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Partite Ive con Regime Minimi o Forfettone e nuove iniziative imprenditoriali

Al momento dell’apertura della partita iva si apre il problema della decisione del regime fiscale agevolato da applicare se il regime fiscale dei minimi o delle nuove iniziative imprendotoriali anche detto forfettone delle modalità di fatturazione, quale conviene e come bisogna comportarsi. Potete leggere questa breve guida fiscale che delinea le differenze tra i due i punti di forza e di debolezza per scegliere al meglio ed essere preparati quanto il vostro commercialista vi presenterà le diverse alternative.

Prima di iniziare vi segnalo l’articolo dedicato al nuovo Regime dei minimi che sostituisce quelli trattai in questo articolo.

Partiamo dalla caratteristica principale dei due regimi fiscali che è l’aliquota irpef applicata:

Differenze ai fini Irpef
Nel caso del regime agevolato delle nuove iniziative imprenditoriali si applicherà una imposta sostitutiva ai fini irpef del 10% da versare tutta in sede di dichiarazione annuale. Nel regime dei minimi invece avremo una imposta sostitutiva ai fini Iva, Irpef, ed Irap pari al 20%. Già in questa sede iniziamo a percepire la sottile differenza tra i due regimi: uno il 10% il regime dei minimi il 20%.

Differenze ai fini Irap
Ai fini della imposta sulle attività produttive Irap i due regimi si differenziano in quanto mentre con il regime delle nuove iniziative imprenditoriali si dovrà versare il tributo pieno che prendiamo per il 4,25% sui ricavi mentre per il regime dei minimi viene assorbito dal pagamento dell’imposta sostitutiva del 20%. Vero è che rientrare nell’ambito di applicazione oggettivo del tributo Irap è piuttosto difficile se ci si colloca all’interno di questi due regimi in quanto si presume che non si hanno quelle caratteristiche legale all’attività autonoma organizzata che fanno presumere che difficilmente potremo considerare l’Irap come una discriminante nelle decisione del regime più conveniente tra forfettone e regime fiscale dei minimi.

Differenze ai fini Iva
Ai fini dell’imposta sul valore aggiunta forse si esplicano la maggior parte delle differenze in qaunto mentre coloro che aderiscono al momento dell’apertura di partita Iva per il regime delle nuove iniziative imprenditoriali ex art. 13 della L. 388 del 2000 si applicherà l’va in fattura e si pagherà annualmente in sede di dichiarazione versando l’Iva dovuta e detraendo quella sugli acquisti, nel regime dei minimi viene assorbita sempre dall’imposta sostitutiva del 20% ma si dovrà rinunciare altresì al diritto alla detrazione dell’Iva sugli acquisto, pertanto laddove abbiate intenzione di sostenere dei costi iniziali per l’acquisto di qualche bene strumentale corposo diventerà conveniente aderire al regime delle nuove iniziative imprenditoriali.

Differenze a fini della ritenuta d’acconto
Ai fini della applicazione della ritenuta d’acconto in fattura avremo una sostanziale differenza con riflessi finanziari in quanto mentre nelle fatture dei titolari di partita Iva  di coloro che aderisscono alle nuove iniziative imprenditoriali non si applicherà la ritenuta d’acconto e si addebiterà l’Iva in fattura (percependo di fatto un corrispettivo maggiore al momento dell’emissione della fattura) nel regime fiscale dei minimi regime non si applicherà l’Iva del 20% ma una ritenuta d’acconto del 20% che poi andrà indicata in dichiarazione.

Adempimenti Fiscali nei due regimi agevolati
Il regime dei minimi si presume come regime naturale di adesione del contribuente anche se vi indico che vale il comportamento concludente del soggetto pertnto laddove vi scordiate di indicarlo e vi comportiate in altro modo non correte rischio di rettifica da parte del fisco e dell’Agenzia delle Entrate.

Il regime fiscale dei minimi è stato creato proprio al fine di semplificare gli adempimenti in capo ai soggetti titolari di partita Iva ed infatti prevede, a dire il vero come nell’altro regime l’esonero da obblighi contabili se non quello di mantenere una copia delle fatture emesse e ricevute per la certificazione dei corrispettivi percepiti e degli acquisti e spese sostenute.

Limiti dei ricavi
IL legislatore fiscale ha imposto un limite di 30.987,41 euro per i ricavi percepiti dal contribuente che aderisce alle nuove iniziative imprenditoriali (se eroga servizi altrimenti se effettua altre attività sale a 61.974,83 euro) mentre per il regime dei minimi si fa riferimento ai 30.000 euro. Non approfondiamo invece gli altri requisiti richiesti in qaunto indicati nelle rispettiche guide fiscali.

Sintesi detrazioni per libero professionisti con partita Iva Guida al regime dei Super Minimi 2011

Vi ricordo se avete intenzione di porre in essere operazioni intracomunitarie dovrete chiedere la preventiva istanza di adesione al VIES
Vi ricordo inoltre la guida al regime fiscale dei minimi

Guida alla fatturazione ed emissione della fattura ai clienti

Elenco delle spese da portare in detrazione deduzione dal reddito imponibile

 

Vi segnalo l’articolo dedicato al nuovo Regime dei minimi che sostituisce quelli trattai in questo articolo.

6 commenti

  1. Ho dimenticato di dire che ho il regime per le nuove iniziative imprenditoriali.
    E la domanda è rivolta sia ai fini irpef che quelli inps. Ripeto, la fattura di 4100€ me l’ha proposta per non superare i 10000€!

  2. Non capisco ai fini di cosa? Ai fini INPS? Irpef?
    Ai fini INPS deve versare i contributi superati i 5 mila euro e ai fini irpef versa imposte su tutti i 14000

  3. Buona sera a tutti,
    vorrei sapere, se l’imponibile non supera i 10000€ / annui, devo pagare qualcosa?
    Mi spiego meglio: il mio imponibile è 14000€, il mio consulente mi ha proposto una fattura da 4100€ , in maniera da non superare i 10000€ e quindi non dover pagare niente. Tranne, ovvio, l’iva. È corretto?

  4. Salve,
    volevo sapere se come proprietaria di un B&B è possibile usufruire di questo regime fiscale e se si, se è conveniente.
    Ringraziando per un eventuale risposta,
    Cordialmente

    Chiara

  5. Ho molti dubbi a riguardo e vorrei dei consigli se possibile:
    vorrei aprire una attività rivolta esclusivamente a privati e non so quale sia la strada più vantaggiosa tra apertura della partita iva con regime dei minimi o Forfettone e nuove iniziative imprenditoriali.
    Presupponendo che avrò delle spese fisse annuali come le spese per l’auto benzina o eventuali riparazioni, bolletta del telefono e eventuale acquisto pc(quasto però una tantum), quale delle due è più conveniente?
    Se non ho capito male se io in un anno ho 2000 euro di spese ne caso della P.iva regime dei minimi non posso recupararli se non ho un imponibile di almeno 2000 euro giusto?
    Mentre nel caso del forfettone posso togliere subito l’iva no?
    Cioè, presupponendo di guadagnare da questa attività 10000 euro l’anno quanto mi rimane in tasca togliendo le varie tasse da pagare?
    spero di essere stato chiaro

    grazie per un eventuale risposta

  6. Grazie, davvero molto chiaro… questo dubbio mi attanaglia!

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