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Il Miracolo Fiscale di Cortina tra politicanti ed ignoranti

La scenografica azione di accertamento da parte degli agenti dell’Agenzia delle Entrate effettuate per l’ultimo dell’anno presso la prestigiosa località veneta di montagna Cortina d’Ampezzo ha attirato l’attenzione di tutta l’opinione pubblica e anche fatto parlare a sproposito tante persone, forse per tornaconto personale o per ignoranza, decidete voi, altre con misura e giudizio, poche con conoscenza delle norme, altre accecate dall’invidia. Cerchiamo di recuperare l’obiettività perduta a cui ciascuno di noi dovrebbe tendere non per tornaconto personale ma per integrità morale.

Le verifiche dell’agenzia delle entrate hanno avuto due risultati di cui uno sorprendente e fiscalmente rilevante, altri meno ma con più eco e che possiamo sintetizzare nel possesso di beni di lusso a fronte di dichiarazione dei redditi con un reddito imponibile vicino ai 30 mila euro e il miracolo della moltiplicazione del fatturato.

Il miracolo della moltiplicazione del fatturato
Il risultato più interessante è stato il miracolo della moltiplicazione del fatturato rispetto allo stessso giorno dello scorso anno per alcuni esercenti che lo scorso anno dichiaravano un quarto un quarto rispetto alo stesso fine d’anno del 2010 rispetto all’appena trascorso 2011. Eppure v’è da dire che in un periodo di estrema crisi come questo, anche se abbiamo sentito tutti che il settore dei beni di lusso non soffrono molto  la crisi economica, fa strano sentire la moltiplicazione del fatturato improvviso da un giorno all’altro. Questi dovranno dimostrare le loro ragioni in sede di contraddittorio anche se a mio modesto avviso sono palesemente colpevoli.
Forse avrebbero deciso di dichiarare tutto perchè ha portato alla luce quello che per la strada sanno da decenni e che stranamente quando detto ai telegiornale fa molto più eco.

Il possesso del SUV non è indice di evasione ma solo di ricchezza reddituale o patrimoniale
Al bar quello che stupisce che si sente più parlare di chi ha i SUV rispetto a chi moltiplica il fatturato quando c’è l’agenzia delle entrate e questo stupisce perchè e qui cerco di far recuperare l’obiettività in quanto in Italia esistono ricchezze patrimoniali e redditi esenti da tassazione o che subiscono la tassazione alla fonte. Questo per dirvi che paradossalmente il possesso di un SUV o di altra auto di lusso è si indice di ricchezza ma una ricchezza che non deve essere considerata solo ricchezza reddituale e di flussi che l’agenzia delle entrate si attende che il contribuente produca e dichiari ma anche di dotazione patrimoniale.

Anche nel caso delle società in perdita con beni di lusso non sono di per sè indice di evasione fiscale ma di una possibile errata deduzione delle poste se tali beni sono intestati alle società e degli organi al controllo contabile preposti che non sono riusciti ad individuare tali beni in bilancio escludendone la deducibilità. Ma il discorso si complice quindi meglio che mi fermo qui.

Alcuni riescono anche a fare propaganda politica
Non sopporto quando alla radio o in TV sento alcuni esponenti della nostra politica  dire che l’azione dell’agenzia delle entrate non doveva essere condotta in questo modo così plateale e che si rischia di intensificare il conflitto di classe e che non si possono danneggiare i commercianti così stretti dalla morsa della crisi (che significa? avrebbero dovuto andare a macerata a capodanno secondo questi? Sarebbe stato più corretto?)

Esistono dei protocolli scritti in cui sono riportate le logiche e le modalità con cui individuare le classe di contribuenti da sottoporre ad azioni di verifica, accertamento, accessi o semplici richieste di informazioni sia dell’agenzia delle entrate sia della guardia di finanza che possono essere consultate (circolari Gdf e AE e DPR sull’accertamento che disciplina la materia) e che rispondono a logiche di buon senso tese a recuperare maggiore reddito imponibile evaso, non eluso intendiamoci. E perchè mai allora avrebbero sbagliato il modo mi chiedo?

Se i commercianti sono stati danneggiati dall’azione di accertamento condotta dall’agenzia delle entrate hanno gli strumenti giuridici per richiedere il risarcimento del danno procurato perchè il legislatore fiscale nell’accertamento  come detto precedentemente, oltre ad individuare con maestria e buon senso i soggetti da accertare e controllare ha anche disciplinato le modalità del controllo che devono essere condotte nel rispetto del contribuente accertato e della sua attività pertanto con tempi e modalità definite che non devono arrecare danno.

