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Sintesi Novità Spesometro 2018: cosa cambia, invio semestrale, riepilogo fatture

Con il passaggio in Senato della Manovra di Bilancio 2018 lo Spesometro 2018 subisce alcune novità verso la semplificazione, le scadenze e le sanzioni a carico del contribuente.

La scadenza dello spesometro passa da trimestrale obbligatoria a opzionale. Sarà possibile effettuare l’invio ogni semestre.

Nuove scadenze 2018

Dal 2018 e quindi per trasmettere i dati relativi al 2017 la periodicità torna ordinaria per cui si avrà finalmente (si fa per dire ovviamente perchè ci fanno lavorare il quadruplo) spesometro trimestrale per la gioia di tutti che avrà le seguenti scadenze:

  • I Trimestre entro il 31 maggio 2018 (Facoltativa invio del primo trimestre)
  • II Trimestre 2018 entro il 16 settembre 2018 (Obbligatoria il flusso del primo semestre)
  • III Trimestre 2018 entro il 30 novembre 2018 (Facoltativa invio del terzo trimestre)
  • IV Trimestre 2018 entro il 28 febbraio 2019 (Obbligatoria il flusso del secondo semestre)

Non vedo il motivo o la convenienza per effettuarlo trimestralmente anche se dal passaggio normativo sembrerebbe comunque possibile effettuarlo. L’unica convenienza sarebbe quello di evitare la concentarzione della quadratura in due soli momenti e spalamarlo su una mole di dati invece ogni trimestre. A vli la scelta a seconda dela composizione e gradi di difficoltà che avete all’interno della vostra azienda.

Operazioni sotto i 300 euro

Per le operazioni sotto i 300 euro sarà concessa la facoltà al contribuente di inviare un documento riepilogativo che però in pratica deve contenere tutte le informazioni di dettaglio come nome, cognoe, partita Iva, codice fiscale etc; non vedo quindi tutta quetsa convenienza. Se l’hanno scritta così comunque a qualcuno servirà altrimenti non avrebbero la novità.

Cosa si intende con questo limite?

Il limite di 300 euro deve intendersi come operaiozni di importo unitario inferiore a tale solgio che potranno essere cumulate tra di loro a seconda del soggetto. Nel flusso, come antiicpato sopra, andranno comunque indicate i dati di seguito descritti.

Le informazioni che restano comunque sono la partita IVA ed il codice fiscale del dichiarante e della controparte, data e numero della fattura, base imponibile, aliquota e imposta e identificazione della tipologia di operaizone se imponibile, esente, non imponibile o fuori campo Iva.

Andranno inserite cumulativamente la partita IVA del fornitore che eroga la fattura e che sarà annotata nel registro degli acquisti nonché anche il riepilogo delle fatture attive emesse.

Sarà obbligatoria anche l’indicazione della data e del numero del documento riepilogativo che si suggerisce debba avere comuqnue una numersazione cronologica.

Scendendo dovrà essere indicato l’importo imponibile cumulato e la somma della relativa imposta, distinti secondo l’aliquota applicata.

Potrebbe essere necessario rivedere le specfiche tecniche per la tarsmissione telematica dei flussi di informazioni che identifichino per questi flussi cumulati le informaziojni che determinano lo scarto della fornitura di dati.

Esonero per le Amministrazioni Pubbliche e produttori agricoli

Viene previsto anche l’esonero per le amministrazioni pubbliche di trasmettere i dati delle fatture emesse nei confronti di consumatori finali. Tuttavia il perimetro delle amministrazioni pubbliche in questo caso non è quello esteso che è stato individuato ai fini dello split payment ma solo le imprese che che rientrano nell’ambito del bilancio consolidato dello Stato (il vecchio elenco 1 dello split payment per intenderci.

Viene anche ampliato il perimetro di esenzione alla compilazione ad oggi previsto i coltivatori delle zone montane anche per i produttori agricoli e ittici marginali dispensati che godono del regime speciale Iva ex art. 34, comma 7 del DPR 633 del 1972. L’esonero scatta per i dati relativi all’anno di imposta 2018

Insomma, come al solito quando c’è da chiedere dei dati si estende a tutti, quando c’è da definire un perimetro per l’esonero invece si usa il perimtro più stretto.

Correzione Spesometro 2017

Viene prevista già dal 15 novembre la possibilità di interrogare l’anagrafe tributaria dell’agenzia delle entrate per la verifica delle informazioni anagrafica dei soggetti che hanno determinato gli scarti per l’anno di imposta 2017.

Per quello che concerne le sanzioni viene consentita la non applicabilità delle multe per le violazioni commesse sull’anno di imposta 2017 semprechè si proceda a sanare i dati entro il 28 febbraio 2018.

Riferimenti normativi

D.L. n. 78/2010, Art. 21

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