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Abolizione del canone RAI: un ‘privilegio’ per pochi over 75

Rimbalza la notizia del canone RAI e vediamo di che cosa si tratta per capire dove finisce la disposizione normativa e dove inizia l’effetto proclama. L’abolizione del canone è prevista per gli over 75 che presa da sola potrebbe sembra un timido avvicinamento sulla strada della definitiva per l’abolizione della tassa più odiata dagli italiana e non.

In realtà non è una novità ma un provvedimento contenuto nella finanziaria del 2008 che aveva disposto l’esenzione dal canone Rai per i contribuenti che avevano raggiunto il compimento dei 75 anni di età. E fin qui potrebbe sembrare un incentivo all’acquisto della televisione.

Tuttavia l’Agenzia delle Entrate interviene con l’ultima circolare numero 46 del 2010 che indica gli ulteriori requisiti contenuti nel disposto della finanziaria secondo cui non basterebbe il soddisfacimento del requisiti anagrafico per non pagare più il canone Rai.

Novità dal Decreto legge sulla Stabilità 2015

Per l’anno di imposta 2015 il DDL Stabilità 2015 ha definito il valore massimo che può assumere il canone Rai che non potrà superare il valore definito nel Decreto Ministeriale del 17 novembre 2013 e pari a 113,50 euro.

Il rimborso dei canoni RAI pagati nel triennio 2008-2009-2010

Per presentare l’Istanza di richiesta di rimborso del canone RAI per il triennio 2008 – 2010

Verifica della data anagrafica

Per poter fruire dell’abolizione è necessario che il compimento dei 75 anni di età sia avvenuta o prima del 31 gennaio dell’anno prima del 31 luglio in quanto in corrispondenza di queste date si verifica l’invio del pagamento e del bollettino a casa con il Canone Rai.

Secondo requisito

Il contribuente che intende presentare istanza di rimborso non deve convivere con soggetti diversi dal coniuge e che siano titolari di un reddito proprio dichiarato nel modello Unico o nel modello 730.

Terzo requisito

Il terzo requisito per fruire dell’agevolazione fiscale che prevede l’esonero dal pagamento del canone consiste nel dimostrare di aere un reddito imponibile inferiore ai 6.713,98 euro, ossia 516,46 euro per tredici mensilità, il vecchio milione di lire per intenderci.

Questo perché l’intento della norma è quello di agevolare gli anziani che versino in condizioni economiche disagiate.

La verifica di tale limite deve essere condotta a livello di nucleo familiare pertanto ricollegandoci al secondo requisito bisognerà verificare che la somma del reddito del contribuente e quello del coniuge non siano superiori a questa somma.
Se avete dei problemi a rintracciare il vostro reddito potete far riferimento alla dichiarazione dei redditi modello 730 o modello Unico inviato telematicamente o consegnato in forma cartacea altrimenti.

Nel calcolo del reddito per chi non ne fosse al corrente si dovranno escludere alcune tipologie di reddito che non entrano nel reddito imponibile del contribuente in quanto o esenti o già scontano la tassazione alla fonte come nel caso del reddito derivante dalla proprietà dell’abitazione principale, il TFR, le pensioni di invalidità, i redditi soggetti a tassazione separata.

Come richiedere il rimborso per il triennio 2008-2010

Per la richiesta sarà sufficiente presentare una dichiarazione sostitutiva che si trova su un modello predisposto dall’agenzia delle entrate  dove in pratica si dichiara di essere in possesso dei requisiti.

Dove Inviare la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 S.A.T. – Sportello abbonamenti Tv – 10121 – Torino.

Quando presentare la dichiarazione: termini di scadenza

La dichiarazione sostitutiva deve essere presentata entro il 30 aprile per i soggetti che presentano per la prima volta la dichiarazione sostitutiva entro il 30 aprile o entro il 30 novembre nel caso di richiesta riferita al secondo semestre 2010;

Se invece stiamo parlando dell’anno 2010 ed in questi gironi compiete i 75 anni allora il termine di scadenza della presentazione scade entro 60 giorni dalla data di scadenza del pagamento della rata.

