Il nuovo modello ISEE per la scuola e anche per altre finalità conoscerà un nuovo calcolo in virtù delle modifiche ad opera del Governo Monti che con il Decreto Salva Italia ha inteso riformare lo strumento più utilizzato dagli italiano soprattutto per accedere a determinati servizi o spuntare una tassazione più bassa nell’ambito di servizi sociali come iscrizione a scuole pubbliche, asili, università, e tanti altri. Quante volte nella vita di tutti i giorni ci viene richiesto di presentare il cosidetto modello ISEE per accedere in maniera agevolata ad alcune prestazioni sociali nelle più svariate forme, dai bonus tipo Social Card o bonus elettrico alle agevolazioni come assegni per il nucleo familiare, prestazioni a sostegno della maternità o del diritto allo studio (es. tasse universitarie), agli asili nido e altri servizi socio-educativi per l’infanzia, alle mense scolastiche e altri servizi socio-sanitari (esenzione ticket) e assistenziali (es. reddito di cittadinanza, minimo vitale) per arrivare al trasporto pubblico locale (es. scuola bus) e tributi locali fino ad arrivare alla formulazione graduatorie per il pubblico impiego (ex art. 16 L. 56/1987)?

Allora il cittadino che fa? Perché non può calcolarselo da solo questo indicatore, si rivolge pertanto ad un patronato o Caaf  per ottenere, fornendo idonea documentazione, la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) che è un’ autocertificazione contenente appunto l’ISEE.
Per dare un quadro più chiaro dell’entità del fenomeno basti pensare che in Italia si compilano quasi 7 milioni di dichiarazioni all’anno (stando al Rapporto ISEE 2010 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali).

Ma che cosa è il Modello ISEE o ISEEU
E’ un indicatore che si sostanzia in un valore reddituale unico indice della capacità reddituale (e dovrebbe rappresentare anche quella patrominiale) Vediamo di capirlo insieme. L’ISEE è l’indicatore sintetico del reddito familiare che viene utilizzato per determinare il se e il quantum di partecipazione alla spesa per le prestazioni sociali dovuto da ciascun cittadino.

La sua introduzione risale alla legge 449 del 1997, oggi il Decreto Salva Italia all’art.5 si pone l’obiettivo di rendere questo indicatore più rappresentativo della situazione economica reale della famiglia, rafforzando la rilevanza degli elementi di ricchezza patrimoniale e della percezione di somme anche esenti da imposizione fiscale.

Questo avviene perché nella continua lotta all’evasione fiscale non è raro trovare situazione di richiesta di agevolazioni fiscali, bonus sconti esenzioni da parte di famiglie che hanno una capacità non solo reddituale ma anche patrimoniale notevole eppure riescono a spuntare il beneficio grazie ad una diversa composizione del patrimonio più difficile da rintracciare rispetto all’indice reddito come stipendio o altro o l’intestazione di beni a società o altri ecamotage che fanno risultare il nucleo familiare poco abbiente rispetto alla reale ricchezza.

Per il calcolo dell’ISEE si teneva conto della situazione reddituale e patrimoniale (con riguardo a patrimonio mobiliare e immobiliare) con degli abbattimenti legati a case di prima abitazione e risparmi e parametrando il dato ottenuto con la numerosità del nucleo familiare, la presenza di minori, disabili o anziane e che avete avuto modo di leggere nell’articolo dedicato proprio alla compilazione del modello ISEE o ISEEU.

In quali casi viene richiesto l’ISEE e per quali agevolazioni fiscali
L’ISEE
viene richiesto come sopra evidenziato in svariati casi come per esempio l’iscrizione dei bambini a scuola, la richiesta di assegni per il nucleo familiare, l’identificazine della fascai di reddito delle rette scolastiche ed universitarie e qudini la riduzione delle tasse scolastiche ed universitarie, ma anche nel caso di rhciesta della social card, o la richiesta di servizi sociali, sanitari e di assistenza.

