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Nuovo redditometro: Come fa il Fisco a controllare le nostre spese

scadenza 730Ai fini del nuovo redditometro la domanda che mi sono posto è come fa il Fisco a sapere le spese che sostengo e da queste ricavarne il mio reddito minimo presunto e come tale il mio reddito minimo accertabile. Il funzionamento del redditometro parte da un presupposto semplice e come tale inattaccabile: quello che spendo è quello che minimo dovrò avere per potermelo permettere, ossia quello che spendo lo devo aver prodotto da un reddito imponibile da tassare o già tassato precedentemente. Ad alcune spese applica poi dei coefficienti di moltiplicazione per arrivare alla quantificazione supponiamo del reddito imponibile derivante da una porshe prendendo anche in considerazione degli elementi qualitativi che possono rettificare il valore come l’anno di immatricolazione e l’anno di utilizzo, oltre che la percentuale di proprietà.

La somma dei redditi imponibili derivanti dal singolo bene (macchine, moto case, premi assicurativi ecc) determinerà il reddito presunto.

Il reddito presunto è la base su cui calcolare il 20% che evidenzia il tetto al di sotto del quale per il fisco esisterebbe materia imponibile da attrrarre a tassazione perchè non dichiarata ed oggetto di richiesta di informazioni.

L’80% del reddito presunto infatti rappresenta il reddito minimo accertabile al di sotto del quale l’agezia delle entrate si attiverà per la richiesta di informazioni obbligatorie da inviare al contribuente.

In tal senso possiamo dire che al di là della determinazione dei coefficienti con cui sono moltiplicati i valori relativi ai singoli beni e che possono essere oggetto di disputa in contenzioso possiamo dire che il Fisco ci dà un margine del 20% al di sotto del quale non si attiva.

Tuttavia ci si chiede allora come faccia a sapere quali sono le spese ed i costi che sosteniamo e come li faccia a rintracciare.

La risposta sono le informazioni che diamo con le nostre dichiarazioni dei redditi 730: nel corso degli articoli dedicati alle detrazioni che sono effettuate nella dichiarazione dei redditi potete approssimativamente calcolare quale sia stato l’effettivo esborso finanziario sostenuto nell’anno di imposta: un chiaro esempio sono le detrazioni per gli interessi passivi sostenuti per il mutuo sull’abitazione principale, oppure per le movimentazioni nella composizione dei nostri beni immobiliari come l’acquisto di terreni, fabbricati, immobili sia in Italia sia all’estero che andremo ad inserire nel quadro appositamente predisposto. Anche le imposte di registro che versiamo sono un indice di quanto abbiamo pagato per acquistare il singolo bene immobile  e che alimentano il reddito minimo presunto e quindi il redditometro. A questo si vanno ad aggiungere le informazioni che il fisco genera dall’incrocio tra dati reddituali e dati contenuti nei pubblici registri per la trascrizioni di atti.

Anche quando acquistiamo un’auto nuova o un ciclomotore o un natante per esempio dobbiamo effettuare l’iscrizione al PRA o pubblico registro automobolistico ma esistono anche i registri navali. In questi casi anche il Fisco è a conoscenza delle movimentazioni e può, sulla base delle assunzioni insiste nei coefficienti di moltiplicazione applicati, rideterminare il reddito da queste prodotte di cui dovrebbe essere titolare il soggetto e che dovrebbe emergere dalla dichiarazione dei reddito 730 o modello unico. Considerando che i beni acquistati prima di tutto dagli italiani sono le case e le auto l’agenzia delle entrate è dotata di serie storiche che permettono anche di stimare le spese di manutenzione che potrebbero essere state sostenute per la manutenzione e che rientreranno anch’esse nel calcolo.

Nel caso di acquisti di immobili invece abbiamo qualche problema in quanto nella stragrande maggioranza dei casi l’acquisto di un immobile non avvalorato da interessi passivi in dichiarazione dei redditi molto probabilmente attiverà la richiesta di informazioni da parte del fisco e che molto spesso si sostanzia nella risposta “Me li hanno dati i miei genitori” come spesso avviene anche se per una quota parte o dell’intero valore dell’immobile. In questo caso andrà giusitifcato pertanto vi consiglio sempre di mantenere gli estratti conto bancari per giusiticare la provenienza di quelle disponibilità. Fate una cartella sul PC o scansionate il cartaceo ma tenete gli estratti contro in modo da dimostrare che quei soldi erano una donazione dei genitori o il cumulo di tanti regali degli anni passati sempre da provare con gli estratti conto.

Lo stesso può accadere quando riscattiamo gli anni di laurea all’INPS in quanto ormai l’agenzia delle entrate e l’INPS comunicano con maggiore velocità e si può stabilire, anche perchè l’importo dei contributi versati viene anche indicato in dichiarazione, risalire all’importo versato e quindi anche al reddito che avrebbe dovuto essere stato prodotto e tassato per far fronte a questo esborso.

