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Istat: l’inflazione riprende a salire lievissimamente

draghi crisi economica L’inflazione torna a salire, anche se su valori infinitesimali: 0,1% di media in questo 2015, con la deflazione dello 0,1% sui beni acquistati dagli italiani con maggiore frequenza.

Scendendo nei particolari dell’analisi statistica realizzata dall’Istat, si registra la crescita dei prezzi dei beni alimentari, di quelli per la cura della casa e della persona dello 0,3% su base mensile e dell’1,5% su base annua.

Il lieve rialzo globale dell’inflazione è dovuto principalmente comunque alla crescita dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (+4,1%, da +3,3% di Settembre), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%, da +1,1% sempre di Settembre). Tale crescita dei prezzi viene controbilanciata dalla flessione in continua ascesa che riguarda quelli dei prodotti energetici regolamentati (-2,0%, da -1,1% del mese precedente), dovuta a quella del gas naturale (-3,2%, da  -0,5% di Settembre).

Concentrandoci solo sul rialzo mensile dei prezzi, esso va attribuito, guardando i numeri, principalmente ai seguenti settori: energia elettrica (+2,9%), gas naturale (+1,9%) e prodotti alimentari non lavorati (+0,7%), effetto calmierato dai prezzi degli energetici non regolamentati (-0,8%) e dei servizi relativi ai trasporti (-0,7%).

Come dicevamo in apertura di articolo, l’inflazione valutata in questo anno 2015 (nei primi 10 mesi) fa segnare un + 0,1%, ma ad esempio già rispetto ad Ottobre 2014, dobbiamo registrare ancora una volta una deflazione dello 0,4%, che era dello 0,5% a Settembre, mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi sale di un + 1,0% (da + 0,9% di Settembre).

Ricordiamo che l’assenza d’inflazione non rappresenta solo una buona notizia, come può apparire a prima vista, ma in economia è sintomo di discesa dei consumi, di crollo della domanda e di conseguenti crisi aziendali che sono la causa dei tanti licenziamenti sul mercato del lavoro. Per i pensionati e per chi ha un lavoro non a rischio invece, una bassissima inflazione o, addirittura, una situazione di deflazione, permette un aumento del potere di acquisto del proprio reddito mensile.

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