Come si calcola l’ISEE
Tale indicatore si basa su una serie di parametri che prendono in considerazione sia la capacità patrimoniale (che ha un peso però solo del 20 per cento sul risultato finale) sia quella reddituale media (che ha un peso maggiore rispetto alla determinazione del valore ISEE) attraverso 3 macro aggregati che vedete di seguito.

Reddito da lavoro dipendente o libero professione
Per calcolare l’indicatore ISEE si prende in considerazione prima la somma  di tutti i redditi indicati ne modello Unico al quadro RN rga RN1 se compilate il modello unico o il rigo rigo 6 del Modello 730-3 oppure il reddito riportato nel modello CUD nella sezione B.

Reddito derivante da valori mobiliari
A questo risultato sommiamo anche e nostre consistenze mobiliari e vi dico come:
La cosa mi lascia perplesso ma dovremmo comunicare anche il valore della consistenza del nostro cono corrente bancario postale o di deposito al 31 dicembre dell’anno precedente sia conti di deposito sia conti correnti. Non capisco tuttavia come possa comunicare un dato del conto in banca come quello al 31 dicembre che, supponiamo deriva da ricavi della libera professione dell’anno precedente e che dovranno essere tassati a giugno.

Per quello che concerne i prodotti finanziari gestiti da sgr e simili dovranno essere indicati i codici identificativi dei soggetti gestori dei fondi o degli strumenti.

A questo dovranno essere aggiunte eventuali azioni, partecipazioni, quote di srl e simili titoli di stato, fondi comuni di investimento, e simili.

Inoltre dovranno essere indicati anche i premi versati nell’anno per polizze assicurative sulla vita e di capitalizzazione eccetto quelli riscattabili alla data.  La somma di questi  valori ossia della consistenza del portafoglio titoli personale se così vogliamo chiamarla andrà moltiplicata per il rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro.  Da questi valori si dovrà sottrarre il canone di affitto pagato ne corso dell’anno ma con un limite  massimo.
Il risultato di tali somme dà luogo all’ISR o indicatore della situazione reddituale.

Reddito derivante dalle proprietà immobiliari
Il modello ISEE inoltre prende in considerazioni anche il patrimonio immobiliare al fine di determinare anche l’ISP o indicatore situazione patrimoniale.
Si sommerà pertanto il valore di ogni proprietà immobiliare ed ogni dirittto reale vantato su di essi come nel caso usufrutto, uso, abitazione, ecc di cui siete titolari al 31 dicembre dell’anno precedente. Per ciascuna unità immobiliare si indicherà la tipologia dell’immobile, la rendita non rivalutata del 5% come avviene per l’ICI o IMU, la quota di proprietà, l’eventuale mutuo residuo che ci grava sopra, l’unità utilizzata come abitazione principale. Una volta ottenuto il valore del reddito derivante dalla somma delle proprietà immobiliari si dovrà poi moltiplicarlo per i moltiplicatori definita a seconda del numero dei componenti del nucleo familiari che prevedono per un componente un coefficiente unitario, due componenti il valore di 1,57, per tre il valore di 2,04, per quattro il valore di 2,46, per cinque il valore di 2,85. In presenza di figli minori si avrà diritto ad una decurtazione di 0,2 come nel caso di nucleo mononucleari ossia formati da un’unica persona. Per famiglia più numerose invece si applica un incremento di 0,35 per ogni componente aggiuntivo, anche se ci sono dei correttivi a seconda di situazione specifiche.

Discorso a parte meritano i terreni agricoli il cui reddito dominicale sarà rivalutato del 25% ed il coefficiente di moltiplicazione pari a 75.

