite fiscali (immagine di una fionda)Nel nuovo Regime di riporto delle perdite fiscali introdotto con la nuova Manovra economica 2012 2014 viene previsto un regime di utilizzo ben più rigoroso volto a contrastare il fenomeno del riporto delle perdite nei cinque anni di imposta successivi, elemento questo finora possibile ai fini dell’Ires secondo le disposizioni contenute nel testo unico delle imposte sui redditi (Cfr Tuir).

Disciplina del riporto delle perdite fiscali fino a quando non entrerà in vigore la nuova manovra economica 2012 2014
Attualmente le imprese che giugno alla chiusura dell’anno di imposta maturando una perdita fiscale (che non è la perdita civilistica da bilancio di esercizio) possono portare nel quadro RS del modello Unico le perdite fiscali ed utilizzale a diminuzione del reddito imponibile di esercizi futuri fino al quinto anno successivo dall’anno di generazione della perdita.

Caso a parte nel caso di perdite maturate nei primi tre anni della nascita delle aziende a cui è data la facoltà di riportare illimitatamente le perdite nei redditi imponibili futuri.

Con la nuova manovra invece viene stabilito che la perdita di un periodo d’imposta potrà essere utilizzata in misura non superiore all’ottanta per cento (80% del reddito) del reddito imponibile di ciascuno di essi e per l’intero importo che trova capienza in tale ammontare.

Attuale disciplina del riporto delle perdite fiscali nell’Ires
L’articolo 84 del Tuir infatti dispone al comma 1 che la perdita di un periodo d’imposta, determinata con le  stesse  norme valevoli  per  la  determinazione  del  reddito,  può  essere  computata  in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi, ma  non  oltre  il quinto, per l’intero importo che trova capienza nel  reddito  imponibile  di ciascuno di essi. Per i soggetti che fruiscono  di  un regime di esenzione dell’utile la perdita è riportabile per l’ammontare  che eccede l’utile che  non  ha  concorso  alla  formazione  del  reddito  negli esercizi precedenti. La perdita è diminuita dei proventi esenti dall’imposta diversi da quelli di cui all’articolo 87, per la parte  del  loro  ammontare che eccede i componenti negativi non dedotti  ai  sensi  dell’articolo  109, comma 5 (2). Detta differenza potrà tuttavia essere computata in diminuzione del reddito complessivo in  misura  tale  che  l’imposta  corrispondente  al reddito imponibile risulti  compensata  da  eventuali  crediti  di  imposta, ritenute alla fonte a titolo di acconto,  versamenti  in  acconto,  e  dalle eccedenze di cui all’articolo 80. Comma 2) Le perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta dalla  data  di costituzione possono, con le modalità previste al comma 1, essere  computate in diminuzione del reddito  complessivo  dei  periodi  d’imposta  successivi senza alcun limite di tempo a condizione che si  riferiscano  ad  una  nuova attività produttiva. Comma 3) Le disposizioni del comma 1 non si  applicano  nel  caso  in  cui  la maggioranza delle partecipazioni aventi  diritto  di  voto  nelle  assemblee ordinarie del soggetto che riporta le perdite venga  trasferita  o  comunque acquisita da terzi, anche a titolo temporaneo e, inoltre,  venga  modificata l’attività principale in fatto esercitata nei periodi d’imposta  in  cui  le perdite sono state realizzate.

La modifica dell’attività assume rilevanza se interviene nel periodo d’imposta in corso al momento  del  trasferimento  od acquisizione ovvero nei due successivi od anteriori. La limitazione  non  si applica qualora: b) le  partecipazioni  siano  relative  a  società  che  nel  biennio precedente a quello di trasferimento hanno avuto un numero di dipendenti mai inferiore alle dieci unità e per  le  quali  dal  conto  economico  relativo all’esercizio precedente a quello di trasferimento risultino un ammontare di ricavi e proventi dell’attività caratteristica, e un ammontare  delle  spese per  prestazioni  di  lavoro  subordinato  e  relativi  contributi,  di  cui all’articolo 2425 del codice civile, superiore al 40  per  cento  di  quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori.

Soggetti con utili esenti
Resta fermo il discorso che le perdite non abbattono gli utili già esenti da imposta, tuttavia sono diminuite dei proventi esenti dall’imposta diversi da quelli di cui all’articolo 87 relativo alle plusvalenze esenti, ossia nei casi della PEX per la parte del loro ammontare che eccede i componenti negativi non dedotti ai sensi dell’ articolo 109, comma 5. La differenza che eventualmente sarà originata potrà essere utilizzata in misura tale che l’imposta corrispondente al reddito imponibile risulti compensata da eventuali crediti di imposta, ritenute alla fonte a titolo di acconto, versamenti in acconto, e dalle eccedenze di cui all’articolo 80 del Tuir.

Il quadro delle perdite di Unico
Nel box sotto trovate il quadro dove riepilogare l’utilizzo delle perdite e che nel caso entrasse in vigore il nuovo articolo della Manovra subirebbe delle modifiche.

Tassazione Rendite finanziarie Manovra Economica 2012

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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