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Redditometro e disponibilità di denaro contante sul conto corrente in banca

Redditometro - tastiera con maniCome avete avuto modo di leggere nelle domande sul nuovo redditometro e quello successivo qui ci prepariamo a difenderci nel caso di accertamenti sintetici dell’agenzia delle entrate annullabili appellandoci alla capacità reddituale al momento dell’acquisto basato sul possesso di denaro sul conto corrente bancario.

Premessa: il redditometro vecchio ha fatto tante vittime

In realtà lo strumento del redditometro è stato molto depotenziato o se la vogliamo vedere sotto un altro punto di vista è statao ottimizzato perchè prima faceva molti danni,intendosi per danno la possibilità che andasse a colpire situazioni in cui ‘evasione fiscale non esisteva proprio. Ricordo a tal fine i casi assurdi di persone appassionate di auto che si vedevano recapitare ricostruzioni sintetiche del reddito solo perchè avevano acquistato macchine vecchie di 20 anni ma di elevata cilindrata. Il vecchio redditometro calcolando il reddito sulla base dei cavalli fiscali generava redditi elevatissimi e assolutamente non giustificabili con la situazione reddituale e patrimoniale dichiarata dall’ignaro contribuente che poche colpe aveva se non quella di aver acquistato una macchina, magari per pochi migliaia di euro e vedersi arrivare uan cartella per decine di migliaia.

Il redditometro oggi e la normativa antiriclaggio e limiti all’uso del contante

Oggi fotunatamente si è capito, solo dopo qualche migliaia di cartelle di pagamento ad minchiam, che il redditometro aveva senso solo se si poneva l’obiettivo di andare a colpire e calcolare la spesa effettiva derivante dal possesso, riprendendo l’esempio di prima dell’auto. E quidni non ci voleva tanto capire che quell’auto avrebbe generato costi solo per assicurazione, benzina, e manutenzione ordinaria annuale. Ecco quindi che anche a me arrivano molto meno richieste di chiarimenti da parte di contribuenti perchè il redditometro è statao migliorata anche se restano ancora molte voci per le quali si prende in considerazione la media ISTAT che può non rispecchiare al situazione del contribuente.

A questo dobbiamo associare anche la normativa diretta a limitare l’uso del contante o le nuove norme sull’antiriclaggio, o anche altri adempimento (come l’uso del POS negli studi) che sono tesi a far emergere il nero e spingere i professionisti a segnalare eventuali operazioni sospetto pur mantenendo comunque il segreto professionale con il cliente.

Sintesi del funzionamento del nuovo redditometro

L’accertamento sintetico si origina dalla presenza di uno scostamento tra reddito minimo presunto da parte dell’agenzia delle entrate e reddito dichiarato da contribuente nella dichiarazione dei reddito in misura superiore al 20% anche per un solo anno di imposta. Il reddito ricostruito da parte dell’agenzia come abbiamo avuto modo di vedere insieme si orgina da un paniere di beni e di spese che il contribuente sostiene e di cui si lascia traccia inevitabilmente. Potete leggere a tal proposito l’articolo dedicato alle spese che entrano nel redditometro.

Leggi l’articolo dedicato a come difendersi dal redditometro. Questo paniere di beni (a titolo di esempio autovetture, case, seconde case, interessi su mutuo, detrazione lavori, iscrizioni scuole private, ecc) è moltiplicato per una serie di valori desunti statisticamente dall’agenzia delle entrate e sommati algebricamente in modo da portare alla quantificazione di un reddito presunto e a cui sono applicati dei correttivi. Qualora, anche per un solo anno, il reddito inserito nella dichiarazione dei redditi dal contribuente differisca di oltre il 20% da quello presunto scatta la richiesta di informazioni da parte dell’agenzia delle entrate. Breve parentesi: la richiesta di informazioni, prima dell’erogazione delle sanzioni è obbligatoria pena l’annullamento della cartella di pagamento inviata dall’agenzia delle entrate. L’onere della prova è a carico Vostro pertanto armatevi di pazienza e vedete cosa potete fare.

Con questo strumento si combatte la lotta all’evasione fiscale da sempre piaga di questo paese senza ombra di dubbio, al pari dell’eccessiva pressione fiscale che non vediamo rispecchiarsi in servizi ai cittadini in grado di soddisfarne le attese. Non vi chiedete e non mi chiedete poi perchè pagate le imposte di bollo e di registro per esempio perchè non ve lo so dire. Anche in Germania si stupiscono della doiversificazione del sistema di impositivo Italiano talvolta per il pagamento di servizi che dovrebbero essere impliciti nel pagamento delle imposte principali quali l’irpef.

Da sapere

I dati personali sui vostri conti correnti saranno ugualmente tutelati dalla privacy in base all’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo come ravvisato dalla Corte di Strasburgo.

