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Guida alla successione: cosa fare dalla dichiarazione in poi

Cosa fare nel caso della successione per morte di un parente, analizzata punto-per-punto, partendo dall’apertura e quindi dalla morte, al pagamento dell’imposta sulle successioni.
Può servire ai lettori per rispondere ad alcuni dubbi che sono stati posti nei commenti a post pubblicati nei mesi scorsi.

Ricostruzione dell’asse ereditario (successione erediataria)

Ricostruire l’asse ereditario del defunto significa verificare la presenza di eredi tra i parenti o di legatari, ossia persone citate in un testamento che potranno beneficiare di beni per volonta’ del defunto.

La ricerca del testamento del de cuius

Si dovrà chiaramente verificare l’esistenza o meno di un testamento olografo, o registrato presso il pubblico registro degli strumenti.

Ricostruzione del patrimonio del defunto al momento dell’apertura della successione

Si dovra’ ricostruire il complesso patrimoniale del defunto contattando per esempio il suo commercialista o vedendo nei suoi documenti se esistevano persone che curavano i suoi interessi. Fare una visita al catasto o alla camera di commarcio per verificare se era titolare rispettivamente di propieta’ immobiliari, terreni oppure partecipazioni in societa’. Verificare inoltre con la banca la situazione dei conti correnti, l’esistenza di polizze vita, fondi di investimento, ecc.

Convenienza ad accettare l’eredita

Successivamente si rendera’ necessario verificare se sarà conveniente accettare o meno l’eredità, o se accettarla con beneficio di inventario o fare rinuncia all’eredità. L’eredita’ prima di tutto e’ il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che facevano capo al defunto  anche se più in avanti prenderemo in considerazione la composizione dell’asse ereditario e dell’attivo patrimoniale che era del defunto, in quanto esistono anche tipologie di beni di diritto che si trasmettono in maniera differente in capo agli eredi.

Sarà importante anche prendere in considerazione alcune caratteristiche, come per esempio il luogo dell’apertura della successione ossia il momento effettivo della morte del defunto.  Le due modalità principali di trasmissione dell’eredità  sono per testamento o secondo le regole definite come vedremo in seguito e scandite dal codice civile in tutti i passaggi.
Le disposizioni testamentarie comunque non possono ledere i diritti che il codice civile riserva a alcune figure importanti dell’asse ereditario del defunto ossia dei figli oppure del coniuge e quindi i parenti sia ascendenti e discendenti in linea retta.

Cosa fare al momento dell’apertura della successione

Al momento della morte del defunto e’ necessario prima di tutto verificare se vi sia un testamento presente fra la documentazione personale del defunto e che può essere un testamento di tipo olografo, ossia scritto da parte del defunto di sua mano, oppure anche attraverso un testamento che sia stato  registrato presso il registro generale dei testamenti. È bene quindi fare sempre un passaggio presso il registro generale dei testamenti per verificare che non sia stato precedentemente registrato anche se devo dire e’ piuttosto raro che in quanto molto spesso più facile rinvenire un testamento all’ interno della documentazione personale. Da ricordare comunque che qualora troviate il testamento del vostro caro, sia che sia olografo sia che sia testamento segreto, ricordiate che per farlo valere dovete farlo pubblicare davanti a un notaio, in caso contrario infatti non potete far valere i vostri diritti nei confronti di terzi…

Ricostruzione dell’asse ereditario

Successivamente è necessario, come abbiamo detto precedentemente, ricostruire l’asse ereditario, ossia stabilire se fra gli eredi citati nel testamento e quelli legittimi se ci siano cambiamenti rispetto alla situazione reale.
Vi consiglio, qualora pensiate che vi siano dei parenti che al momento dell’apertura della successione (momento della morte) possono impadronirsi in maniera anche illecita di beni del defunto, di richiedere l’apposizione dei sigilli sui beni che rientrano nell’asse ereditario mediante apposita istanza.
Per far questo sarà necessario presentare un’istanza per la nomina di un notaio che avrà il compito non solo di ricostruire l’asse ereditario ma anche quello di creare un vero e proprio inventario del patrimonio che il defunto. Inoltre vi segnalo che vi sono anche una serie di deduzioni nell’attivo ereditario dall’asse ereditario o almeno beni o valori su cui non si paga l’imposta sulle successioni.

