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Archivio VIES: Obbligo comunicazione operazioni Intracomunitarie Partita Iva

archivio vies... carico come un muloL’Agenzia delle Entrate ha introdotto il nuovo obbligo della dichiarazione della volontà di effettuare operazioni intracomunitarie e di iscriversi al VIES mediante presentazione dell’Istanza all’agenzai delle entrate secondo tempi e modi che vediamo di seguito.

Le modalità per un nuovo adempimento nei confronti dei titolari di partita Iva che intendono porre in essere operazioni intracomunitarie, vale a dire le operazioni definite dal titolo II capo II del DL 331 del 1993 avente ad oggetto gli interventi di armonizzazioni della disciplina comunitaria dell’imposta sul valore aggiunto meglio conosciuta come IVA e che dovranno darne comunicazione con istanza o nel modello di apertura di partita Iva (Modello AA7/10 o AA9 di inizio attività che tutti i titolari di partita Iva conoscono) all’Agenzia delle entrate al fine di essere inseriti tra i soggetti che hanno la facoltà di operare o e contro il diniego e conseguente rischio di revoca della facoltà di operare.

Chi è obbligato alla comunicazione

Sono obbligati i soggetti titolari di partita Iva che pongono in essere o hanno intenzione di porre in essere operazioni intracomunitarie. A tal fine dobbiamo distinguere tre fattispecie a seconda del momento in cui si trovano i soggetti con partita Iva:

Soggetti esclusi dall’archivio Vies e dlal’obbligo di comunicazione della volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie

Sono i titolari di partita iva che hanno iniziato l’attività prima del 31 maggio 2010 e che hanno presentato gli elenchi Intrastat o per gli anni 2009 o 2010 o che pur avendoli compilati ed inviati hanno adempiuto agli obblighi dichiarativi Iva per il 2009 e che potranno comunque riattivare il procedimento di richiesta di inclusione dell’archivio dei soggetti autorizzati ad effettuare operazioni intracomunitarie.

Ne caso invece non abbiate presentato intrastat in questi due anni allora probabile che dalla verifica autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie usciate che non avete i requisiti per effettuare operazioni intraomunitarie.

Leggi anche: Controllo Partite Iva Comunitarie e Codici ISO Paesi Esteri

Soggetti che sono già titolari di partita IVA

Potranno presentare apposita istanza in carta semplice o mediante modelli messi a disposizione dall’agenzia delle entrate con cui si dichiarano i termini e le modalità di esercizio della professione, anche se non capisco perché dovrei mettere al corrente della tipologia specifica del mio business se non per una pericolosa ingerenza dello Stato nell’attività di impresa, oppure non optare per l’opzione.

Soggetti non residenti che presentano il modello ANR

Potranno comportarsi come i soggetti residenti

Soggetti che hanno iniziato l’attività tra il 31 maggio 2010 ed il 28 febbraio 2011

Per questi soggetti l’inclusione nell’archivio VIES non è automatico ma sarà possibile attivare la stessa procedura vista per i due casi sopra riepilogati.

Quali sono le operazioni intracomunitarie del Titolo II capo II del DL 331 del 1993

Facciamo riferimento alle operazioni intracomunitarie che hanno ad oggetto la cessione di beni con trasferimento degli stessi in altro paese appartenente alla Comunità Europea comprese le operazioni ausiliare per far entrate il soggetto acquirente nella disponibilità del bene e quindi i servi connessi alla cessione (trasporto imballaggio, ecc), salvo eventuali circolari dell’agenzia delle entrate sul tema che potranno chiarire meglio la dimensione e la portate del nuovo provvedimento.

Come effettuare l’iscrizione al VIES

Come verificare l’iscrizione della propria partita Iva o di quella di altri soggetti nel VIES con il software VIES dell’agenzia delle entrate in cui sarà possibile verificare se un soggetto comunitario è censito o meno.

Riferimenti normativi

Il nuovo obbligo per i titolari di partita Iva nasce dall’art. 27 della nuova manovra economica 2010 (Manovra d’estate) che ha inteso recepire le direttive della comunità europea al fine del contrasto delle frodi internazionali Iva dando facoltà alle amministrazioni nazionali di strutturare un regime di controlli e di autorizzazioni all’esercizio dell’attività di impresa.

Le motivazioni del provvedimento sono da rintracciarsi all’interno della direttiva 112/2006 dell’unione Europea che insieme all’Anti tax fraud strategy (ATFS) expert group (Gruppo di esperti antifrode in seno alla Commissione europea), nell’articolo 214 detta una serie di indicazioni acui la normativa nazionale con questo provvedimento si è allineata.

Articolo 35, comma 15-quater del DPR 633 del 1972.

Riflessioni
Fermo restando il profilo dubbio di costituzionalità connesso alla possibilità di revoca della partita Iva da parte dell’agenzia delle entrate che non dovrebbe andare contro alla libertà di impresa, perché se un soggetto titolare di partita Iva pone in essere dei comportamenti vi sono delle norme che ne regolano la sanzionabilità ma prima di arrivare alla interdizione ce ne dovrebbe passare.

Link utili per le consuete verifiche da effettuare qualora vi capiti di lavorare con soggetti etseri sia nell’ipotesi in cui siete voi a fornire beni o servizi sia nel caso in cui siate voi a richiederli e acquistarli.

Vendita e Acquisto all’estero di beni e servizi

Potete leggere un ulteriore articolo dedicato sempre al commercio con l’estero e agli adempimenti da porre in essere.

Controllo Partite Iva Comunitarie

Codici ISO Paesi Esteri

Abbiamo già pubblicato un vademecum per il nuovo obbligo Vies sulle operazioni intracomunitarie

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