Stessa cosa avviene per i premi di assicurazione che versiamo solo che in questo caso l’incrocio avviene con i dati che le compagnie di assicurazione sono costrette a comunicare all’anagrafe tributaria rispetto ai nuovi contratti stipulati, premi di assicurazioni, sinistri liquidati e anche i premi relativi alle polizze vita.

E lo stesso avviene nel caso di contributi versati a colf a colf badanti, baby sitter e badanti solo che in questo caso l’incrocio avverrà con i dati a disposizione dell’INPS e con l’importo che i contribuenti inseriscono tra le detrazioni possibili all’interno del quadro RP o RE del 730 o del modello Unico.

Dal punto di vista della compravendita di titoli, azioni, partecipazioni, quote e simili possiamo fare una distinzione. In questo caso dalla dichiarazione difficilmente emerge un dato, in quanto il prelievo viene effettuato alla fonte dalla società di gestione, banca, istituto creditizio o altro. Tuttavia il fisco recepisce le informazioni che servono ai fini del redditometro grazie alle comunicazione a cui sono soggetti gli istituti di credito e le società di gestione che sono obbligate a comunicare all’anagrafe tributaria eventuali movimentazioni.

Altre spese indicate nella dichiarazione dei redditi come oneri detraibili rientrano tout court nel calcolo del redditometro per il 100% del loro importo (non per il 19% detrabile) come per esempio le spese mediche, le spese scolastiche, le spese per il risparmio energetico del 55% o le spese di ristrutturazione edilizia del 36% e tutte quelle indicate nell’articolo dedicato all’elenco delle detrazioni e deduzioni nel 730 o in Unico.

Qualora aveste intenzione di non indicarle in dichiarazione sappiate che vi sono sempre tracce che permettono al fisco di rintracciarle o perchè voi le indicate in dichiarazione o operchè sono oggetto di specifica comunicazione in capo ai fornitore che vi hanno venduto il bene o prestato il servizio. Per esempio mandare il figlio in una scuola prestigiosa dalle alte rette scolastiche non indicare la retta potrebbe solamente ridurre le possibilità in quanto a seguito di richieste di informaizoni dirette alla scuola sarebbe facile risalire al reddito presunto del contribuente.

Un caso particolare che mi è capitato fu anche l’acquisto di opere d’arte che non sapevo fossero oggetto anche queste di trascrizione in registri appositi per i venditori di beni usati.

Laddove non siano presenti obblighi specifici di comunicazione come nel caso dell’anagrafe trivuaria vi potrà essere la possibilità dell’agenzia delle entrate di rintracciare il dato informativo mediante questionari appositi ai vostri fornitori.
Aggiornamento Novembre 2012: l’agenzia delle entrate ha rilasciato la nuova versione anonima del redditest per il calcolo del redditometro da compilare autonomamente e gratuitamente.

Ma queste sono solo alcune delle spese: ho provato a redgere un articolo più completo anche sulla base delle vostre segnalazioni intitolato le 100 voci del redditmoetro sotto controllo dell’agenzia delle entrate in cui ne trovate molte di più. Intendiamoci con il perfezionamento dello strumento no è più come prima, ossia distorto. Lo strumento può essere combattutto con minore difficoltà se siete in buona fede.

ATTENZIONE: LEGGERE SOTTO A tal proposito vi segnalo che nei prossimi giorni probabilmente partiranno i questionari sul redditometro relativo all’anno di imposta 2007 (il cui termine prescrizionali di accertamento scadrebbe casualmente quest’anno) per cui vi indico che potete scrivere all’indirizzo di posta elettronica del sito e posso darvi assistenza relativamente:

    1. Compilazione del questionario sul redditometro inviatovi dall’agenzia delle entrate;
    2. Compilazione del redditest on line;
    3. Gestione del colloquio eventuale con l’agenzia delle entrate;
    4. In ultima istanza predisposizione del contenzioso dinnanzi alle Commissioni Tributarie competenti
Saluti e spero al solito di esservi stato utile

Articoli di approfondimento:

Auto e Redditometro Elenco voci possibili controllate del redditometro
Spese e redditometro

2 commenti

  1. Se sono tassati alla fone non avrai problemi, tuttavia questo non è proprio il post giusto dove postare il commento. Per la tua domanda invece puoi fare riferimento all’articolo dedicato alla guida alla compilazione del 730 in cui troverai anche i casi di obbligo alla dichiarazione del redditi o i casi di esclusione dalla dichiarazione.

  2. Chi non ha redditi di nessun tipo (quindi non ha nemmeno proprietà immobiliari) esclusi quelli provenienti da titoli azionari deve presentare una dichiarazione dei redditi, considerando che i dividendi sono tassati alla fonte e percepiti al netto di tasse?

    C’è magari qualche soglia sopra la quale si dovrebbe presentare quealche modello di dichiarazione?

    Grazie,

Per domande su casi specifici o personali, CLICCA QUI
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