Accettazione o meno dell’eredità con beneficio di inventario e rinuncia amletica

Rispetto all’apertura della successione, l’accettazione dell’eredità non è un qualcosa di obbligatorio, in quanto l’erede può accettarla sia rinunciarvi e ci sono anche diversi modi per accettare l’eredità. Sia chiaro che nel momento in cui accettate l’eredità  manifestandolo (in maniera espressa, per atto pubblico, o in maniera implicita attraverso il compimento di atti volti a subentrare anche nei rapporti passivi che il defunto aveva nei confronti terzi) questo non sempre rappresenta una scelta conveniente, in quanto ci possono essere delle sgradite sorprese…
Per cui anche un semplice incasso dell’assegno fatto per pagare un debito del defunto può essere un segnale di accettazione dell’eredità che, seppur non effettuata per atto pubblico, manifesta la volontà degli eredi  di accettarla!
Inoltre qualora non si accetti l’eredità con beneficio di inventario il vostro patrimonio viene “confuso” con quello del defunto, e quindi qualora il defunto avesse avuto un debito di 1 milione di euro quel debito sarà adriatico prima di tutto con un attivo patrimoniale dell’decuplicasse e poi con il vostro.
Con il beneficio di inventario invece, eventuali debiti ereditari saranno soddisfatti con indirizzo dell’attivo ereditario del defunto.

Per l’accettazione dell’eredità avrete disposizione 10 anni di tempo, per cui sappiate che potrete sempre effettuare le vostre indagini prima di accettarla… tuttavia dovrete prendere in considerazione che eventuali terzi interessati ad accettarla subito potranno presentare un’istanza presso il tribunale competente per il luogo di apertura della successione (ultimo domicilio del de cuius) e potranno richiedere un termine entro cui gli eredi dovranno accettare, o superato tale termine gli eredi delegati che non avranno espresso accettazione annichilita ne perderanno definitivamente il diritto. Dal lato opposto eventuali creditori del defunto potranno rivalersi nei confronti dell’attivo patrimoniale presentando anch’essi istanza al giudice, ossia non è che l’inerzia da parte degli eredi delegati possa pregiudicare diritti di credito vantati dei creditori del defunto nei confronti del patrimonio di questo e nel caso di finire un’eredità che possiamo definire come giacente, in quanto nessuno esplicitamente accetta l’eredità e quindi non si accolla nemmeno e dibiti che dovrebbero essere soddisfatti.

Molto importante è anche il calcolo della quota legittima di cui parenti, coniuge e figli hanno diritto in presenza o meno di un testamento.

Potete anche leggere l’articolo dedicato alla compilazione della denuncia di successione che attiene ad un momento successivo rispetto a quelli affrontati nel presente articolo.

La denuncia o dichiarazione di successione

Alcune novità sono in vista dal 2015 per effetto dell’articolo 11 del Decreto semplificazioni che vi consiglio di leggere nell’articolo dedicato esclisivamente alla denuncia o dichiarazione di successione alla sua compilazione. Le parole in azzurro sono link di approfondimento che vi portano nell’articolo.

Quanto si paga a titolo di imposta sulle successioni

Importante: consiglio di vedere anche alcuni aspetti di non poco conto come il calcolo dell’imposta sulle successioni e la donazione o successione di prime case che trovate in questi articoli di approfondimento.