La procedura di Rimborso

Nulla cambia rispetto al punto prima solo che dovrete compilare un altro modello: rispetto ai tempi e ai modi vigono le stesse regole sopra descritte ed il rimborso sarà erogato in contanti da parte degli uffici dell’Agenzia. 

Riferimenti normativi

Finanziaria 2008 art. 1, comma 132

Riflessioni e spunti sul canone
In primis viene proprio chiamata tassa: già perché la prima differenza che va fatta tra canone imposte e tassa è proprio che il canone è pagata per la corresponsione di un servizio in genere sulla base di una definzione contrattuale tra le parte che manifestano la propria volontà l’una ad erogare il servizio di trasmissione e l’altra a fruirne dietro corresponsione di un prezzo per il canone annuale, in due rate etc.

Nel caso della Tassa invece abbiamo visto la confusione che si creò qualche anno fa laddove ricordo ad un talk show televisivo sulla Rai che aveva ad oggetto il dramma dei rifiuti nelle zone Campane e Siciliane in cui non si faceva che parlare di chi avrebbe dovuto sostenere l’di ripulire i siti, qualche politico, totalmente incompetente in materia (e allora cosa ti presenti a fare a parlare della TIA ex Tarsu in televisione?) proclamava che il costo doveva essere a carico dei contribuenti sotto forma di maggiore imposta, laddove una docente universitaria, nonché abile professionista tributaria, ribatté che la TARSU era una Tassa e come tale veniva versata a fronte dell’erogazione di un servizio pubblico e avendo i cittadini versato la tassa per quell’anno avrebbero avuto diritto a richiedere l’immediata soddisfazione dell’obbligazione da parte dello Stato, prestando il fianco ad una immane class action per tutte quelle situazioni di disservizio che si creano ed ovviamente lasciando di stucco i presenti che per la prima volta conobbero la differenza tra imposte e tasse.

In questo caso si parla del canone Rai che il legislatore non ha chiaramente identificato come tassa o come imposta aprendo il dibattito sulla obbligatorietà o meno del pagamento e le diverse fattispecie di evasione del tributo più o meno lecite o legittime che hanno fatto scuole nella giurisprudenza italiana  e in Europa. Si perché se pensiamo che il Canone RAI sia un problema tutto Italiano ci sbagliamo in quanto anche negli altri paesi Europei la lotta  a suon di denunce e sentente e appelli alla Commissione  Europea  e aperta già da tempo per cui l’iter solitamente è quello di non pagare all’inizio il canone, attendere l’accertamento, pagare o andare in giudizio per difendersi, perdere la causa, appellarsi alla commissione europea in ultima istanza.

Di sicuro se potessi non lo pagherei volentieri (non c’è niente da fare è la tassa più odiata) se non fosse perché sono stato sempre cresciuto sentendo che la RAI andava vista perché a differenza del mostro mediaset, non aveva pubblicità….sono cambiati i tempi ma i volponi non cambiano mai. Anche quelli che si professavano come canali privi di pubblicità e facevano di questo la giustificazione per il pagamento di canoni oggi invece hanno riempito di pubblicità le loro trasmissioni. Di fatto quindi assistiamo, dal punto di vista delle pubblicità ad un superamento di questo parametro come carattere discriminante tra rete pubblica e privata. Tuttavia negli anni e sempre in base alla mia umile percezione la qualità del servizio della RAI è decisamente sceso o forse sono il io il pubblico meno appetibile cui indirizzare dei contenuti e utilizzare format validi.

Vederla adesso è solo pubblicità solo che è scomparso il Cinzano dalle tavole nei film :)

Leggete poi la Guida Gratuita per non pagare il canone RAI dove troverete casi di esenzione e modalità di esercizio della disdetta o di variazione dell’anagrafica

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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