Guida al Lavoro

riforma fiscale 2010 200x199 Nuova riforma fiscale 2010 2011: la guida per punti del fisco, novità e consigliDopo IL discorso del presidente della Camera Gianfranco Fini a Mirabello si potrebbero essere modificati alcuni assetti che avranno le loro ripercussioni anche nella definizione dei granndi temi da proporre nella finanziaria 2011 e tasse-fisco vuole provare ad azzardare delle anticipazioni su quelli che potrebbero essere i punti. La nuova riforma fiscale 2010-2011 del sistema delle tasse e di tutto il sistema tributario sembra un passo obbligato per il Governo per accelerare il processo di rinnovamento del fisco insieme alla riforma della giustizia (meno utile diciamolo in questo momento) verso una generale semplificazione del sistema delle tasse sia per le persone fisiche sia per le società e le imprese anche stimolata dalla fiduzia dell nuova manovra economica dal Fondo Monetario internazionale, ma anche verso una semplificazione del modo di fare impresa: ne è un esempio lo sforzo per la comunicazione unica di impresa con cui si dà la facoltà di avviare un’impresa con costi contenuti e risparmio di tempo. Lecito chiedersi poi quali sono gli interventi strutturali per creare il tessuto imprenditoriale per fare impresa e per mantenere florida l’attività.

A questa si aggiunge la rifroma della giustizia che con il Ministro Alfano sembrano il primo passo per conquistare le prossime elezioni. La lega forte dei risultati delle regionali vorrebbe assumere un ruolo da protagosnista nella definizione di entrambe. Tremonti vigilerà sulle modalita, tempi e costi della riforma anche se l’annosa questione sono sempre i costi della riforma fiscale e della riforma della giusitizia.

Vi forniamo una guida fiscale sulla rifroma per punti per punti su quelle che potrebbero essere le innovazioni apportate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al fisco.

Prima di tutto la nuova riforma fiscale 2010 e 2011 prevede come principio la semplificazione delle procedure di calcolo delle imposte tanto per le imprese quanto per e soprattutto per le persone fisiche.

Dalle persone alle cose: Tremonti afferma che la nuova riforma fiscale è animata da un nuovo principio quella che la tassazione deve passare dalle persone alle cose: ritengo che sia uno spostamento del concetto forse che vada ad amplificare la tassazione sul possesso e godimento di beni: potrebbe essere quindi una innovazione verso un nuovo redditometro. No Troppo semplice. Intendiamo uno spostamento della tassazione diretta (irpef ed irap) veros le imposte indirette (Iva) nel senso che saranno tassati maggiormente i passaggi di beni e le prestazioni di servizi, in termini spiccioli gli scambi.

Dichiarazione precompilata: in questo modo la nuova riforma si introduce il concetto di dichiarazione precompilate inviate direttamente al domicilio fiscale del contribuente in cui probabilmente si potranno seguire due vie:

  1. O la proposta di un reddito forfettario direttamente dal fisco magari sulla base di delle risultanze degli anni precedenti dando la possibilità al contribuente di apportare dei correttivi giustificando le variazioni apportate al reddito imponibile proposto;
  2. L’indicazione del contribuente dei propri proventi, redditi oneri e spese sostenute nel corso del periodo di imposta e l’invio in automatico da parte del fisco al contribuente.

Inoltre si afferma che il federalismo fiscale ci deve essere ma deve essere attuato ed ispirato ad altri criteri. Io aggiungo che se proprio ci deve essere dovrebbe essere indirizzato alla personalizzazione del sistema di tassazione a seconda delle caratteristiche del tessuto imprenditoriale regionale. Ma anche in questo caso mancano i principi imposti dalla governance.

Minori detrazione per spese ed oneri fiscali: inoltre la nuova riforma fiscale prevede un taglio drastico delle detrazioni che allo stato attuale sono tante, spesso introdotte da norme che non si capisce se sono ancora applicabili, non si conoscono i fondi disponibili, di anno in anno si modificano negli importi concessi, nelle fattispecie in cui è possibile richiedere tali detrazioni per spese ed oneri gettando il contribuente spesso nella confusione.

