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Acconto Irpef Novembre 2018: Calcolo, Versamento, Codice tributo, trattenuta busta paga

Entro il 30 novembre il datore di lavoro tratterrà nella busta paga del dipendente il secondo acconto Irpef e qui vediamo come effettuare il calcolo e procedere al versamento.

Il datore di lavoro nel flusso degli stipendi del mese e quindi nella busta paga che vi sarà recapitata entro il 27 del mese effettuerà la trattenuta Irpef a titolo di ritenuta d’acconto che dovrà quadrare con quanto dichiarato nel 730 pre compilato o Modello 730/4.

Se ritenete che nel prossimo anno avrete minori redditi vi anticipo che potrete rifarvi ad un metodo previsionale che vi farà risparmiare qualcosa sul versamento del secondo acconto proprio sulla base della previsione futura. Attenzione però a non sbagliare in quanto sarete sanzionati per il differenziale tra importo previsto e importo poi effettivamente calcolato.

L’Irpef trattenuto nella busta paga e che vi troverete come componente di reddito da portare in decurtazione del reddito sarà poi versata dal datore di lavoro con il modello F24 ed entro la scadenza del 16 dicembre 2017. Lo stesso varrà anche per gli anni successivi.

Calcolo dell’acconto Irpef

Per quello che riguarda le modalità di determinazione dell’acconto sappiamo che il secondo di novembre è pari al 60% del saldo determinato a giugno. In quella sede infatti il primo acconto Irpef era pari al 40% del saldo.

La determinazione, come abbiamo avuto modo di scrivere nell’articolo dedicato al Calcolo dell’Acconto Irpef, può essere effettuata sia con il metodo storico, ossia in base ad una percentuale fissa da applicare all’ultima liquidazione del mese precedente (novembre) o trimestre precedente (giugno-settembre).

potrà essere utilizzato anche un metodo previsionale basata per l’appunto sulla previsioni per esempio di minori redditi o maggiori deduzioni o detrazioni d’imposta.

Il secondo acconto IRPEF non è rateizzabile come nel caso del primo acconto Irpef per cui deve essere versato in u’unica soluzione entro quella scadenza. Vi anticipo che a differenza dei primi acconti il secondo a memoria non è mai stato prorogato.

Non sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi (esenzione IRPEF) coloro che hanno il Modello  UNICO  con il rigo RN34 che riporta un importo inferiore o pari a 51 euro (controllate sempre che questo rigo potrebbe cambiare di anno in anno). Coloro che hanno crediti di imposta superiori all’imposta dovuta  a  titolo  di acconto, oppure le persone fisiche che lo scorso anno avevano crediti di imposta risultanti dalla dichiarazione (soggetti a credito da utilizzarlo in compensazione) superiore alla misura dell’acconto dovuto per cui effettuano una compensazione tributo irpef su tributo irpef, senza presentazione se volete del modello F24. Verificate sempre se il rigo della dichiarazione varia di anno in anno con le istruzioni alla mano.

I soggetti che presumono di  non  dover  pagare   imposte   nella dichiarazione dei redditi dell’anno N, da  presentare  nell’anno N+1,  in  base  ad opportuni calcoli delle imposte dovute per  il  periodo  in  corso,  tenendo conto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute subite. Coloro che aderiscono solo a regimi fiscali agevolati che prevedono il pagamento di un’imposta sostitutiva ed hanno redditi solo derivanti da questa tipologia.

Il secondo acconto non deve essere versato se di importo inferiore a 52 euro. Nel seguito la tabella con gli importo minimi al di sotto del quale non si determina il versamento degli acconti.

