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Recupero dei crediti insoluti in via giudiziale e stragiudiziale: l’incasso e le tasse.
la+grande+mela Recupero dei crediti insoluti in via giudiziale e stragiudiziale: l’incasso e le tasseLa prima differenza tra recupero dei crediti giudiziale e stragiudiziale consiste nel fatto che quella stragiudiziale è tesa ad evitare il contenzioso con risparmio dei costi di recupero e spinge il debitore a saldare il debito anche se in misura molto ridotta rispetto al valore nominale mentre quella giudiziale si fonda su una azione appunto giudiziale sulla base della documentazione in possesso del creditore circa la natura e l’importo del credito da incassare e tende in questo modo con tempi più lunghi e costi maggiori ad incassare tutto il credito.

In genere i tempi per l’incasso non sono stimabili con un significativo  grado di approssimazione per via delle diverse fattispecie che si possono presentare anche se con una azione giudiziale spesso il credito non incassato viene soddisfatto in un mese e più e può essere soggetto anche a dilazioni di pagamento rateizzazioni, anticipi.

Certo è che il recupero dei crediti non sempre porta a dei risultati positivi in quanto e questo vale soprattutto nel caso di procedura giudiziale si possono intromettere fattori esterni come una procedura concorsuale, un errore durante lo svolgimento del processo che ne rallentano o nella peggior parte dei casi possono anche annullare le pretese dei creditori verso i debiti insoluti.

Le azioni giudizialipartono dai seguenti elementi giuridici come la notifica dell’atto di precetto, la notifica di decreto ingiuntivo, il pignoramento dei beni del debitore presso lui e presso terzi e fino ad arrivare all’istanza di fallimento o anche alla cessione del credito a società di factoring.

Sulle somme dovute saranno applicati anche gli interessi di mora al saggio legale a decorrere dalla data di omesso versamento.

Le spese comunque sostenute per procedere giudizialmente con il recupero del credito sono chieste a rimborso sempre che siano proporzionate all’azione di recupero svolta e giudicate inerenti dal giudice che le dovrà valutare.

Gli accessi da parte dei soggetti che si occuperanno del recupero dei crediti avviene generalmente presso il domicilio fiscale del debitore o la sede legale della società insolvente o almeno quella che viene dichiarata tale o comunque presente dai certificati camerali.

A fronte delle attività di recupero saranno richiesti degli onorari o delle provvigioni per l’attività che possono essere concordati a seconda che l’incarico sia dato ad una società di recupero crediti o ad un avvocato sulla base di una percentuale sul credito riscosso, sull’importo del credito nominale, sulla base di forfait o sulla base delle ore lavorate.

Generalmente si concorda un prezzo di apertura pratica, molto basso, talvolta nulla ed una percentuale che a seconda degli scaglioni di credito definiti dalle politiche commerciali della società può variare dal 7% al 15% per la società di recupero crediti.

Le somme che sono incassate in misura inferiore al valore fiscalmente riconosciuto del credito andranno a stornare il valore del credito presente in bilancio facendo la dovuta distinzione:

Il valore fiscalmente riconosciuto del credito si abbatte delle svalutazione analitiche direttamente quantificate sul singolo credito e rilevanti fiscalmente nell’esercizio in cui sono rilevate nei limiti percentuali. Le eventuali svalutazioni forfettarie non abbattono invece il valore fiscalmente riconosciuto del singolo credito ma hanno rilevanza fiscale.

In sintesi possiamo dire che i crediti si svalutano ogni hanno alimentando un fondo svalutazione crediti ed ogni anno queste svalutazioni sono deducibili secondo alcuni limiti quantitativi annui (o,50% o 0,30% nel caso di enti creditizi e finanziari) definiti dal legislatore a seconda della tipologia di attività svolta (imprese commerciali ed enti creditizi o imprese di assicurazione).

Successivamente quando intervengono delle perdite su crediti queste andranno prioritariamente ad abbattere il valore del fondo svalutazione e solo successivamente per l’eccedenza andranno imputate a conto economico e saranno deducibili solo per il differenziale.

Se le somme recuperate saranno pertanto inferiori al valore fiscalmente riconosciuto del credito la parte eccedente andrà ad abbattere il valore del fondo svalutazione credito e l’eventuale parte eccedente sarà imputata in conto economico come un onere di gestione avente rilevanza fiscale e quindi deducibile.

Nel caso invece di recupero di crediti per somme superiori al valore fiscalmente riconosciuto la quota eccedente di storno del credito iscritto nello stato patrimoniale del creditore andrà imputata in conto economico come sopravvenienza attiva e come tale imponibile fiscalmente.

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2 commenti a “Recupero dei crediti insoluti in via giudiziale e stragiudiziale: l’incasso e le tasse”

  1. piancada says:

    Buongiorno!
    Vorrei sapere se le spede di un avvocat che fa la lettera per recupero crediti e a carico del debitore oppure del creditore.
    Grazie

  2. andy says:

    Nel momento in cui sostengo spese per il recupero del credito e le faccio valere in giudizio allora chiedo anche il risarcimento delle spese, ma se procede extragiudizialmente allora deve considerarle come da lei sostenute.

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