HOMEPAGE / International-taxation / Ravvedimento operoso non residenti o iscritti all’AIRE

Ravvedimento operoso non residenti o iscritti all’AIRE

ravvedimento-operoso-estero-aireVediamo come si effettua il calcolo del ravvedimento operoso per i contribuenti residenti fiscalmente all’estero o iscritti all’AIRE partendo dalla domanda di un lettore e dai chiarimenti che gli abbiamo fornito.

Domande del lettore

Il quesito di oggi ci viene posto da un soggetto (che chiameremo Mister X) che ha la residenza in Italia (non essendo iscritto all’AIRE) e il domicilio in Francia dal 2007. Anticipiamo che l’ambito di applicazione dell’esempio  si estende anche nell’ipotesi di residenza in Italia e domicilio in altro paese della Comunità Europea e del SEE. Tale domicilio non è stato dichiarato in Italia in quanto Mister X è ospite della sua compagna.

Non è iscritto all’AIRE e, come attività professionale, è (i) socio al 50% di una ditta in Francia (corrispondente a una società semplice italiana) e (ii) socio al 50% di una società commerciale in Germania. In tale Paese, ove opera dal 2012, non percepisce alcuno stipendio e ad oggi i suoi dividendi non stati ancora incassati.

Mister X, naturalmente, presenta delle dichiarazione dei redditi sia in Francia (dal 2007 come ditta e come privata), sia in Germania (dal 2012 come ditta). In Italia non dichiara nulla dal 2007. Mister X a questo punto si chiede se sia mai stato soggetto ad obblighi fiscali in Italia e, in caso di risposta affermativa, se possa ravvedere i periodi pregressi.

Risposta alla domanda

Non essendo iscritto all’AIRE, il soggetto doveva dichiarare in Italia (tramite Modello Unico) e versare gli utili conseguiti sia in Francia che in Germania. La stessa fattispecie è indipendente dal fatto che si tratti di compagna, moglie, marito separata o divorziata.

Se invece si fosse iscritto all’AIRE avrebbe avuto la possibilità di dimostrare la residenza.

Come regolarizzare gli eventuali omessi o ritardati versamenti delle tasse o imposte

Nel caso di specie, comunque, è possibile procedere alla regolarizzazione dei periodi ancora accertabili, attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, fino alla scadenza del termine dell’accertamento, versando la sanzione ridotto ad un sesto del minimo (art. 13, comma 1, lettera b-ter) del D.Lgs. n. 472/1997).

Un sesto perché proprio per questo esempio è la soluzione ma come potete vedere dalla tabella che di seguito si riporta la misura della sanzione dipende come al solito dal momento in cui vi ravvedete rispetto a quando l’imposta sarebbe stata versata.

Nel seguito la tabella con la percentuale delle sanzioni da applicare:

Termine della regolarizzazione dell’omesso, carente o errato versamento
Riferimento
normativo
(art. 13, co. 1, Dlgs 472/97)
Nuovo ravvedimento
Riduzione sanzione
(dall’1/1/2015)
Vecchio ravvedimento
Riduzione sanzione
(fino al 31/12/2014) 
Entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore lettera a-bis) sanzione ridotta a 1/9 del minimo edittale
__
Entro 90 giorni dalla data di scadenza per la presentazione della dichiarazione 1) lettera c) sanzione ridotta a 1/10 del minimo edittale
Entro 1 anno dall’omissione
o dall’errore 2)
lettera b) sanzione ridotta a 1/8 del minimo edittale
Entro 2 anni dall’omissione
o dall’errore
lettera b-bis) sanzione ridotta a 1/7 del minimo edittale
__
Oltre 2 anni dall’omissione
o dall’errore
lettera b-ter) sanzione ridotta a 1/6 del minimo edittale
__

La possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso, anche senza un termine finale, è preclusa se il sostituto ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate le comunicazioni di irregolarità ex art. 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/1973.

Se avete altri casi li potete indirizzare all’indirizzo di posta del sito.FD

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.