Il risultato di questi due indicatorei viene poi suddiviso per il numero dei componenti del nucleo familiare secondo questa scaletta anche se esistono dei correttivi a seconda delle classi di reddito inferiori:

  • Nucleo familiare con un solo soggetto: il valore dato dalla somma dei due indici non viene suddiviso
  • Nucleo familiare con due soggetti: il valore viene suddiviso per 1,57
  • Nucleo familiare con tre soggetti: il valore viene suddiviso per 2,00
  • Nucleo familiare con tre soggetti: il valore viene suddiviso per 2,04
  • Nucleo familiare con quattro soggetti: il valore viene suddiviso per 2,46

A cosa serve l’ISEE? Quando viene richiesto
Se uno dei principi costituzionali e caposaldo del diritto tributario è che ogi cittadino deve contribure in relazione alla propria capacità contributiva va da sé che eventuli agevolazioni , sconti di imposta, pagamenti di rette, prestazioni sociali o sanitarie dipenderanno a loro volta dalla loro capacità contributiva che siteticamente viene determinata proprio dall’ISEE. Tanto per fare un esempio da tale indicatore di economicità del conribuente dipendono per esempio l’attribuzione della fascia di reddito per il pagamento delle rette universitarie, le borse di studio, i buoni pasto universitari o anche i testi gratuiti, l’accesso agli asili nido e la possibilità di fruire della mensa scolastica, eventuali esenzione sui trasporti locali, gli assegni di maternità, la spettanza dell’assegno per i nuceli familiari, o il bonus visto lo scorso anno per la social card, ma anche l’esenzione per le prestazioni sanitarie che prevedono il pagamento del ticket.

Cosa cambia con la riforma Monti?Si prevede che Presidenza del Consiglio avrà facoltà di rivedere i criteri dell’ISEE entro il 31 maggio 2012, sentite le commissioni parlamentari competenti. Essenzialmente si dovranno rivedere, i criteri di calcolo del modello attribuendo dei pesi differenti alle diverse voci che compongono il calcolo e ridefinendo le agevolazioni fiscali, benefici e le prestazioni a cui applicare il nuovo ISEE dal gennaio 2013.
Le due nuove variabili da tenere a mente e che palsmeranno il nuovo calcolo ISEE saranno quello di deifnire per il trmaite di un nuovo regolamento l’effettiva ricchezza patrimoniale e le eventuali somme di denaro percepite in esenzione dalle imposte o tasse. Si rivedreanno in senso faverevole anche gli indciatori per famiglie con oltre due figli o con disabili e casa e anche possibilmente eventuali condizioni economiche disagiate dei figli.

Non sappiamo ancora come si orienterà la revisione dei parametri, ma l’intento è chiaro già da oggi, almeno in teoria, ovvero rendere l’ISEE uno strumento che ponderi meglio la “disponibilità economica” alla composizione del nucleo familiare considerando in misura più pesante la componente patrimoniale oltre a quella reddituale.

Potrebbero pertanto rientrare anche introiti non risultanti da IRPEF che ad oggi sono esclusi (quali ad esempio indennità da invalidità, pensioni sociali o compensi di piccola entità ottenuti a vario titolo)

Sembrerebbe emergere dal testo del decreto quasi l’intenzione di allargare nei fatti l’utilizzo dell’ISEE ad una serie di situazioni oggi non previste e soprattutto escludere dall’accesso a tali agevolazioni i soggetti in possesso di un ISEE superiore ad una soglia da individuare.

Si parla di “agevolazioni fiscali e tariffarie”, che potrebbero rappresentare una consistente novità (soprattutto in materia tributaria dove non ci sono precedenti) e “provvidenze di natura assistenziale” che non è ben chiaro come possano essere “agganciate” all’ISEE venendo queste corrisposte, nella maggior parte dei casi, indipendentemente dalla situazione economica del soggetto che ne beneficia.

Ma per capire come si orienterà la riforma possiamo solo aspettare i chiarimenti ed i provvedimenti applicativi che di qui a poco usciranno e che potrete trovare nel presente post.
Aggiornamenti
Leggi anche l’articolo dedicato al nuovo modello ISEE del Governo Monti dal 2012
Elementi calcolo Modello ISEE