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Partite Iva e poveri: i nuovi aiuti e diritti

Detrazioni partita iva professionista Il Governo Renzi sta studiando delle nuove misure che contrastino la povertà in Italia, che inizialmente dovrebbero interessare una platea di circa 1 milione e 150mila persone, attraverso un riordino delle prestazioni assistenziali, per dare aiuto a chi davvero ne ha bisogno, senza toccare ovviamente diritti e soldi per i disabili. E poi un altro provvedimento che estenda alcune tutele contrattuali dei lavoratori subordinati, come malattia (ma solo quelle gravi) e maternità, oltre ad alcuni nuovi sgravi fiscali, ai lavoratori autonomi non imprenditori (il famoso popolo delle Partite Iva), ed infine forti incentivazioni al lavoro agile o smartworking, quello cioè svolto da casa, pur essendo dei lavoratori dipendenti, grazie alle nuove tecnologie. Tutto questo è l’oggetto di 2 specifici e distinti disegni di legge delega, che quindi, dopo l’approvazione in Parlamento, richiederanno una serie di decreti di attuazione che saranno emanati dal Governo entro sei mesi.

Vi lasciamo alle parole ufficiali del Ministro del Lavoro Poletti sulle 2 leggi:

“Istituiamo una misura nazionale di contrasto alla povertà, individuata come livello essenziale delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale. L’intervento è previsto su due binari. Un sostegno al reddito della persona ed una presa in carico per far si che la famiglia in condizione di povertà possa uscire da quella condizione”.

Il secondo ddl riguarderà invece circa 220.550 Partite Iva, iscritte alla gestione separata dell’Inps. Lo stesso Poletti ha dichiarato in proposito: “Cerchiamo di fare in modo che i soggetti (le Partite Iva, ndr) non vengano colpiti da contratti capestro. Tra le misure: la possibilità di dedurre le spese di formazione fino a 10mila euro l’anno, l’indennità di maternità per 5 mesi anche se il professionista non si astiene dal lavoro e la possibilità di sospendere i contributi in caso di malattia grave“.
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