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Imu e Tasi: per i comuni che hanno deliberato in ritardo varranno le aliquote dello scorso anno

esenzioni imu Ci riempiono di tasse, prentendono che a calcolarle siano gli stessi cittadini e non sono neanche puntuali nel decidere le aliquote da applicare. Il Governo però ha detto basta: nonostante tutto lasciasse presagire l’applicazione di una sanatoria per quei comuni che avevano deliberato le nuove aliquote di Imu e Tasi dopo il termine ultimo del 30 Luglio scorso, previsto dalla legge, provvedimento (la sanatoria) che tra l’altro rischiava di essere dichiarato incostituzionale, ha deciso di stoppare appunto tale decisione precedentemente introdotta al Senato. La norma discussa in Parlamento infatti rendeva validi gli aumenti dei tributi e delle addizionali deliberate fino al 30 settembre, bypassando il mancato rispetto della scadenza del 30 Luglio, da parte dei comuni. Niente aumenti allora per i comuni ritardatari:  “Viene abrogata la sanatoria delle deliberazioni 2015 relative a regolamenti, aliquote e tariffe di tributi adottate dai comuni dopo il termine di approvazione dei bilanci che per il 2015 era fissato al 30 luglio 2015”.

A proposito di Imu e Tasi, mancano soltanto 4 giorni alla scadenza per il pagamento della seconda rata di tali imposte, che insieme a quelle per Irpef, Iva, Tari e balzelli vari, garantiranno un gettito fiscale per le casse dello Stato di oltre 37,2 miliardi di euro: 20,3 saranno versati dalle aziende e 16,9 dalle famiglie. E’ questo il risultato del calcolo effettuato dalla Cgia di Mestre.

A proposito di tasse più pesanti, tra tutte spiccano: il pagamento delle ritenute Irpef per i dipendenti ed i collaboratori, che “arricchiranno” le casse delle Erario di circa 13 milioni di euro, a seguire viene proprio il prelievo dell’Imu sugli immobili strumentali e sulle case di proprietà, dalla seconda in poi: complessivamente l’Erario ed i Comuni incasseranno 9,6 miliardi di euro. Per entrambe la scadenza è appunto fissata a mercoledì prossimo, a meno di 10 giorni dal Natale.

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