Cessione del quinto dello stipendio e relativa tassazione
Parliamo della Cessione del Quinto dello Stipendio, con la quale in 10 anni sei tranquillo… rateizzi gli acquisti senza troppi pensieri. In pratica è un prestito per dipendenti pubblici e privati, l’importante è avere un contratto di lavoro… è comunque una valida alternativa per i protestati ai prestiti personali. Questi, divenuti dipendenti, possono usufruire di questa particolare forma di finanziamento che offre una garanzia molto elevata a chi offre il prestito (banca o istituto di credito).
Il governo ha pertanto reso possibile con il DPR 180/50 procedere alla trattenuta di 1/5 dello stipendio / retribuzone (un quinto), è una forma di prestito personale ai lavoratori, per il pagamento di debiti finanziari del lavoratore verso banche o società finanziarie, nel rispetto di alcune condizioni: la cessione del quinto per esempio non può eccedere i dieci anni ed il lavoratore deve avere uno stipendio mensile fisso/continuativo (perciò a contratto a tempo indeterminato), sia che lavori nel settore pubblico sia nel settore privato.
Molto spesso non ce ne accorgiamo: quando andiamo a firmare con una società finanziaria un prestito dietro c’è questa forma di finanziamento.
L’iter con cui si procede alla cessione del quinto parte sempre dalla legge a cui dovete far riferimento per tutelarvi da possibili truffe. L’articolo 1260 del Codice Civile prevede che “il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge. Le parti possono escludere la cedibilità del credito ma il patto non è opponibile al cessionario se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione”.
Ovviamente i soggetti che sono titolati a concedere questa forma di finanziamento sono solamente gli istituti di credito e di previdenza costituiti fra impiegati e salariati delle pubbliche amministrazioni, l’istituto nazionale delle assicurazioni, le società di assicurazioni legalmente esercenti gli istituti e le società esercenti il credito, escluse quelle costituite in nome collettivo e in accomandita semplice, le casse di risparmio ed i monti di credito su pegno.
Alla base vi sono sempre le pattuizioni negoziali che sono stabilite tra le parti e che comunque devono essere rese disponibili ad entrambi insieme a tutta la documentazione.
Può capitare anche la situazione di insolvenza del contribuente che cede il quinto dello stipendio che, al pari del TFR e dei contributi previdenziali, non può essere oggetto di pignoramento o di espropriazione da parte di terzi.
Ricordiamo che la misura massima del finanziamento concesso è pari ad un quinto dello stipendio che può essere retrocesso, ma non più, ossia non è possibile il cumulo tra diversi crediti ceduti superiori alla soglia del quinto anche perché altrimenti la liquidità sarebbe compromessa ed i costi fissi sarebbero eccessivi a parere del legislatore.
Ulteriore limite imposto dal legislatore per la cessione del quinto richiede che in caso di estinzione anticipata del debito è possibile effettuare una nuova cessione ma entro un anno dalla estinzione anticipata della precedente cessione o prima che siano decorsi due anni dall’inizio della stessa, qualora la seconda cessione preveda una durata non superiore a cinque anni; gli anni di obbligatoria dilazione sono invece quattro se la seconda cessione ha durata decennale (articolo 39, comma 1).
Inoltre nel caso la prima cessione non sia estinta, è possibile aprire la nuova solo se il ricavato sia destinato alla estinzione della cessione in corso in quanto al primo cessionario è dovuta la restituzione della somma capitale non ancora rimborsata oltre gli interessi pattuiti e maturati fino a tutto il mese nel quale si effettua la restituzione, nonostante qualsiasi patto contrario.

