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Compensazione o Rimborso in F24 limite e visto di conformità

compensazione-f24-credti-imposta-comeVediamo di chiarire come si utilizzano i crediti in compensazione, quando apporre il visto di conformità, come valutarne la convenienza rispetto al rimborso e quali sono  limiti e requisiti richiesti per la compensazione, oltre naturalmente i codici tributo da utilizzare. Taglio pratico, risposte più semplici possibile… insomma alla Tasse-Fisco.com!

Spesso infatti arrivano richieste di aiuto perché la dichiarazione è andata a credito e non parlo solo di persone fisiche ama anche di professionisti, società di capitali, persone o ditte. Prima di tutto il credito di imposta dovrà risultare dalla dichiarazione. Prima di averlo in dichiarazione (nei quadri RX, VL o IR del modello dichiarazione UNICO, IVA o IRAP) non ne consigliano l’utilizzo a meno che non si tratti dell’Iva a credito di dicembre da utilizzare in compensazione a Gennaio o nei mesi successivi.

Dal primo gennaio 201o se avete maturato dei crediti, e dove per maturato intendo che siano espressi in una dichiarazione dei redditi presentata correttamente, il vostro credito verso l’erario o anche verso istituti previdenziali o assistenziali lo potrete liberamente utilizzare per compensare direttamente nel modello F24 se siete una società entro il limite di 700 mila euro annue mentre fino al 31 dicembre 2009 questo era fissato nel vecchio miliardo di lire ossia euro 516.456,90. Esistono delle singole fattispecie in cui sarà possibile superarlo ma sono molto rare e fanno quasi sempre riferimento ai crediti di imposta concessi da norme agevolative: la ratio si desume dal fatto che questi sono fondi utilizzate per finalità bene definite e non per la compensazione di tributi.

Tralasciando l’incavolatura del perché esista un limite a prelevare qualcosa che lo Stato mi deve, vi dico di stare attenti a superarlo in quanto l’eventuale maggiore compensazione, pur se dovuta dallo Stato, sarà sanzionata con il 30% dell’indebita compensazione anche se vi anticipo che potrete ravvedervi. Il limite non si intende per singola compensazione ma per la sommatoria delle compensazioni effettuate nell’anno anche in F24. 

L’articolo 34 della Legge 388 del 2000 recita – “Disposizioni in materia di compensazione e versamenti diretti – 1. A decorrere dal 1° gennaio 2001 il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, e’ fissato in lire 1 miliardo per ciascun anno solare. Tenendo conto delle esigenze di bilancio, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, il limite di cui al periodo precedente puo’ essere elevato, a decorrere dal 1° gennaio 2010, fino a 700.000 euro.

Alcuni si sono posti giustamente il dubbio se nell’utilizzo non debbano considerarsi anche le compensazioni verticali tributo su tributo, ossia tra imposte della stessa natura (ossia compenso saldo Ires con primo acconto Ires, Iva su Iva e così via). L’interrogativo a mio avviso nasce dal fatto che essendo una norma senza senso non la si sa nemmeno come interpretare.

Per cui vi consiglio, anche se i programmi di contabilità potrebbero già avere una patch che monitori il superamento di tale limite, dotarvi di un semplice foglio excel dove riportate di volta in volta l’utilizzo del credito oppure ancora capire un conto di contabilità che chiamerete credito X, Y e che di volta in volta andrete a scaricare e montare mensilmente, calcolando quanta parte e quale valore ha assunto nel corso ogni anno.

Come effettuare la compensazione

Nel caso siate titolari del diritto al rimborso di un credito tributario comunicatovi da Equitalia o dall’ente impositore (fattispecie più naturale) potrete presentarvi il modello F24 accise e procedere con l’indicazione del tributo a credito e del tributo a credito.

Allo sportello di Equitalia mi dicono che è possibile compensare solo tributi definiti dallo stesso ente impositore (Tributi agenzia entrate su agenzia entrate) e non anche tra enti diversi (agenzia entrate Vs INPS per fare un esempio). A tal fine la difficoltà, a mio modesto avviso, sarà scegliere quale codice tributo indicare per identificare nel modello il credito tributario a nostro favore.

