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Le frodi carosello Iva: truffa colossale per FASTWEB e TELECOM

Cosa sono le frodi carosello IVA?
Le frodi carosello sono dei meccanismi di frode Iva che consistono nel porre in essere operazioni di acquisto e vendita di beni e/o prestazioni di servizi tra paesi aderenti alla Comunità Europea che culminano nella richiesta di rimborso dell’Iva assolta all’estero.

Quello che stupisce della colossale truffa è che sono un meccanismo conosciuto da tanti anni e che il fisco cerca di combattere da molto tempo e che mai si sarebbe pensato potessero porre su questa scala due delle imprese leader del mercato delle telecomunicazioni italiane.

Come funzionano le operazioni triangolari

Il meccanismo si basa su operazioni triangolari tra paesi membri della Comunità Europea e con l’introduzione di una o più società che fanno da filtro.

Il meccanismo prevede l’acquisto di beni e/o servizi (come ad esempio auto o traffico telefonico) in sospensione di imposta ed il guadagno illecito avviene al momento della rivendita ad un soggetto terzo ad un prezzo inferiore in quanto non viene applicata l’Iva e quindi cede a prezzo più bassi del 20%.

Questo è possibile grazie ad una società veicolo in gergo detta “missing trader” che rappresenta l’interposta persona fisica o la societaria in grado di porsi tra cedente e acquirente finale reali e sfruttare il meccanismo della sospensione di imposta. La prima fase prevede un primo versamento dell’Iva da parte di un soggetto Iva membro della comunità Europea che acquista beni o servizi da un altro soggetto Iva e che avverrà in cosiddetta sospensione di imposta in virtù della non imponibilità Iva di alcune operazioni intracomunitarie.

Lo stesso soggetto che ha acquistato inizialmente il bene e/o il servizio lo rivende (un esempio “a caso” auto o “traffico telefonico” in sospensione d’imposta o direttamente o per il tramite di società fitrlo, newco, bad company o scatole cinesi, chiamatele come volete voi sembra robaccia sono) direttamente o per il tramite di interposte persone o altre società a soggetti terzi che sono talvolta anche ignari del meccanismo e giri che avvengono a monte.

Parte lesa sono in primis i terzi destinatari acquirenti che credono di aver fatto l’affare e lo stato che perde l’Iva.

Questo avviene perché le operazioni sono neutre Iva, o più tecnicamente non imponibili e perché attraverso il meccanismo dell’inversione contabile o “reverse charge” l’acquirente non deve versare l’Iva a colui che cede il bene o presta il servizio ed emetterà una fattura comprensiva di imponibile ed Iva mentre colui che effettua l’acquisto in sospensione emetterà a sua volta una fattura di vendita con imponibile inferiore a quello di acquisto e assume, di fatto, il debito di imposta, ma ne omette il relativo versamento.

Punterei l’attenzione prossimamamente anche sulle truffe perpetuate a danno della comunità europea e sui finanziamenti concessi sugli investimenti (cfr scandalo sui rimborsi per le produzioni di zucchero).

1 commento

  1. Scritto male, riporto un passo:
    Lo stesso soggetto che ha acquistato inizialmente il bene e/o il servizio lo rivende (un esempio “a caso” auto o “traffico telefonico” in sospensione d’imposta o direttamente o per il tramite di società fitrlo, newco, bad company o scatole cinesi, chiamatele come volete voi sembra robaccia sono) direttamente o per il tramite di interposte persone o altre società a soggetti terzi che sono talvolta anche ignari del meccanismo e giri che avvengono a monte.

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