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Il regime fiscale da scegliere all’apertura della partita Iva

La scelta del regime fiscale al momento dell’apertura della partita Iva o quando si superano i limiti di fatturato o quando ne vengono introdotti di nuovi è una processione decisionale che deve prima di tutto prendere in considerazione il disposto normativo, l’analisi dei requisiti oggettivi e soggettivi da avere per accedere, se esistono obblighi a carico di alcune categorie di società o di lavoratori autonomi o professionisti e talvolta che presta il fianco a calcoli di convenienza.
In questo articolo cerchiamo di fare una sintesi dei principali regimi fiscali che potete adottare per esercitare la vostra libera professione con partita Iva.

Regime Fiscale dei contribuenti minimi
Nella quasi totalità dei casi resta quello più conveniente, senza dubbio dal 2012 diventerà il regime fiscale più conveniente anche se dovrete verificare se potrete rientrarvi. La tassazione prevista per il nuovo regime dei minimi è fissa al 5%, ossia sul vostro reddito imponibile sarà applicata una tassazione secca del 5% a titoli di irpef, Irap ed Iva. Restano fuori le imposte minoritarie ed indirette come per esempio l’imposta di registro, di bollo avulse dall’attività di lavoro autonomo.

Vecchio regime dei minimi
Fino al 31 dicembre 2011 resterà in vigore l’ordinario o vecchio regime dei minimi che ha permesso a partire dal 2008 di beneficiare di una tassazione del 20% secca e che molti di voi hanno utilizzato per vie delle enormi semplificazioni che ha apportato rispetto agli altri regimi anche in termini di tenuta delle contabilità dei registri contabili, delle annotazioni delle fatture e simili.

Regime fiscale delle nuove iniziative imprenditoriali
Nell’ambito della finanziaria per il 2000 è stato introdotto con l’articolo 13 della Legge 388 del 2000 il nuovo regime fiscale delle nuove iniziative imprenditoriali che invece permetteva di scontare applicare una tassazione del 10% sul reddito imponibile e che potrebbe sembrare più conveniente del vecchio regime dei minimi e meno del nuovo regime fiscale dei minimi. Premetto che rispetto al vecchio regime dei minimi non sempre era meno conveniente in quanto nell’articolo dedicato proprio alla convenienza tra regime forfettario e minimi ne ho tracciato alcune differenze (prima tra tutte a mio avviso è che nel regime delle nuove iniziative produttive i contributi previdenziali non sono deducibili mentre nel regime dei minimi si). Potete leggere le differenze tra forfettone e regime dei minimi ai fini della valutazione sulla convenienza. Dal 2012 il regime dei minimi diverrà il regime fiscale da scegliere avendo una tassazione secca del 5% sul fatturato.

Vecchi regimi fiscali
Non voglio tediarvi a raccontarvi i vecchi regimi dei minimi come il regime fiscale super semplificato o quello delle attività marginali in quanto sono stati aboliti a partire dal 2007 e quindi inutile parlarne.

 Dal 2012 quale regime fiscale conviene e quale scegliere
Dal primo gennaio 2012 invece il legislatore nel Decreto Sviluppo ha introdotto il nuovo regime dei minimi che seconod il disposto normativo dovrebbe assorbire tutti i regimi forfettari di determinazione delle imposte irpef, Irap ed iva ma che al momento desta ancora qualche perplessità sulla reale portato di questo assorbimento e sulle modalità di applicazione.

Altro discorso invece riguarda l’applicaizone di una contabilità ordinaria e semplificata, opportunità questa, che viene concessa dal legislatore fiscale per agevolare i contribuenti che sviluppano fatturati e attività contenute e che giustamente dovrebbero essere sgravati da alcuni costi amministrativi.

Vi segnalo comunque una guida al nuovo regime dei minimi.

Altro discorso invece rigurda i regimi fiscali delle società la cui articolazione dipende dal volume del fatturato, dal numero dei dipendenti e dal capitale sociale e che possono consistere in una semplificazione degli adempimenti amministrativi, contabili e fiscali il che si traduce anche in un risparmio di costi effettivi diretti per l’utilizzo di software e di personale direttamente destinato al loro soddisfacimento.

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