Con la nuova Manovra Economica di agosto 2011 finalmente approvata è stata introdotto l’aumento dell’aliquota Iva ordinaria dal 20% al 21% e cerchiamo pertanto di dare qualche  spunto di riflessione in più per rispondere alla domanda su come fare con la nuova aliquota, da quando entra in vigore e come comportarsi.
L’aliquota Iva destinataria del provvedimento è quella ordinaria ossia quella che prevede un’aliquota del 2o% contro le aliquote agevolate previste per il settore alimentare per cui è stata fisssata al 4% per altri settori/attività speciali come in alcuni rami dell’edilizia in cui potete riscontrare l’aliquota del 10%.
Aggiornamento Dicembre 2011
Nuovo Aumento Iva 23% Decreto Salva Italia

Quando entra in vigore la nuova aliquota del 21%
Purtroppo seppure l’Iva è un tributo la cui potestà impositiva è attribuita alla Comunità Europea è data la facoltà agli Stati membri di modificarla nell’ambito di range che, se non erro possono essere al massimo di 5 punti percentuali, la data di entrata in vigore del decreto legge sarà quello dal giorno successivo della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale pertanto dovremo stare attenti in quanto la pubblicazione dopo l’approvazione è ormai imminente e a breve dovremmo sapere come comportarci.

Effetti dell’aumento dell’aliquota IVA
Premesso che l’iva al 21% come sappiamo per i soggetti titolati a detrarla nelle liquidazioni Iva resta una partita di giro in quanto i soggetti commerciali titolari di partita Iva la pagheranno al momento delle vendite (maturando un’IVA a debito nei confronti dello Stato) e la detrarranno al momento dell’acquisto (attraverso il meccanismo della detrazione Iva sugli acquisti).

Effetti sulle società e titolari di partita Iva
Nel caso di società che effettuano acquisti e per i quali sussiste il diritto alla detrazione dell’Iva nulla cambia se non una maggiore esposizione finanziaria rispetto a prima pari all’1% sulle fatture ricevute a fronte di acquisti.

Effetti sui consumatori finali, ossia sulle persone non titolari di partita Iva
Coloro che risultano effettivamente incisi dal tributo Iva sono i consumatori finali e quindi tutti le persone fisiche non titolate a detrarsi l’iva (non titolari di partita Iva per intenderci) in quanto tutti effettuiamo dei consumi a titolo personale e a fronte di questi paghiamo l’iva esposta in fattura o ricevuta fiscale, o, in assenza compenetrata nel prezzo di vendita.

Quali sono i beni interessati dall’aumento e che costeranno di più
I beni che vedranno incrementarel’Iva dell’1% (e speriamo solo dell’1% perchè in queste fasi di cambiamento abbiamo visto che potrebbero esserci  esercenti che ci speculano sopra incrementando e ritoccando anche i prezzi) sono quelli riepilogati nella tabella Iva dei beni e servizi che trovate anche nella sezione modelli del sito.

Sintesi Guida al 4% – 10% – 21% in Edilizia

Come comportarsi se siete una società
Il difficile è calibrare i nuovo sistemi informativi  e renderli in grado di gestire il cambiamento per recepire l’aumento dell’iva e questo rappresenterà indubbiamente un costo per consulenze o rilasci di nuove versioni dei software. Vedrete che lo stesso dovrà aversi per i dichiarativi come modello unico o la  dichiarazione Iva 2012 e comunicazione annuale dati Iva 2012.Molti inoltre utilizzano programmi standard che non penso sabbiano già rilasciato nuove versioni ma comunque dovremmo adeguarci e se così non fosse vediamo quali possono essere le conseguenze e come possiamo regolarci.

E se mi inviano fatture che riportano ancora la vecchia aliquota Iva al 2o%
Questo caso è un po’ complicato in quanto è come se ricevessimo una fattura di acquisti sbagliata ma in questo caso l’Iva al 20% sugli acquisti per noi costituirebbe una minore detrazione da fare pertanto non saremmo soggetti a maggiore Iva da versare con ravvedimento tuttavia potremmo incorrere in sanzioni per aver accettato una fattura non conforme alle nome dello Stato.

