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Imposta di bollo sulla Fatturazione Elettronica esente, esclusa o non imponibile: quando e come si applica

Nel seguito una sintesi su quando applicare l’imposta di bollo nella fatturazione elettronica in base alla tipologia di operazione a partire dal primo gennaio 2019 in base alle novità introdotte

Vi ricordo prima di tutto che il meccanismo di versamento ha una criticità in quanto prevede il pagamento dell’acconto il 23 aprile e del saldo entro la scadenza del 30 aprile. Il problema dovrebbe essere mitigato dal fatto che l’imposta di bollo dovrebbe essere monitorabile attraverso l’area riservata nel proprio cruscotto presente sul sito dell’agenzia delle entrate nella sezione “Fatture e corrispettivi“. Non nascondo una certa difficoltà nell’utilizzo della pagine che è densa di funzioni e pagine di rimando che talvolta sembrano dire la stessa cosa. In poche parole perdersi e perdere tempo, all’inizio, è molto facile ma come accade con tutte le cose nuove ci vuole pazienza.

Nel seguito vediamo poi di fissare alcuni concetti fondamentali in quanto se non passate bene le fatture in contabilità l’imposta di bollo che ne esce difficilmente sarà corretta con il rischio di essere sanzionati per omesso versamento o di pagare imposta di bollo quando non dovete.

Nel seguito una sintesi delle operazioni soggette e quelle escluse dall’applicazione dell’imposta di bollo.

Operazioni soggette ad imposta di bollo

In generale, l’imposta di bollo è dovuta nella misura fissa di € 2,00 per i documenti di seguito indicati:

  • Escluse IVA – ex articolo 15 DPR 633/72: qui potete trovare l’articolo di approfondimenti con chiarimenti applicativi, casi particolari e chiarimenti.
  • Esenti IVA ai sensi dell’articolo 10 DPR 633/72: qui potete trovare l’articolo di approfondimenti con chiarimenti applicativi, casi particolari e chiarimenti;
  • Fuori campo IVA
  • Non imponibili: servizi internazionali (articolo 9 DPR 633/72), servizi connessi agli scambi internazionali, operazioni assimilate alle esportazioni;
  • Cessioni effettuate nei confronti di esportatori (v. verifica presentazione dichiarazioni intento presso anagrafe tributaria)Operazioni esenti da imposta di bollo.

Precisazioni e chiarimenti

In linea generale le vendite non sono soggette ad applicazione dell’imposta di bollo. Lo diventano a causa del fatto che riguardano talvolta operazione che non scontano IVA per cui come fare a renderla un pochino più cara senza dare fastidio a nessuno? Applichiamo l’imposta i bollo!

Chi deve pagare la marca da bollo

Tra il fornitore sia esso lavoratore autonomo o società di persone o capitale il soggetto obbligato

Il fornitore che emette fattura al proprio cliente può riaddebitare la marca da bollo al proprio cliente in fattura , se privato, in base all’articolo 15 DPR 622/1972.

Se il e uno dei due non la versa entrambi sono resposnabili del pagamento in in solido  fatta eccezione per le fatture verso Enti Pubblici, per le quali non è consentito esercitare la rivalsa dell’imposta di bollo (art. 8, D.P.R. n. 642/1972).

Le fatture che riguardano operazioni soggette ad IVA e che riportino l’IVA;

  • Le fatture soggette a reverse charge;
  • Le fatture relative ad operazioni del Gruppo IVA;
  • Le fatture relative a cessioni di merci per l’esportazione (esportazione diretta e triangolare);
  • Le fatture relative a cessioni di beni intracomunitarie;
  • Enti Terzo Settore: gli atti, i documenti, le istanze, le dichiarazioni ed ogni altro documento cartaceo o informatico (ex art.
  • 82 c. 5 del D.Lgs. 117/2017).

Imposta di bollo e regime forfettario dei minimi

Nel caso di operazioni effettuate dagli aderenti al regime fiscale di vantaggio o al nuovo regime forfettario dei minimi il discorso cambia in quanto per loro l’applicazione dell’Iva sarà dovuta per ogni fattura emessa a patto che non rientrano esplicitamente in quelle sopra riportate come escluse. Coloro che emettono fatture come contribuente aderente al regime fiscale agevolato infatti non applicano né Iva né ritenute d’acconto per cui dovranno sempre apporre la marca da bollo.

Come sappiamo però il contribuente forfettario non è obbligato ad emettere la fattura elettronica per cui dovrà procedere ancora con la vecchia modalità cartacea acquistandola da un tabaccaio. In alternativa può adottare la fatturazione elettronica per scelta e presentare altresì opzione per l’assolvimento dell’imposta di bollo in modo virtuale con il seguente modulo che trovata nel seguito

Chiarimenti e domande

L’applicazione dell’imposta di bollo è indipendente dalla tipologia di documento: parliamo quindi non solo di fatture emesse ma anche di altri documenti come ricevute fiscali, bollettari madre-figlia, quelli con la carta carbone per chi ancora vedo che li usa. Anche per le quietanza di pagamento e qualsiasi altro documento che comprova l’applicazione di un onorario rilevante ai fini Iva. Per rilevante intendo quindi anche le operazioni di cui sopra che fisicamente non riportano l’Iva per via dalla loro esenzione, esclusione, non assoggettabilità per no degli articoli visti sopra o per non imponibilità.

I fuori campo IVA sono operazioni anch’esse soggette ad imposta di bollo per via della mancanza di uno dei presupposti per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto che sono: presupposto oggettivo, soggettivo e territoriale.

Decreto Crescita 2019

Il Decreto Crescita 2019 prevede che nel caso di emissione di fatture elettroniche senza applicazione dell’imposta di bollo per errore sarà l’Agenzia delle Entrate ad effettuare l’integrazione di quanto dovuto oltre all’applicazione di una sanzione  del 30% ex art. 13, D.Lgs. n. 471/1997. La disposizione si applica dal 1° gennaio 2020.

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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