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Differenza tra reddito di impresa e reddito di lavoro autonomo: risposta alle domande ai fini previdenziali

Spesso si sente parlare di reddito professionale derivante dal lavoro autonomo e reddito di impresa dei professionisti. La domanda che mi posi anni fa era ma che differenza c’è tra un professionista che apre la partita Iva che fa reddito di lavoro autonomo e titolare di partita Iva che fa reddito di impresa? La differenza è sostanziale e con questa anche il regime fiscale e previdenziale applicabile al professionista e all’imprenditore che come vedremo può generare notevoli risparmi in termini di contributi previdenziali da versare all’INPS.

Il lavoratore autonomo con partita Iva

Il lavoratore autonomo titolare di partita Iva è colui che esercita un’attività professionale continuativa ed abituale in cui prevalgono le sue doti o quello che in diritto privato avrete sentito chiamare intuitus personae e che si contraddistingue per il contenuto artistico. Inoltre l’attività non è inquadrata nell’ambito di un contratto di lavoro dipendenti ed è quindi carente di quel vincolo di subordinazione che contraddistingue i lavoratori dipendenti.

Prima scrivevo lavoro autonomo, ossia autonomamente organizzata nell’ambito di decidere tempi e modalità della propria attività e che sia abituale ossia che sia continuativa.

Prestazione continuativa ed abituale

Sull’abitualità potremmo discernere per pagine e pagine e per fortuna possiamo rifarci a quanto contenuto nell’ambito della Legge numero 335 del 1995 e che rintraccia l’abitualità in un periodo di attività superiore ai 30 giorni. I più puntigliosi potranno obiettare se i 30 giorni sono da calcolarsi continuativamente o no ma possiamo tararci sui 30 giorni anche non consecutivi per essere cauti.

La definizione la potete trovare nel testo unico delle imposte sui redditi all’interno dell’articolo 53.

Imprenditore o professionista

La domanda che ci si pone spesso è se possiamo essere inquadrati come professionisti o come imprenditori e quale sia criterio di identificazione tra i due.

Posso dirvi che qualora alla vostra attività partecipi in modo prioritario la dotazione del capitale e l’organizzazione che avete messo a disposizione rispetto all’intuitus personae ossia alla personalità della vostra attività allora sarete degli imprenditori e farete reddito di impresa. Qualora invece la vostra dotazione di capitale intellettuale sia prioriitaria rispetto alla dotazione di capitale potrete essere considerati dei  professionisti e fare te reddito di lavoro autonomo. Per esempio le attività per le quali si richiede il possesso di un titolo di abilitazione come il superamento di un esame di stato sono da inquadrarsi sicuramente come reddito professionale e non reddito di impresa.

Ripercussioni ai fini delle imposte sui redditi Irpef tra professionisti ed imprenditori

La differenza tra reddito di lavoro autonomo e reddito di impresa è sostanziale sia ai fini fiscali sia previdenziali in quanto i primi determinano il proprio redito imponibile secondo un altro corpo di norme, sempre contenuto nel Tuir (e contenute nel modello unico quadro RE) mentre gli imprenditori determinano il proprio reddito imponibile secondo le regole previste per le imprese e quindi secondo le regole previste ai fini ires contenute in un corpo di norme del Tuir successivo ( e contenute nel modello unico nel modello RN). Solo a titolo di esempio i professionisti conteggiano i ricavi ed i costi per cassa (ossia quando percepiti finanziariamente), mentre le imprese secondo il principio della competenza (quando maturano i relativi diritti di credito e di debito sottostanti).

Redditi di impresa di default

Esistono alcune attività che si considerano di impresa a priori in qualunque modo esercitate e definite dal legislatore fiscale nell’ articolo 55 del Tuir (come le attività bancarie d assicurative o traporto pubblico, ecc). Già nel corso dei precedenti articoli abbiamo avuto modo di vedere le modalità di calcolo del contributo alla gestione separata e se versare alla gestione separata o alle rispettive casse di appartenenza.

Importante fattispecie che ho avuto modo di leggere nelle norme sopra citate è quella che prevede  la non obbligatorietà al versamento alla gestione separata INPS qualora un imprenditore già versi i contributi previdenziali nell’ambito din un altor rapporto di lavoro dipendente.

Negli articoli correlati trovere te degli improtanti riferimenti alle modalità di versamento dei controbuti previdenziali per la gestione separata ossia alle modalità di calcolo, al calcolo dell’acconto, al versamento con modello f24, i codici tributo da utilizzare e altre curiosità che vi potranno essere utili.

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