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Obbligo Iscrizione INPS: casi e chiarimenti

inpsNel seguito i casi in cui l’iscrizione all’INPS è obbligatoria ed i casi di esenzione che possono dipendere dalla tipologia di attività e dalla soglia di reddito prodotto. nel seguito trovate una sintesi dei casi in cui è obbligatorio iscriversi. Scoprirete che non sono obbligati solo i lavoratori dipendenti ma anche i lavoratori autonomi e quelli che salgono attività di lavoro occasionale, anche se non sempre.

Esistono infatti delle soglie di valore al di sotto delle quali vi sono esenzioni dipendenti anche dal numero di datori di lavoro avuti nel corso dell’anno oggetto di dichiarazione contributiva.

Soggetti obbligati

Lavoratori Autonomi

Se svolgete un’attività di lavoro autonomo abituale e continuativa ed avete aperto la partita Iva, solo per fare un primo esempio che potrebbe interessare molti di voi. Parliamo di lavoratori autonomi, non importa se professionisti iscritti all’albo o meno, che producono redditi derivanti dall’esercizio anche non esclusivo di una attività di lavoro autonomo.

In questa sede non ci importa sapere come saranno tassati ai fini Irpef i redditi di lavoro autonomo. Siamo interessati solo dell’obbligo di iscrizione o meno.

Sono soggetti all’obbligo di iscrizione i professionisti titolari di partita Iva anche senza un Albo di appartenenza e senza una propria posizione aperta presso la Cassa di previdenza. Questo indipendentemente dal fatto che esercitino una attività abituale e continuativa che li obbligherebbe ad aprire la partita Iva.

Per molti Albi infatti è necessario presentare un’istanza ad Hoc nel caso di non esercizio della professione per essere esonerati dal versanti di contributi.

Saranno obbligati anche gli iscritti ad Albi che non hanno (perchè non esiste o perché non si sono iscritti) alla Cassa di Previdenza sociale.

Saranno obbligati anche coloro che pur essendo iscritti al proprio Albo professionale e aventi la Cassa di previdenza producono redditi non assoggettati a contribuzione previdenziale.

Professionisti senza cassa

I liberi professionisti dichiarano i redditi provenienti dalla loro attività nel quadro RE (redditi da lavoro autonomo) o, in caso di esercizio in forma associata, nel quadro RH (redditi di partecipazione) oppure nel quadro CM (in caso di regime dei minimi) o nel quadro LM (in caso di regime forfettario).

La base imponibile previdenziale è pari all’imponibile fiscale, così come risulta dalla dichiarazione dei redditi e dagli accertamenti definitivi (v. Principi): è quindi definita per differenza fra i compensi percepiti e le spese, secondo i criteri previsti dall’art. 54 del TUIR (ex art. 50).

Potrebbe interessarci anche l’adesione di un lavoro autonomo al regime forfettario dei minimi perchè gode di una specifica agevolazione sull’aliquota contributiva, seppur non esente dall’iscrizione.

Sono obbligati le persone fisiche che sono titolari di redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Coloro che incassano le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, semprechè gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente di cui all’articolo 46, comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente, o nell’oggetto dell’arte o professione di cui all’articolo 49, comma 1, concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente (ex art. 50, co. 1, lett. c-bis, D.P.R. 917/1986)

Venditori a domicilio

La definizione di questa particolare categoria di lavoratori è definita dall’art. 36 della Legge 426/1971 che li definisce come coloro che effettuano vendite per corrispondenza sul catalogo o a domicilio è soggetta alle norme di cui al capo I della presente legge. Per gli incaricati delle ditte esercenti la vendita a domicilio, le ditte debbono comunicare gli elenchi alle autorità di pubblica sicurezza competenti per territorio, le quali possono negare l’autorizzazione per gravi motivi di natura penale. Analoga autorizzazione è prescritta per coloro che sono incaricati dell’esibizione di campioni, dell’illustrazione di cataloghi e di ogni altra forma di propaganda commerciale effettuata a domicilio.
Le ditte interessate rilasciano un tesserino di riconoscimento alle persone incaricate e rispondono agli effetti civili dell’attività delle stesse. Le vendite di cui sopra debbono essere coperte da assicurazione per eventuali danni al consumatore. I prodotti debbono comunque essere coperti da garanzia e, qualora non corrispondano all’ordinazione, debbono essere sostituiti o deve venir rimborsato il prezzo pagato. Le modalità di svolgimento delle attività di cui ai commi precedenti saranno stabilite dal regolamento di esecuzione della presente legge.

Attività di lavoro occasionale

Cambia la disciplina del lavoro occasionale ma non cambia il tetto entro cui la prestazione occasionale mantiene l sua esenzione dall’iscrizione alla gestione INPS. Sono esenti infatti i titolari di redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale qualora il reddito annuo derivante da tale attività non superi il limite di € 5 mila annue.

Gestione Artigiani

L’imprenditore artigiano deve avviare l’attività tramite la Comunicazione Unica da presentare all’Albo imprese artigiane al fine di assolvere sia tutti gli adempimenti amministrativi previsti per il Registro delle imprese sia quelli previdenziali e assistenziali per l’INPS

Gestione Commercianti

L’imprenditore commerciale avvia e modifica l’attività con la Comunicazione Unica da presentare alla Camera di Commercio con lo scopo di assolvere tutti gli adempimenti amministrativi previsti per il Registro delle imprese, per l’INPS ai fini previdenziali e assistenziali e per il rilascio del codice fiscale e della partita IVA

Il versamento del contributo previdenziale in genere passa attraverso una fase di addebito parziale al proprio cliente o datore di lavoro. Nè un esempio il contributo del 4% addebitato in fattura dal professionista (Commercialista, Ingegnere Avvocato, etc).

Lavoratori Agricoli Autonomi

Qui abbiamo una categoria di laccatori a parte che sarà soggetta lo stesso al versamento al di sopra di eventuali fascia di reddito. La qualificazione di questi però dipende dal rispetto di una serie di requisiti. Per questo trovate un articolo di approfondimento a parte dedicato ai contributi INPS per i Lavoratori e Imprenditori agricoli.

Questi si suddividono in Coltivatori diretti, Imprenditori agricoli professionali e Lavoratori agricoli associati.

Associati d’opera

Chi versa il contributo INPS

Nel caso del lavoro dipendente in cui l’onere contributivo viene ripartito nella misura di 2/3 a carico del committente e di 1/3 a carico del collaboratore/lavoratore. Nel caso del libero professionista o lavoratore autonomo generalmente si assiste al ribaltamento di una piccola quota di contributo al cliente in fattura. Sarà poi il lavoratore autonomo a versarlo direttamente in occasione del versamento del saldo di giugno e del secondo acconto di novembre.

A quale sezione iscriversi

questo dipende dall’attività da voi esercitata e dalla forma con cui la state esercitando. Vi sono attività che vi obbligano all’iscrizione alla gestione di impresa INPS. Altre che invece vi obbligano alla gestione individuale e altri a quella separata.

AD questo discendo diverse aliquote per il calcolo ed il versamento del contributo INPS e anche del soggetto obbligato al versamento. Sappiamo infatti che i contributi, nel caso di lavoratori dipendente sono versati direttamente dal datore di lavoro chili trattiene dalla busta paga.

Nel caso dei libri professionisti in genere si passare per una fase dichiarativa dei redditi incassati nel corso del periodo di imposta e si procede con una autoliquidazione del versamento contributivo.

http://www.tasse-fisco.com/liberi-professionisti/aliquote-inps-2018-gestione-separata-contributi-previdenziali-ivs-tabella-dis-col/36948/
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