Far passare il messaggio che l’agenzia delle entrate si è attivata solo per desiderio di attenzione o per sensazionalismo danneggiando i commercianti è sbagliato perchè nasce dalla non conoscenza delle norme. Altrimenti a mio modesto avviso è palese che l’intento di chi si pone in  contrasto con questa azione dell’agenzia lo stia facendo solo perchè veda negli accertati e intendiamoci anche in coloro che pagano in nero gli accertati che sono molte volte collusi e colpevoli quanto loro. Altrimenti viene da pensare  che chi va contro queste modalità di esercizio dei compiti voglia solo ed esclusivamente prendersi il favore politico di questi soggetti in quanto ne vede un possibile bacino elettorale da acquisire o da difendere. Solo che pensare a questo significa pensare che chi fa questo genere di affermazioni, politici e non, preferiscano  una manciata o qualche centinaia di voti al bene della collettività.

Allora fate mea culpa se siete colpevoli anche fosse solo per la mancata emissione di uno scontrino, incominciate a dichiarare tutto quello che fino ad oggi non avete fatto (tanto vi sarete già costruiti un’ottima pensione ed un futuro per voi ed i vostri figli, che si spera non abbiano preso da voi) e cercate di recuperare un briciolo di dignità ed integrità morale che con il nero se ne costruisce poca. Forse così potrete ricominciare ad alzare la testa anche alla guida delle vostre macchine di lusso e delle case in centro. Dimenticavo…dopo però dobbiamo anche pretendere che i soldi pagati per le tasse siano spesi in modo efficace ed efficiente e che il motto “paga le tasse che le tasse ti ripagano” abbia immediato riscontro e che sia facilmente riscontrabile da tutti.

Nel frattempo invece mi auguro che siano indennizzati i negozianti che dalle azioni di accertamento abbiano subito una reale ed ingiustificata perdita a causa dell’azione, ma resta tutto ancora da vedere anche se di sicuro c’è una cosa…a Capri difficilmente andranno perchè di SUV se ne vedono pochi.

Nel frattempo Buon Accertamento con Adesione a tutti gli accertati colpevoli e buona befana.

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4 commenti

  1. Concordo in pieno sulla possiblità di destinare le risorse direttamente generate dalla lotta all’evasione nel ripianamento del debito pubblico in modo da incrementare e coinvolgere i contribuenti nella lotta all’evasione in prima persona tanto da avere quell’immediato riscontro di cui parlavo. Inoltre sto predisponendo il manifesto di tasse-fisco.com con le iniziative di voi lettori (intendo quelli che vanno al di là del “che siano i ricchi a pagare”), e a cui potete partecipare tutti con le vostre osservazioni e coinvolgere chi volete.
    Grazie del prezioso contributo,

  2. Evadere è immorale!Tanto premesso, dico:i finanzieri dovevano proprio rilevare le targhe delle super car come fanno i vigili quando applicano le multe? Nel loro ufficio, contemporaneamente in tutta Italia ed in pochi minuti avrebbero potuto conoscere i proprietari delle stesse!!Perche’ lo fanno platealmente solo a Cortina.Portofino ecct.. e non in tutta Italia e comunque sempre? E perche’, per sconfiggere l’evasione, non si da’ la possibilita’ a tutti i cittadini di portare in deduzione tutte le spese sostenute con regolare fattura? Lo fanno gli americani e parzialmente finanche i brasiliani ex 4°mondo….Ed ancora, perche’il recupero dall’evasione non va direttamente a diminuire il debito pubblico anziche’ perdersi in mille rivoli (es.casta)E perche’ non si vendono i beni inutili degli Enti pubblici,nonche’le societa’ a partecipazione pubblica ( sede di incapaci e trombati politicanti) e si potono in diminuzione del famigerato debito?? Parliamone sempre di piu’ su qualsiasi sito.E’ fondamentale ricreare una coscienza civica in tutti i cittadini..diversamente chiudiamoci in bagno e parliamo nel w.c…scusate

  3. A questi risponderei in due modi perchè oltre ad essere ricchi sono ignoranti perchè comunque dovrebbero dimostarre di aver spostato la residenza fiscale fuori dall’Italia altrimenti fanno fanno la fine di Rossi, Pavarotti e altri nomi noti che sono solo alcuni ed inoltre gli direi che comunque se i redditi sono prodotti qui in italia di leggersi le convenzioni contro le doppie imposizioni tra il paese in cui si trasferiranno (molto probabilmente black list) e l’Italia. Inoltre gli risponderei anche che non è proprio semplice spostare impianti e società all’estero senza farsi accertare ed andare in giudizio contro l’agenzia delle entrate ma magari avranno sentito parlare di un problema di abuso del diritto.

  4. Concordo in pieno. La cosa che più mi preoccupa è che molti giornali hanno riportato le dichiarazioni di sedicenti ricchi che con arroganza affermano “se saremo ancora perseguitati,ci trasferiremo all’estero”. Ci si rende conto o no che questo atteggiamento è sintomo di un paese arretrato ?

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