Fisco non assistenziale ma ottimizzante: il principio che sposa la nuova riforma fiscale 2010 2011 è quello dello spostamento da un fisco di tipo assistenziale e sanitario che utilizza il sistema delle detrazioni per concedere una piccola iniezione di maggiore capacità reddituale nelle tasche degli italiani ad un fisco semplice che ottimizzi le risorse a disposizione.

Ritegno che a parte i giri di parole quello che rileva l’opinione pubblica è sempre la propria capacità finanziaria ossia lo stipendio mensile, il fatturato annuo nel caso di titolari di partita iva e quindi quanto può spendere, tutto il resto è difficilmente percepibile dal contribuente.

Sinergie tra gli enti: Inoltre è prevista una maggiore sinergia tra agenzia delle entrate ed Inps che già sta avvenendo ma che deve migliorare semplificando sugli adempimenti del contribuente e risparmiando sulle risorse impiegate.

Lotta all’evasione fiscale: continuare nel disegno di riemersione del nero e nel rientro di capitali stranieri anche se con lo scudo fiscale e con la depenalizzazione del falso in bilancio non far rientrare in Italia i propri capitali ritengo sia una mossa poco astuta per i contribuenti che preferiscono posizionare i propri patrimoni all’estero solo per non pagare le tasse in Italia.

Sarà vera questa nuova riforma fiscale o sarà solo un nuovo mezzo di propaganda?

I contribuenti se lo aspettano soprattutto per evitare il solito annoso appuntamento da questi commercialisti chiamati spesso volgarmente fiscalisti.

Vi ricordiamo che la precedente riforma fiscale fu quella del 2003 e comportà una serie imponenti di cambiamenti.

L’ago della bilancia sono i costi ma se si guarda più avanti è la stabilità che il Governo pensa di avere in quanto i benfici della riforma non sono certo di breve perioro mentrei i costi, ingenti, sono immediati e presentare un bilanci dello stato negativo non è mai una buona pubblicità e presta il fianco agli attacchi dell’opposizione.

Aggiornamento: dopo il rapporto dell’OCSE sulla fiscalità dell’area emerge come la pressione fiscale verso i single senza figli sia più alta (circa il 47%) rispetto a quella delle famiglie con figli (circa 37%).

Nelle proposte anche un maggiore coinvolgimento dell’Ordine dei Dottori Commercialisti nella definizione delle politiche fscali e anche un maggiore coinvolgimento nella lotta all’evasione mediante lo strumento delle certificazioni che da un lato garantisce lavoro alla categoria e da un’altra alimenta la certezza dei dati espressi dai contribuenti. Ne è stata un esempio la certificazione dei crediti IVA da parte di profesisonisti abilitati. Lecito chiedersi per quale motivo il costo del miglioramento e del raggiungimento dell’efficienza debba sempre passare per un aumento die costi e dei tempi per il contribuente.

Aggiornamento: pronta la nuova manovra economica 2010 detta anche manovra finanziaria che prevede interventi sugli stipendi e selle pensioni e che forse darà una spinta al processo di rinnovamento anche nell’ambito del diritto tributario al fine di semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti.

Vi consigliamo in primis di leggere l’articolo dedicato alla guida fiscale su cosa fare per creare impresa in un giorno.

Riforma fiscale del settore immobiliare

Allo sti dio il tentativo di introdurre una imposta cedolare secca sulle locazioni immobiliari e quidni sulle proprietà immobiliari in affitto da definire nelle aliquote. Allo stesso modo si sta studiando anche una tasa unico sul possesso di case, abitazioni, immobili e fabbricati che racchiuda tutti i tributi ICI, Registro, Imposte Ipotecari e Catastali e l’insieme di tutte le altre piccole imposte e tasse cheuotano attorno al fine di snellire il procedimento amministrativo di gestione a carico tanto del contribuente quanto dell’amministrazione finanziaria, nella consapevolezza che la molteplicità di adempimenti richiede tempo e risorse per essere gestiti e genera contenziosi….anche se crea posti di lavori (talvolta caratterizzati da un basso profilo competenziale), ma pur sempre posti di lavoro.