Cosa fare per difendersi dal redditometro

Prima di tutto si deve capire quale bene ha originato lo sconfinamento e molto probabilmente è la macchina che ha fatto il danno (leggi l’articolo dedicato alle auto e redditometro)  in quanto a mio avviso i coefficienti sono immotivativatamente elevati e non rispecchiano l’effettivo esborso di denaro o lo stile di vita associato al possesso duel detemrinato bene e all’effettivo esborso che consegue alla gestione e manutenzione di un auto nell’anno di imposta oggetto di accertamento sintetico. Se invece parliamo di acquisto di immobili o di altri incrementi patrimoniali dovete sapere che si presumono acquistati con i risparmi in quote costanti nell’anno di acquisto e nei cinque precedenti salvo prova contraria. Questo implica che in sede ci controllo fiscale presumono ma se voi avete ricevuto un’eredità sei anni prima siete tranquilli, ora tutto sta a vedere come dimostrarglielo in quanto tutti spesso amiamo gettare tutte le carte via per fare pulizia. Ora potete immaginare che riservare un cassetto in casa per la documentazione fiscale, estratti conto bancari, dichiarazioni e simili, dove conservarvi tutto, è fondamentale.

Con il nuovo redditometro le medie ISTAT prendono sempre più importanza e si lasciano per la strada quelle tabelle con gli indici che non si sa aveva preparato e che mietevano non poche vittime. Oggi almeno sappiamo che le medie ISTAT hanno un maggior senso anche se si può sempre dimostrare, carte alla mano, che ci si è discostati.

Passaggio importante

Passando in rassegna i passaggi per scongiurare l’applicazione delle sanzioni il vostro obiettivo non è comprovare tutto il reddito ma solamente il differenziale che riporterebbe il reddito dichiarato ad un valore tale che il differenziale con quello presunto è inferiore al 20%. Già questo vi da una misura di quanto dovete giustificare.

In tal senso prima di tutto verificare che vi sia stata una preventiva richiesta di informazioni, successivamente potete cercare di dimostarre la presenza di reddito imponibile già tassato come per esempio redditi già assoggettai a tassazione alla fonte come alcune rendite finanziarie che alimentano il reddito dipsonibile ma di cui il fisco potrebbe non averne immediata evidenza per il tramite della banca di cui vi siete serviti. Oppure potrete dimosrare che vi sono redditi esenti o tassati secondo un regime particolare come per esempio quello agricolo o di allevamento o altri che non sono entrati nel modello di dichiarazione 730 o unico, oppure indennizzi percepiti o rimborsi da polizze assicurative.

Altrimenti potrete avere delle somme che derivano da successioni o donazioni, queste ultime dimostrabili con estratti conto bancari alla mano e le successioni dimostrate anche con le dichiarazioni alla mano, o con il pagamento delle imposte di registro se dovute.

Beni che non entrano nel calcolo del redditometro o che sono valutati in misura ridotta

Esistono dei beni inoltre che dovranno essere esclusi o considerati in diversa misura come nel caso degli immobili dati in loccazione o anche in uso gratuito che potranno essere calcolati facendo riferimento ai canoni effettivamente spettanti seppur non ancora percepiti, oppure eventuali beni strumentali o destinati alla propria attività, il 50% di questi se destinati ad uso promiscuo.
Inoltre non dovranno rientrare nel redditometro eventuali premi annuali corrisposti alle compagnie di assicurazioni per le assicurazioni di responsabilità civile, polizze vita, infortuni e malattie o  incendio e furto di veicoli.

Calcolare gli imposti effettivamente spesi per quel bene

Qualora produciate i costi effettivente sostenuti per quel bene rientrante nel paniere con documentazione fiscale probante siete nelle condizioni di disconoscere il redito presunto ricostruito dal fisco con facilità.

Reddito del nucleo familiare

Successivamente dovete prendere in considerazione il fatto che potete benissimo avere dei beni che sono stati pagati dai vostri genitori o altri componenti del nucleo familiare, come di frequente accade, solo che questo andrà dimostrato. Il rovescio della medaglia è che a quel punto il vostro familiare rientrerà probabilmente nella verifica fiscale da parte dell’agenzia delle entrate. A tal proposito vi consiglio di leggere l’articolo dedicato all’acquisto di casa al figlio da parte del padre.

Il vostro obiettivo

La prova principe è sempre quella disponibilità di denaro contante in banca al primo gennaio dell’anno oggetto di accertamento fiscale e anche l’esborso finanziario della spesa per l’acquisto di quel bene che alimentò il redditometro del fisco. Tuttavia può non essere così semplice in quanto spesso si viene accertati dopo 3 o 4 anni rispetto all’anno di imposta oggetto di accertamento.
Se vi può essere di aiuto pertanto la risposta all’agenzia delle entrate, che sarà sempre meglio impostare sotto forma di istanza di autotutela, dovrete mirare ad abbassare il reddito presunto costruito e stimato dal fisco attraverso la dimostrazione delle minori spese effettivamente sostenuto per quel bene.

