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Fattura elettronica non pagata: da quando decorrono gli interessi di mora

Vediamo da quando scattano gli interessi di mora o commerciali nel caso di fatture elettroniche rimaste imparate da parte del cliente per darvi qualche consiglio sulle modalità di gestione.

Data di esigibilità e di detraibilità dell’imposta

Nel processo di fatturazione elettronica restano valide le regole sin qui conosciute e che nel seguito si riportano in sintesi:
  • Lato Fornitore -soggetto emittente: la data di esigibilità dell’Iva è identificata nella sta di emissione della fattura ossia nella data riportata nella fattura indipendentemente dalla data di registrazione in contabilità. Non sono ammesse fatture retrodatate anche per chi non avrebbe alcun senso da parte dell’emittente. Questo così come definito negli articoli 21 e 21-bis del Testo Unico Iva o DPR n. 633/1972;
  • Lato cliente soggetto ricevente la fattura: in questo caso il diritto alla detrazione Iva decorre dalla data di ricezione attestata dai canali telematici di interscambio in cui vengono depositate le fatture. Nel caso in cui utilizziate il servizio dell’agenzia delle entrate lo troverete nell’area riservata.
Questi momenti identificano, salvo eventuali previsioni contrattuali che differiscono il termine di pagamento, il momento da cui il cliente ha diritto ad essere pagato per cui, in caso di inadempienze, determinano anche il momento da cui far partire gli interessi moratori.
Non parliamo di rifiuto della fattura elettronica ma di fattura non pagata. Per il rifiuto della fattura elettronica ho scritto un altro articolo e sconsiglio di fare ricorso al rifiuto per evitare di pagare la fattura.
Vi ricordo a tal proposito un importante chiarimento che pochi sanno. Dal 2013 infatti gli interessi di ora decorrono automaticamente indipendentemente dalla solita raccomandata. Sono sempre dell’avviso che una raccomandata o una PEC con il sollecito non faccia mai male ma anzi aiuti sempre in giudizio qualora ci si arrivi.
Quanto valgono gli interessi di mora e come si fa per farseli riconoscere nel caso in cui i vostri clienti faccio come al solito i furbetti e non vi pagano pur essendo trascorsi i termini di pagamento della fattura siano questi a vista, a 30, 60 o 90 giorni dal momento dell’emissione.

Fatture non pagate

Il riferimento normativo che consente l’applicazione degli interessi commerciali è che stabilisce semestralmente il tasso da applicare è il decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231. Attualmente per il periodo 1° gennaio -30 giugno 2018, è pari allo 0%, invariato rispetto al semestre precedente;

Tuttavia come spiegato nell’articolo dedicato all’applicazione degli interessi di mora a questa percentuale deve essere aggiunta la maggiorazione di otto punti percentuali prevista dallo stesso decreto n. 231/2002.

Tabella con gli interessi di mora

TABELLA dei TASSI DI MORA ex d.lgs. 231/2002
Dal Al Tasso
B.C.E.
Maggiora
zione
Totale
01/07/2002 31/12/2002 3,35% 7,00% 10,35%
01/01/2003 30/06/2003 2,85% 7,00% 9,85%
01/07/2003 31/12/2003 2,10% 7,00% 9,10%
01/01/2004 30/06/2004 2,02% 7,00% 9,02%
01/07/2004 31/12/2004 2,01% 7,00% 9,01%
01/01/2005 30/06/2005 2,09% 7,00% 9,09%
01/07/2005 31/12/2005 2,05% 7,00% 9,05%
01/01/2006 30/06/2006 2,25% 7,00% 9,25%
01/07/2006 31/12/2006 2,83% 7,00% 9,83%
01/01/2007 30/06/2007 3,58% 7,00% 10,58%
01/07/2007 31/12/2007 4,07% 7,00% 11,07%
01/01/2008 30/06/2008 4,20% 7,00% 11,20%
01/07/2008 31/12/2008 4,10% 7,00% 11,10%
01/01/2009 30/06/2009 2,50% 7,00% 9,50%
01/07/2009 31/12/2009 1,00% 7,00% 8,00%
01/01/2010 30/06/2010 1,00% 7,00% 8,00%
01/07/2010 31/12/2010 1,00% 7,00% 8,00%
01/01/2011 30/06/2011 1,00% 7,00% 8,00%
01/07/2011 31/12/2011 1,25% 7,00% 8,25%
01/01/2012 30/06/2012 1,00% 7,00% 8,00%
01/07/2012 31/12/2012 1,00% 7,00% 8,00%
01/01/2013 30/06/2013 0,75% 8,00% 8,75%
01/07/2013 31/12/2013 0,50% 8,00% 8,50%
01/01/2014 30/06/2014 0,25% 8,00% 8,25%
01/07/2014 31/12/2014 0,15% 8,00% 8,15%
01/01/2015 30/06/2015 0,05% 8,00% 8,05%
01/07/2015 31/12/2015 0,05% 8,00% 8,05%
01/01/2016 30/06/2016 0,05% 8,00% 8,05%
01/07/2016 31/12/2016 0,00% 8,00% 8,00%
01/01/2017 30/06/2017 0,00% 8,00% 8,00%
01/07/2017 31/12/2017 0,00% 8,00% 8,00%
01/01/2018 30/06/2018 0,00% 8,00% 8,00

Distinzione tra buon cliente e cattivo cliente

Questo significa che nonostante farsi pagare non sia facile potrebbe però diventare anche un’ottimo fonte di investimento laddove con quel cliente non si debba più lavorare. Nel caso del buon cliente mi limiterei ad informare della normativa che in pochi conoscono perchè pensano che si applichino solo gli interessi legali che, come sappiamo valgono piuttosto poco come nel seguito evidenziato. La cosa interessante è nella quantificazione degli interessi che, come vedete nel seguito assume un valore molto alto tale da rendere conveniente in alcuni casi applicarli rispetto a qualsiasi altro investimento. naturalmente il discorso è provocatorio ma non va sottovalutata come leva commerciale sia nel caso si intenda premere per farsi pagare da un cattivo cliente sia nel caso in cui si decida di abbandonare quel cliente ei voglia massimizzare il risultato economico relativo alla transazione commerciale avuto con lui.
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Tasse-Fisco
Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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