TributoMetodo StoricoMetodo previsionale
Irpef 100% del rigo RN61 (deve essere superiore a euro 51,65) 100% Irpef anno precedente
Cedolare secca 95% del rigo RB11, colonna 3, “ Totale imposta cedolare secca ” (deve essere superiore a euro 51,65) Imposta cedolare anno precedente per 95%
Imposta sostitutiva contribuenti minimi 100% del rigo LM14100% imposta anno precedente
Addizionale comunale Acconto Unica soluzione Non previsto
Addizionale regionale Acconto Unica soluzione Non previsto
Irap 100% del rigo IR21 (importo deve essere superiore a 51,65 euro per le persone fisiche e 20,66 euro per altri soggetti 100% imposta anno precedente
Ires 100% del rigo RN17 (Società) o rigo RN28 (persone fisiche)100% imposta anno precedente
Ivie 100% del rigo RW7, colonna 1. 100% imposta anno precedente
Ivafe 100% del rigo RW6, colonna 1. 100% imposta anno precedente

Codici Tributo da Utilizzare

4730 – acconto IRPEF

4731 – IRPEF saldo

1630 – Interessi IRPEF

1631 – Rimborso assistenza fiscale

1619 – Contributo solidarietà

Per la materiale compilazione del modello F24 e l’utilizzo dei codici tributi tramite home banking potete leggere l’articolo dedicato proprio ai codici tributo degli acconti.

Per l’acconto Irpef di novembre il codice è il 4034 (link con le modalità di compilazione).

Omesso versamento acconto Irpef Novembre

L’omesso versamento determina l’irrogazione di una sanzione amministrativa di natura pecuniaria che va dal 10% al 30% dell’imposta non versata a cui a seconda dei casi si andranno ad aggiungere anche degli interessi calcolati al saggio di interesse legale e agi di riscossione se si dovrà andare da Equitalia o Nuova agenzia delle Riscossione. Per questo genere di omissioni dovreste essere raggiunti prima dl cosiddetto avviso bonario che è un un controllo automatizzato da parte dell’agenzia delle entrate che sulla base dell’incarico dei dati determina l’eventuale acconto dovuto ma non versato. Nell’avviso bonario sar presente una sanzione del 10% delle impose non versate e già qui io direi di pagare.

Nell’ipotesi in cui non “lavorate” l’avviso bonario ossia non pagate, non contestate e non ve lo fate annullare allora si procederà con la riscossione coattiva delle somme dovuta ossia tramite la cartella da parte dell’agenzia della riscossione. In questo troverete questa volta una sanzione del 30% oltre interessi ed agi di riscossione.

Vi segnalo comunque la possibilità di auto calcolarvi le sanzioni con l’istituto del ravvedimento operoso che vi consente di ridurre fortemente le sanzioni.  A tal proposito leggete l’articolo dedicato al ravvedimento operoso dove troverete la tabella per il calcolo.

Omesso versamento da parte del dipendente

Fattispecie non realizzabile se non nel caso in cui oltre ai redditi di lavoro dipendente il dipendente non abbia comunicato alla società per cui lavora che dovrebbe versare anche altri acconti come per esempio quelli per la cedolare secca o addizionali comunali o regionali o altri acconti per attività di lavoro autonomo.

Omesso versamento da parte del datore di lavoro

In questo caso a farne le spese dovrà essere il datore di lavoro che, in caso di errori, imprecisioni, versamenti parziali, o disattenzioni che portano al versamento dell’acconto in misura minore a quella spettante dovranno procedere loro al versamento della sanzione.

Sappiamo bene che spesso nel caso di cambio del datore di lavoro in corso d’anno l’operazione di conguaglio Irpef non viene compresa dal dipendente (che non comunica al datore di lavoro altri redditi o che prima lavorava e per epica una busta paga) o anche dal datore di lavoro che, pur avendo ricevuto la comunicazione da parte del dipendente non si preoccupa di fare il conguaglio Irpef durante l’anno. In questo secondo caso sarà il datore di lavoro a pagare le sanzioni o le multe da parte dell’agenzia delle entrate ma al dipendente resteranno comunque da pagare le maggiori tasse (che si chiamano imposte).

Fattispecie particolari

Ho riassunto in un unico articolo una mini guida per il pagamento degli acconti a carico dei contribuenti che aderiscono a regimi particolari, primo tra tutti il regime dei minimi o fortettario o di vantaggio > Acconto dei contribuenti minimi.

Altri Acconti

Acconto INPS

Acconto Irap

Acconto cedolare Secca

Calcolo dell’acconto Iva (Scadenza dicembre)

Come al solito spero di esservi stato utile e avervi fornito qualche chiarimento in più. Se avete osservazioni o approfondimenti o qualcosa da segnalare potete lasciare un commento.

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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