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Le controindicazioni del Jobs Act: il Psi caccia una collaboratrice pur di non assumerla

Jobs Act L’Italia è piena di storie assurde e se poi ci addentriamo all’interno del mondo politico la media delle stranezze sale spaventosamente. Oggi vi parliamo della storia di Cristina, 53 anni e con un ruolo di responsabilità da tempo all’interno dell’ufficio stampa del Psi, partito di Governo e promotore in prima linea del Jobs Act entrato in vigore da qualche mese, e che proprio per non mettere in atto tale riforma al suo interno, ha preferito licenziare la sua collaboratrice.

Decisione presa almeno formalmente, dal capogruppo in Senato del Psi, onorevole Zeller, che nella lettera di licenziamento da lui firmata spiega chiaramente alla povera malcapitata: con il Jobs Act, addio ai contratti a progetto, quindi saremmo obbligati ad assumerti entro il 1 Gennaio del prossimo anno. Per evitare di correre tali rischi quindi, preferiamo licenziarti subito.

Un partito storico di sinistra promotore in pubblico di una riforma epocale (il Jobs Act appunto), che a loro modo di vedere punta a stabilizzare i lavoratori e le lavoratrici italiane, e che poi in privato fa esattamente il contrario.

Le Iene hanno intervistato nel corso del servizio che ha portato alla luce tale misfatto, oltre al ministro del lavoro Giuliano Poletti, il responsabile della decisione, il senatore Zeller, e due vice ministri del Psi del Governo Renzi, tra cui il leader stesso del Partito Socialista Italiano dal 2008, Riccardo Nencini, oggi anche vice ministro dei trasporti nel Governo Renzi. Imbarazzo tra tutti, ma ancora una volta si sono dimostrate le enormi storture che il Jobs Act porta con sè da una parte, e l’incredibile incoerenza, per non dire altro, dei nostri politici dall’altra.

Cristina ora a 53 anni si trova a spasso e con grosse difficoltà alla sua età per reinserirsi nel mondo del lavoro, mentre certi politici continueranno a prenderci in giro mettendo davanti a loro lo specchietto per le allodole del Jobs Act.

 

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