Se vi arriva una fattura con Iva al 20% quello che consiglio di fare e di chiamare il fornitore e chiederne la rettifica: successivamente vi ricordo che avete un congruo margine di tempo per considerare l’iva in quella fattura (al più nella dichiarazione relativo al secondo anno successivo all’effettuazione dell’operazione …)

Altra strada potrebbe essere l’autofatturazione per il differenziale ma è una strada più complessa che richiede molto più tempo rispetto alla telefonata/mail al fornitore che sono certo starà facendo gli stessi ragionamenti.

Le note di credito
Per quello che concerne le note di credito o eventuali note di variazioni dovute a resi, abbuoni, sconti sul prezzo e simili ricordatevi che dovrete seguire la stessa aliquota riportata nella fattura dalla quale sono generate indipendentemente dalla data di emissione della nota di variazione.

In caso comunque di registrazione fattura non regolare ci potrebbero essere gli estremi per una sanzione di tipo amministrativo per omessa regolarizzazione degli acquisti a cui seguirebbe, se l’errore dovesse persistere, un errore nella dichiarazione Iva fino alla trasmissione telematica della dichiarazione iva, per infedele dichiarazione Iva (modello unico).

Vi ricordo inoltre che gli ultimi importanti decreti sono stati il Decreto sviluppo n.70 del 2011, la manovra Correttiva 2011 per la stabilizzazione finanziaria DL 98 del 2011 e le misure per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo 2011 Dl 138 del 2011.

Aggiornamento: Circolare Agenzia Entrate 45 del 2011
Con la nuova circolare l’agenzia delle entrate interviene per dare qualche chiarimento in merito all’ambito di applicaizone giuridico della nuova norma fiscale sul’Iva e per consentire la proroga dell’esenzione sulle sanzioni in caso di errore. Prima di tutto interviene ricordando che i momenti di effettuazione dell’operazione sono contenuti per quello che concerne le prestazioni di servizi e le cesisoni di beni nell’articolo 6 del DPR 633 del 1972 mentre per gli acquisti intracomunitari nell’articolo 39 del DL 331 del 1993 e per le importazioni nel 201 del codice doganale comunitario. Rispetto ai chiarimetni ripercorre la disciplina per alcune fattispecie senza novità rilevanti rispetto a quanto già visto insieme in questo articolo. Per i commercianti al minuto che caricano l’iva sul corrispettivo di vendita al momento dell’incassodovranno effettuare lo scorporo dell’Iva con il metodo matematico dividedendo pertanto il corrispettivo per 121 nei casi di applicazione Iva al 21%).

Aggiunge che nel caso operazioni con lo Stato od enti pubblici per le quali l’incasso avviene molto spesso in modo postiticipato di molto nel tempo l’aliquota maggiorata andrà applicata solo sulle fatture emesse dopo il 16 settembre, data di entrata in vigore dell’iva al 21%.
Intervengono anche per alcuni regmi speciali Iva come le agenzie di viaggio che scorporano l’iva dal loro margine di intermediazione e che calcoleranno la base imponibile sulla base del rapporto tra corrispettivi fino al 16 settembre e quelli incassati dopo tale data, oppure per le imprese che adottano il regime dle margine o le società che smministrano acqua, luce e gas.

Fatturazione differita e spedizione di beni
Mentre la regola generale prevede la consegna dei beni come momento di effettuazione dell’operazione, nel caso di invio di merci con fatturazione differita farà comunque fede la consegna dei beni a nulla rilevando che la fatturaizone è stata messa dopo il 16 settembre. Nel caso invece di soggetti terzisti non possiamo parlare di beni veri e propri in quanto sono semilavorati pertanto dovremmo ragionare come se parlassimo di prestazioni di servizi pertanto farà fede alla data di emissione della fattura.

Il regime delle sanzioni a maglie larghe per correggere gli errori
Almeno dal punto di vista sanzionatoria il legislatore fiscale è stato clemente e se già nel comunicato stema del 16 settembre aveva detto che eventuali errori si sarebbero potuti correggere in sede di liquidazione periodica semplicemente versando la maggiore imposta, ora con la nuova circolare permette per i contribuenti mensili e trimestrali di effettuare correzioni fino al 27 dicembre 2011 data per il versamento dell’acconto Iva.

Nella Sezione Modelli  trovate le tabelle riepilogative con le diverse aliquote Iva
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