La cedolare secca sugli affitti e le locazioni immobiliare

In programma l’applicazione del federalismo prevede anche l’introduzione di una tassa cedolare secca a titolo di imposta sostitutiva dell’irpef ed ires al 23%, assia all’alaiquota dle primo scaglione di reddito a tutto vantaggio dei redit più elevati che scontano una aliquota marginale che arriva fino al 43% per i redditi superiori ai 75.000 euro. Per questi ultimi il risparmio sarebbe considerevole se si pensa che avrebbero un abbattimento di quasi il 50% sull’imponibile generato dai ricavi ella locazione degli immobili. Lo stesso dicasi per le società il cui risparmio sarebbe del 4-5% su volumi sicuramente più elevati dei privati.

Per i soggetti che presentnao un reddito inferiore ai 35 mila euro il risparmio ci sarebbe ma sarebbe contenuto in quanto hanno una aliquota margine prossima al 23%.

In sintesi la cedolare secca agevola i grandi contribuenti.

Certo il recupero di gettitpo potrebbe essere enorme se si pensa che solo nel sud italia la percentuale di registrazioni dei contratti di locazione rispetto a queli registrati è bassissima. Sul sole 24 ore leggevo che addirittura a caltanissetta sarebbero massimo un centinaio i contratti di locazione registrati.

 

Ministero per l’attuazione del federalismo fiscale

Pronto il nuovo Ministero per l’attuazione del federalismo fiscale con a capo della presidenza un uomo del PDL sotto processo, Aldo Brancher, il quale avrà il compito di attuare non solo il federalismo fiscale ma anche quello di attuare il decentramento politico ed amministrativo che tanto piaerebbe a Bossi che ancora si illude che questo possa accadere. Dopo l’attuazione cosa potrebbe chiedere lo spostamento della capitale o l’analisi in parlamento di un possible disegno secessotrio del territorio nazionale?

Verso un Federalismo Municipale

Il federalismo fiscale come abbiamo visto delocalizza i centri di entrata fiscale verso le regioni ed i municipo avvicinando i centri di raccolta e di entrata fiscale ai centri di spesa, per tale motivo il federalismo fiscale sta lasciando il posto alla nozione di federalismo municipale.

Il nuovo Ministero rappresenta il primo mattone verso la concreta attuazione del disegno federalista in chiave fiscale, che dovrà dimostrare di creare realmente una migliore condizione eocnomica per tutto il paese e non andare a vantaggio solo delle regioni più ricche.

 Aggiornamento Post Mirabello: dopo il disco rso di Mirabello e dopo la conferenza Ecofin, che non sono da sottovalutare dal punto di vista dell’importanza econmica che il primo ha sulla definizione della politica economica Italian e sul secondo che rappresenteranno i paletto che l’Europa impone nella definzione di tale politica a livello internazionale al fini di prevenire i rischi di default delle imprese e di crisi finanziaria.

L’Ecofin ha mostyrato l’intenzione di voler introdurre degli organi di controllo a livello Europeo al fine di monitorare e prevenire con interventi di audit i rischi finanziari. L’idea di applicare una tassazione sulle rendite finanziarie fortunatamente per i mercati sembrerebbe tramontata anche perchè altrimenti le apsettative dei piccoli e grandi investiroi sulla credibilità de sistema e sull’attrattività dello stesso ne avrebbe risentito.

In compenso si cerca di introdurre un sistema di controllo che non si limiti ad una concezione nazionale ma sia una supeervisione Europea al fine di monitorare il mercato del credito, il livello dei tassi di interessi e di tutti i driver e parametri del mercato finanziario.

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