Come si calcola il grado di parentela

Non vergognamoci a dirlo ma io prima di studiare diritto privato non sapevo come calcolarlo per cui vi segnalo l’articolo scritto sul calcolo del grado di parentela finalizzato non solo alla verifica del diritto alla leigittima o ad una quota ereditaria ma anche per il calcolo dell’imposta di successione.

Le cartelle di pagamento del defunto: come gestirle

Leggete l’articolo di approfondimento dedicato alla gestione delle cartelle di pagamento del defunto in quanto i casi in cui vi capita di trovare una sfilza di cartelle di pagamento in capo al de cuius non è una cosa rara…tuttaltro da quello che leggo. Del resto sono cartelle di pagamento spesso originatesi in anni in cui mi ricordo che con tranquillità al bar si diceva che tanto le multe non si pagano….:-) Ecco ora si vede finalmente chi aveva ragione e chi dovrà pagare un conto salato.

La dichiarazione dei redditi del defunto: chi la deve compilare?

Leggi l’articolo dedicato alla dichiarazione dei redditi 730 o Unico del defunto in cui troverete le persone obbligate alla presentazione della dichiarazione e alla compilazione e le tempistiche per la trasmissione telematica.

Cosa entra nell’attivo ereditario

Ho scritto un nuovo articolo dedicato all’identificazione di cosa entra nell’attivo ereditario per fornire ulteriori chiarimenti all’identificazione dei beni da inserire nella dichiarazione di successione.

6 commenti

  1. Spett.le Tasse e Fisco, sono Assunta, ho da poco perso mio marito, con il quale ero comproprietaria di due appartamenti ed un deposito per un valore indicativo totale di € 210.000,00 circa, non essendoci testamento devo dividere l’eredità con i miei 4 figli. Io credo che la metà dei beni è già di mia proprietá mentre l’altra metà andrebbe divisa così:1/3 a me come moglie, e 2/3 ai miei 4 figli divisa in parti uguali.
    Riepilogo: € 105.000,00 + 35,000,00 alla moglie e € 70.000,00 ai 4 figli in parti uguali pari a € 17.500,00 ad ognuno.
    Correggetemi se sbaglio. Gradirei una Vs. Risposta e ringrazio.

  2. casa e mutuo cointestati con una persona deceduta. gli eredi non hanno ancora avviato la successione, anche se non sono un erede posso fare un’istanza per accelerare i tempi?

  3. I suoi fratelli maggiori hanno diritto alla loro quota legittima anche sui beni mobili

  4. Dopo la morte di mia mamma da nudo proprietario sono ridiventato proprietario pieno della casa di abitazione, lasciatami nel 94 da mio padre. non avendo mia no mamma fatto testamento i miei fratelli maggiori ora chiedono di dividere tutti i beni mobili presenti all’interno della casa. possono farlo ? e io che doveri/obblighi ho nei loro confronti? e inoltre quanto tempo per legge deve passare prima di poter affermare definitivamente che mia madre non ha fatto testamento ?
    sarei lieto se mi date una risposta….

  5. avendo ricevuto in donazione da mio padre la casa in cui abbiamo la residenza posso usufruire delle agevolazioni prima casa?mia madre e mio fratello risiedono altrove,la donazione e stata fatta nel 2004.Grazie.

  6. Pongo una questione che credo di interesse generale: se il “de cuius” ha sì fatto testamento e ciò nei termini di legge (legittima e disponibile), ma poi nei mesi immediatamente precedenti la dipartita ha trasferito a terzi tutta la liquidità in suo possesso (compresi titoli, azioni e diritti reali) e parlo di semplice trasferimento, non di pagameno di debiti e/o di obbligazioni dimostrabili, giungendo quindi a morte in condizione di indigenza e pertanto quanto stabitito in testamento non trova riscontro alle volontà del “de cuius” per assenza di fondi da assegnare, è attuabile una azione degli eredi testamentari per la reimissione in asse ereditario di quanto trasferito a terzi senza motivazione?
    Grato per un riscontro.
    Giovanni

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