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Black List ed operazioni escluse. La Circolare dell’Agenzia delle Entrate 2010

Esce finalmente la circolare paesi black list numero 53 del 2010 dell’agenzia delle entrate con cui si danno i primi chiarimenti e le risposte alle domande degli addetti ai lavori per questo nuovo adempimento a meno di due settimane dal primo invio. La nuova comunicazione delle operazioni intervenute con i paesi black list sia dal lato delle cessioni di beni che delle prestazioni di servizi sta creano non pochi problemi date le enormi fattispecie che si stanno presentando davanti ad imprese e professionisti e vista anche la scadenza prevista per il 2 novembre prossimo venturo dopo la dilazione e la posticipazione che abbiamo avuto i primi di agosto. Ora è anche uscita la circolare 28 del 2011 sulla blak list dove trovate altre risposte ai quesiti dei contribuenti e a cui questa volta risponde l’agenzia delle entrate.

Intanto puoi leggere la guida pratica alla comunicazione paesi black list.
In questo contesto di confusione nascono una serie di problemi per quelle imprese che hanno rapporti con imprese e fornitori o clienti con sede legale in paesi e fiscalità privilegiata pur mantenendo i contatti con paesi non black list e viceversa, poi abbiamo il caso delle branch. E seppure il legislatore fa riferimento al  domicilio fiscale e residenza poi noi professionisti sappiamo di quanto non si agevole arrivare a rintracciare dove sia realmente residente il soggetto e quale sia il paese di residenza del cliente o fornitore.

I problemi legati alla nuova comunicazione delle operazioni con i paesi a fiscalità prvilegiata sono legati ai presupposti che devono avere i soggetti obbligati alla presentazione e ai soggetti graziati dlal’esclusione.
Leggi il contenuto della circolare sulle black list 53 del 2010 e della circolare 28 del 2011 sulla black list.

Il presupposto territoriale e la territorialità dell’imposta e dell’obbligo dichiarativo
Da un punto di vista del presupposto territoriale dovremmo fare riferimento ai paesi che sono contenuti nella lista presente nel DM del 1999 alla quale diciamo subito che in assenza di una circolare dell’agenzia delle entrate non consideriamo le riserve, ossia quelle condizioni esimenti che permettono di non considerare un paese come black list: è il caso per esempio di rapporti sostenuti con paesi come la Svizzera e relativamente ad imprese per le quali si dimostra o si in grado di dare la dimostrazione che la società versa le imposte cantonali ossia, è un normale contribuente svizzero.

Il presupposto oggettivo
Il presupposto oggettivo di applicazione sarà lo stesso valido per l’Iva ossia quello contenuto negli artt. 2 e 3 del DPR 633 del 1972 perché ricordiamoci che questa comunicazione è fatta proprio al fine di evitare una elusione di imposta comunitaria.
Pertanto andranno indicate le cessioni di bene e le prestazioni di servizi di vario genere (consulenza, trasporti, cessioni di beni, leasing, ecc, ecc) ad esclusione di quelli esplicitamente indicati.
Purtroppo per le operazioni esenti, che sono diverse dalle escluse, la circolare dell’agenzia delle entrate sembrerebbe propendere per l’introduzione nella comunicazione dei paesi black list eccetto per questi soggetti che hanno optato per la dispensa dagli adempimenti dichiarativa diventando così soggetti esenti tanto negli acquisti quanto nelle vendite ai fini Iva.

Certo sarebbe auspicabile che nella circolare dell’agenzia delle entrate si affermasse di escludere anche le operazioni fuori campo iva per carenza del presupposto territoriale identificati secondo la nuova normativa Iva dall’art. 7-ter che individua le prestazioni generiche, ma presterebbe il fianco a notevole discrezionalità da parte dei soggetti che caricano le fatture, in quanto per forza di cose essendo il 7-ter un comma di chiusura ricomprende molte delle fattispecie non identificate esplicitamente negli altri artt.

Il presupposto soggettivo: la residenza fisale
Per quello che concerne il presupposto soggettivo invece abbiamo una serie di problemi che forse pongono il livello più alto di contenuti per i nuovi addetti ai lavori in quanto dobbiamo scontrarci con le problematiche di identificazione della esatta residenza fiscale dei soggetti coinvolti nelle operazioni.

Così facendo dobbiamo capire a livello fiscale quali sono le considerazione da fare in merito alla esatta individuazione della residenza, del domicilio, in caso di branch, rappresenti fiscali e nei rapporti tra società parti di un gruppo aziendale. A questo ci vengono incontro le convenzioni contro le doppie imposizioni e ovviamente la normativa nazionale contenuta nel TUIR.

Quali sono i Paesi Black List
Elenco paesi black List White List comprensivi dei codici paese

Vi terrò aggiornati rispetto alle evoluzioni degli adempimenti, intanto vi consiglio di avere a portata di mano tutti i dati da ricomprendere ed anche quelli delle società che potrebbero essere non considerate residenti nei paesi black list.

Domande e risposte Black List 2011 (circolare 28 2011)

Riferimenti normativi: Sono quelli contnuti nel DL 40 del 2010 e nella lista contenuta nei decreti del 1999 e del 2001 sulle black list relativamente ai paesi black list.

Domande e risposte sulla comunicazione delle operazioni con i paesi black list e non white list

Elenco paesi black List White List comprensivi dei codici paese

Software Black List 2013

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