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Contraddittorio con il Fisco: quando è obbligatoria la richiesta informazioni preventiva

Prendiamo spunto dall’ultima sentenza della cassazione n.26316 del 29 dicembre 2010 in tema di contraddittorio e richiesta preventiva di informazioni al contribuente prima della notifica di un accertamento sintetico, analitico, accertamento fiscale da redditometro, spesometro o  a seguito di studi di settore o parametri che non sempre impongono all’Agenzia delle Entrate e al Fisco in situazioni di incertezza di richiedere preventivamente delle informazioni al contribuente al fine di scongiurare l’emissione di un ruolo con irrogazione immediata delle sanzioni e la notifica della cartella di pagamento.

Facciamo quindi una sintesi dei casi in cui il contraddittorio per il fisco è obbligatorio e quando no.

In effetti i destinatari degli atti impositivi dell’agenzia delle entrate avrebbero tutto il diritto di richieder e queste preventive informazioni a norma dell’articolo 6 dello statuto del contribuente che indica l’obbligo di procedere a pena di nullità alla richiesta preventiva di informazioni mediante comunicazione scritta qualora vi siano delle obiettive condizioni di incertezza e prima di procedere all’emissione del ruolo, questo perché altrimenti potremmo immaginare di avere una richiesta di contenziosi tributari che si paralizzerebbe l’intero sistema tributario.

Del resto una comunicazione preventiva sembrerebbe la soluzione più auspicabile se non altro per dare possibilità al fisco di acquisire elementi qualitativi in grado di fornirgli elementi aggiuntivi per la formulazione del ruolo (sempre che tali elementi rispondano a criteri ed elementi di veridicità). Del resto questi sono degli elementi e degli strumenti deflattivi del contenzioso che danno la facoltà di scongiurare da una parte l’emissione del ruolo con irrogazione di sanzioni più severe, ma dall’altra anche quella di scongiurare l’aumento del contenzioso tributario che costa al fisco, al contribuente e quindi anche allo Stato.

Tuttavia il Fisco per non procedere alla richiesta di informazioni si fa forte dell’esimente indicate dalle condizioni di incertezza, ossia se l’agenzia delle entrate non ravvisa queste condizioni di incertezza può procedere liberamente. E allora ci potremmo chiedere se non fosse giusto una volta proseguiti con il contenzioso ed in caso di perdita di penalizzare o addebitare eventuali risarcimenti di danni all’agenzia allorquando si verifichi la vittoria in giudizio da parte del contribuente e la mancata richiesta di informazioni in presenza di elementi conosciuti al momento dell’emissione del ruolo.

La suprema Corte di cassazione invece stravolge questo criterio ed afferma che non è nello statuto del contribuente che sono da ravvisare questi elementi ma nelle norme di carattere speciale che regolano gli strumenti accertativi del fisco e limitatamente ad alcuni ambiti impositivi.

In sintesi i casi in cui il contraddittorio è obbligatorio possono essere ricondotti alle seguenti fattispecie:
Primo caso che mi viene in mente è l’accertamento da studi di settore o dai parametri per il quale la richiesta di informazione è obbligatoria se non fosse che le informazioni qualitative in essi contenute non sono sufficienti a giustificare l’emissione di un ruolo e di una cartella di pagamento.

Per l’accertamento con adesione inoltre è indispensabile sia nel caso in cui sia attivato dall’agenzia sia nel caso in cui sia proposto con istanza dal contribuente. In tale fattispecie infatti il contribuente porta tutti gli elementi a sostegno della propria tesi e contro la ricostruzione dell’agenzia delle Entrate.

In pratica si assiste ad un vero e proprio contraddittorio in cui il contribuente mostra all’aegenzia le proprie ragioni che saranno, poi eventualmente condivise e termineranno nell’emissione di un accertamento con adesione ed una nuova rideterminazione delle sanzioni sulla base dei nuovi elementi acquisiti.

Lo stesso procedimento si è visto per gli accertamenti fiscali che scaturiscono da controlli automatizzati e sintetici come per il redditometro e lo spesometro e che nel corso di questa estate sono stati al centro del dibattito fiscale (il redditometro in verità, mentre per lo spesometro le polemiche immagino cominceranno tra poco…)

Redditometro e indagini bancarie

Nel corso invece degli accertamenti fiscali condotti direttamente dal contribuente come le verifiche fiscali o indagini bancarie e simili mi viene da pensare che tale richiesta preventiva non sia necessaria perché il processo di formazione del ruolo avviene direttamente dal contribuente e mediante proprio lo scambio di informazioni tra lui ed il Fisco.

Nei prossimo giorni scriverò un articolo sui termini di prescrizione dell’azione di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate che può essere utile a chi si trova di fronte ad una cartella, atto, ruolo notificato oltre i termini previsti per l’azione e l’erogazione di sanzioni o richiesta di informazioni da parte del Fisco, nonchè la guida all’accertamento con adesione.

Condono 2017

Vi ricordo che è scattata la possibilità di presentazione del condono fiscale nel 2017 che potete approfondire leggendo la guida gratuita al condono e  rottamazione delle cartelle  Equitalia 2017.

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