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La dichiarazione d’intento, tutte le novità

DichiarazioneCon il Decreto Semplificazioni fiscali n. 175/2014 è stata sensibilmente cambiata la disciplina che regola le dichiarazioni di intento, di fatto con la nuova normativa si è registrato un ribaltamento dell’obbligo di trasmissione dei dati che diventa di competenza dell’esportatore.

Cos’è la dichiarazione di intento?

Quando si parla di dichiarazione di intento, chiamata comunemente anche lettera di intento o comunicazione d’intento, ci si riferisce a quel documento con il quale l’esportatore dichiara, sotto la sua personale responsabilità, di possedere i necessari requisiti per svolgere l’attività di esportatore abituale e, di conseguenza, di poter acquistare bene e servizi senza l’applicazione dell’IVA. In pratica le fatture emesse in seguito a tali operazioni sono prive di IVA perché, se i beni fossero acquistati applicando l’IVA, comporterebbero un chiaro credito che l’impresa dovrà ovviamente chiedere a rimborso all’Erario, con tutte le problematiche del caso.
Per queste ragioni e per stroncare sul nascere tali problemi, con il DPR 633/72 è stato stabilito che le esportazioni sono operazioni sui cui non grava l’IVA, in parole semplici l’esportatore abituale può acquistare i beni senza dover pagare l’IVA.

Novità dal 2014

L’articolo 20 del decreto n. 175/2014 ha radicalmente cambiato lo scenario delle comunicazioni di queste tipologie di dichiarazioni: la norma ha infatti introdotto uno schema nuovo per la trasmissione, secondo il quale l’esportatore abituale che intende acquistare o importare senza l’applicazione dell’IVA è tenuto ad inviare la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate per via telematica. In seguito all’avvenuta trasmissione l’Agenzia rilascia la relativa ricevuta.

Per effetto del decreto Semplificazioni fiscali l’obbligo di trasmissione dei dati è passato dal fornitore all’esportatore abituale. Una volta adempiuto a tale obbligo attraverso l’invio telematico della dichiarazione di intento all’Agenzia delle Entrate, l’esportatore abituale deve consegnare al fornitore copia della dichiarazione unitamente alla ricevuta di avvenuta trasmissione. Il fornitore, da parte sua, ha l’obbligo di controllare che la trasmissione sia avvenuta regolarmente prima di dare corso all’operazione senza IVA. Verificare l’avvenuta trasmissione è un dovere importante per il fornitore infatti, in caso contrario, è prevista l’applicazione di gravi sanzioni.
Con la dichiarazione IVA annuale resta sempre a carico del fornitore l’obbligo di riepilogare tutti i dati relativi alle dichiarazioni di intento ricevute, oltre a dover obbligatoriamente aggiornare l’apposito registro. Aggiornare correttamente il registro delle dichiarazioni è un adempimento obbligatorio anche per l’esportatore abituale.

Il nuovo modello per la dichiarazione d’intento

Contemporaneamente alle istruzioni e alle modalità tecniche per la trasmissione, con il provvedimento del dicembre 2014 l’Agenzia delle Entrate ha anche approvato il nuovo modello per la dichiarazione di intento. Per ogni dichiarazione di intento, il modello va compilato e trasmesso online. Nell’apposito spazio il dichiarante è tenuto all’indicazione dell’anno di riferimento e del numero progressivo assegnato alla dichiarazione di intento.

Il modello è formato da:

  • un frontespizio, dove vanno indicati con estrema cura i dati anagrafici dell’esportatore, la lettera d’intento, i dati identificativi del destinatario e dove va apposta la firma del richiedente;
  • un quadro A, con i dati inerenti al plafond;
  • una sezione dedicata all’impegno alla trasmissione online del modello.

E’ bene precisare anche il fatto che è possibile presentare una dichiarazione integrativa quando, prima dell’effettuazione dell’operazione, si vuole rettificare oppure integrare una dichiarazione presentata precedentemente, senza però poter modificare i dati relativi al plafond. Ovviamente serve presentare una dichiarazione nuova nella quale barrare la casella “integrativa” presente nel frontespizio, oltre a dover indicare il numero di protocollo della dichiarazione trasmessa in precedenza e che si vuole rettificare.

Il controllo da parte del fornitore

Il fornitore, una volta ricevuta la dichiarazione, ha il dovere di effettuare un riscontro per via telematica. Il controllo potrà avvenire attraverso due modalità:

  • accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate per vedere la verifica della dichiarazione d’intento, verificando la trasmissione della comunicazione tramite la specifica funzione. Operazione possibile con l’inserimento dei codici fiscali del fornitore e dell’esportatore abituale e del protocollo della ricevuta;
  • accedendo al personale cassetto fiscale, operazione consentita a tutti coloro abilitati ai servizi Fisconline o Entratel.

Sanzioni connesse alla dichiarazione d’intenti

A seguito del nuovo schema di trasmissione è stata modificata anche la materia sanzionatoria prevista dal D.Lgs. 471/97. Secondo tale disciplina, nel caso in cui la dichiarazione di intento non veniva trasmessa nei termini stabiliti o inviata con dati incompleti, era prevista una sanzione dal 100% al 200% dell’imposta. Oggi la stessa sanzione è applicabile quando il prestatore o cedente svolge un’operazione nei confronti dell’esportatore prima che quest’ultimo gli abbia trasmesso la dichiarazione e prima di aver controllato direttamente l’avvenuta presentazione all’Agenzia delle Entrate.

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