La riforma delle pensioni che dovrebbe essere contenuta nel pacchetto di misure per il nuovo decreto sullo sviluppo di ottobre 2011 dovrebbe contenere in sintesi l’innalzamento dell’età pensionabile raggiungendo quota 100 vista sempre come la somma tra età anagrafica e numero di anni di contribuzione.
Già nel 2011 la quota è salita a 95 ed è previsto che salga nel 2012 a 96 e nel 2013 a quota 97.

Nelle norme allo studio che dovrebbero riformare il settore pensionistico italiano con questa manovra delle pensioni 2011, sarebbe previsto il paletto dei 60 anni di età come pre requisitio minimo per accedere alla pensione indipendentemente dal numero di anni di contribuzione.
I 60 anni diventano d’obbligo e, detto tra noi, è un’ipotesi condivisibile che può trovare in accordo laddove per esempio dall’altro versante siano stati raggiunti supponiamo 40 anni e oltre di contributi.

Rircordiamo che in Europa il livello minimo di anzianità è maggiore e il cirterio di agganciamento alle aspettative di vita è un criterio democratico.

Viene inoltre eliminata la differenza tra uomini e donne per accedere alla finesstra della pensione che fino allo scorso anno era tuttora in piedi e che vede nella Pubblica Amministrazione a partire dal 2012 il rispetto dei 65 anni di età per accedere. Nel settore privato invece questa equiparazione è prevista non prima del 2026 anche se su questo punto l’anticipazione sarebbe già un punto condiviso da tutte le forze politiche.

Inutile dire che chi oggi inizia a lavorare non deve attendersi una pensione d’oro nè tanto meno di andare in pensione con gli attuali parametri e per questo consiglio sempre una piano di previdenza complementare che supporti il lavoratore fino a quando un domani dovrà andare in pensione a 69 anni.

La proposta sul Tavola
La proposta del Governo sarebbe quella di innalzare l’età minima pensionabile a 67 anni di anzianità come requisito minimo e di equiparare fin da subito uomini e donne.

Riduzione delle pensioni di reversibilità
Sarebbe anche allo studio una diminuzione dell’indice di reversibilità riconosciute sulle pensioni ai coniugi del lavoratore dipendente in pensione anche se sinceramente non sembra una decisione democratica.

Cosa ne pensate delle nuove misure al vaglio? Fate sentire la vostra voce lasciando un commento.

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