A tal fine comunque potete leggere anche l’articolo dedicato alla compilazione del modello F24 Accise

Quali tributi posso compensare in F24

Sono compensabili tutti i tributi in F24 ossia che si pagano mediante F24, anche se devo dire che nella pratica compensare un credito per esempio con Irpef con uno INPS, se lo fate state attenti, perché tornare indietro se avete sbagliato potrebbe essere più difficile del previsto in quanto sono due organi che devono parlare per chiarissi e la cosa non è sempre agevole.
Tuttavia sappiate che ne avete tutto il diritto.
A titolo di esempio potrete quindi compensare credit e debiti IRPEF, IVA, IRES, IRAP, INPS, INAIL ecc…)

Se sbaglio cosa posso fare

Se si sbaglia c’è il ravvedimento operoso che v consentirà di ridurre sanzioni che potrebbero essere anche del 30% oltre gli interessi legali fino anche al solo 0,1% se vi accorgete il giorno dopo la scadenze e procedete subito al versamento.

Leggi anche: Guida al ravvedimento operoso

Tipologia RavvedimentoEntro quandoSanzioneSanzione ordinaria
Sprint15 giorni dalla scadenza ordinaria0,1% per ogni giorno dalla scadenza fino al 14esimo giorno
Semplificatodal 15esimo al 30 giorni dalla scadenza1/103%
Semplificato< 90 giorni dalla scadenza1/93,33%
Ordinario< 1 anno dalla scadenza; entro la data di presentazione della dichiarazione relativa all'anno a cui si riferisce l'errore (i.e 30 settembre anno N+1)1/83,75%
Ordinario< 2 anni dalla scadenza; entro la data di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a cui si riferisce l'errore (i.e 30 settembre anno N+2)1/74,29%
Ordinario< 2 anni dalla scadenza; entro la data di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a cui si riferisce l'errore (i.e 30 settembre anno N+2)1/65%
OrdinarioDopo Procezzo Verbale Constatazione1/56%

Quando devo apporre il visto di conformità sui crediti tributari

La Legge 102 del 2009 ha introdotto l’obbligo per i crediti Iva di importo superiore ai 15.000 euro da utilizzare in compensazione orizzontale con altri tributi in F24, di farsi rilasciare una certificazione della bontà del credito o anche detto visto leggero, da parte di un professionista abilitato (dottore commercialista, revisore contabile, ecc.). Il professionista o anche la società di revisione effettuerà una serie di verifiche volte ad assumersi la responsabilità che quel credito è spettante e fruibile dal contribuente. Se si sbaglia… paga l’assicurazione del professionista o della società che ha apposto il visto sulla dichiarazione o sul credito.

Leggi anche: come funziona e quanto costa il vostro di conformità per i crediti tributari

F24 a zero: obbligatoria la presentazione

Importante: la compensazione tra tributi diversi deve essere esposta in F24 e la mancata presentazione è sanzionabile. Anche qui tasse-fisco.com vi offre un articolo di approfondimento dedicato a come comportarsi nel caso di omessa presentazione del modello F24 a zero

Nel caso invece di F24 tra gli stessi tributi non è obbligatorio anzi devo dire che nel caso dell’Irap mi è anche successo che il sistema non capisse e scattasse un avviso bonario (poi risolto).

Convenienza rispetto al rimborso

Come dico da più tempo, la convenienza rispetto rimborso risiede nel fatto che nella compensazione riusciamo utilizzare subito il nostro credito mentre nel caso del rimborso dovremo dapprima comunicare i nostri dati, viene conosciuto nostro credito secondo me non prima di un paio di anni.

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Riferimenti normativi

La normativa relativa alla compensazione e al visto di conformità ruota attorno alla legge n.388 del 2000 articolo 34 e art. 17, DLgs 241 del 1997.

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