Una volta cercato di diminuire il differenziale in questo modo tra reddito presunto e reddito dichiarato dovreste cercare di spiegare il sostenimento di una spesa con altri redditi disponibili o capacità reddituali non dichiarate ma disponibili in modo da far diventare il dichiarato in linea con il presunto.

Vi ricordo comunque che altri spunti o la guida al nuovo redditometro li trovate qui sotto ossia negli articoli  finora dedicati all’argomnto.

Quello che penalizza fortemente il contribuente è il reddito generato dal possesso del bene che non è solo quello derivante dal bene in termini di spese sostenute per averlo, ma lo stile di vita che il controllo fiscale associa al possesso e che genera reddito imponibile presunto per l’agenzi delle entrate; come se supponesse che chi possiede un auto di grossa cilindrata è necessariamente un soggetto che ha un determinato stile di vita quando sappiamo benissimo che questo non corrisponde a realtà, potrebbe anche esserci una correlaizone di tipo statistico da parte dell’agenzia delle entrate e questo non è contestabile, ma sono certo che esiste una rilevante fetta della popolazione che pur avendo una macchina di grande cilindrata contstualmente conduca una vita modesta. Questa assunzione non è corretta, ma l’onere della prova di dimostrarlo è a carico nostro e non è facile spiegarlo.

Tuttavia non mancano le lacune a tale strumento accertativo di calcolo che come avete avuto modo di leggere anche dalle esperienze dirette dei lettori e di chi ha postato commenti sull’articolo si è trovato di fronte  ricostruzioni del proprio reddito imponibile a parere loro non rispondenti alla realtà o quantomeno non rispondenti all’effettivo esborso di denaro per l’acquisto, la gestione e manutenzione ordinarie straordinaria di un ‘auto tanto per fare un esempio o di una barca.

Per questo il consiglio che vi posso dare è oltre a leggere gli articoli correlati dove trovate gli strumenti per difendersi dal redditometro anche altri spunti come per esempio quello di mantenere la documentazione in merito all’effettivo esborso di spese almeno nel caso di acquisto di questi beni come auto e barche che secondo il fisco genera un reddito altissimo come anche visto in alcune pronucne giurisprudenziali e anche in alcune circolari della stessa agenzia dove indicano dove concentrare le verifiche e come comportarsi in caso di alcune tipologie di accertamento come questo, ossia possesso di auto da parte di figli, acquisto di immobili dai genitori e simili.

Anzi proprio su questo ultimo esempio vi segnalo l’articolo sul redditometro e le imbarcazioni con l’esperienza di retta di un contribuente.

Sentenza contraria alla presunzione di nero sull’uso del contante (fate girare)

Vi segnalo una importante sentenza della creo di Cassazione del 6 ottobre 2016, n. 228 che si è espressa dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’articolo 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 con cui l’agenzia delle entrate presupponeva che i prelievi di contante da conto corrente fossero costi produttivi di ricavi non dichiarati e come tali soggetti a tassazione con applicazione di sanzioni ed interessi per di più con onere della prova a carico del contribuente. In pratica uno strumento assurdo come lo era al tempo il redditometro sulle auto, poi modificato e corretto, ma solo dopo anni di accertamenti che hanno visto forse ingiustamente vittoriosa l’agenzia delle entrate.

Condono sui prelievi ed incassi di contante

Aggiornamenti: Vi segnalo anche la nuova manovra economica 2017 dove sarà consentito anche di regolarizzare i prelievi e versamenti di contante con il pagamento di un’imposta rispettivamente del 35% e del 15%.

Guida al Redditometro Elenco voci possibili controllate del redditometro Auto e Redditometro

4 commenti

  1. Vi segnalo una importante sentenza della creo di Cassazione del 6 ottobre 2016, n. 228 che si è espressa dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’articolo 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 con cui l’agenzia delle entrate presupponeva che i prelievi di contante da conto corrente fossero costi produttivi di ricavi non dichiarati e come tali soggetti a tassazione con applicazione di sanzioni ed interessi per di più con onere della prova a carico del contribuente. In pratica uno strumento assurdo come lo era al tempo il redditometro sulle auto, poi modificato e corretto, ma solo dopo anni di accertamenti che hanno visto forse ingiustamente vittoriosa l’agenzia delle entrate.

  2. Sono un pensionato e vorrei porre una domanda,da diversi anni per vari motivi prelevo soldi dal conto per tenerli materialmente in tasca,sono un evasore?

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