Con la nuova manovra economica 2011 il legislatore fiscale interviene sullo stauto dei diritti del lavoratore modificando l’articolo 18 nella parte in cui si da possibilità di licenziare laddove vi sia il consenso da parte dei sindacati. Le domande che si ponogno rispetto al nuovo emendamento sono diverse in quanto prima tra tutte è la finalità alla quale tale emendamento è stato destinato.

Tra gli ingredienti inseriti nella ricetta per uscire dalla crisi questo è del tutto sconnesso da un disegno economico teso alla crescita econmoico e allo sviluppo e rilancio del paese. Non che la nuova Manovra Economica si caratterizzera o passerà alla storia per la Manovra per l’innovazione non essendo possibili rintracciare effettive e concrete possibilità di crescita in essa se non nel titolo.

L’emenedamento in pratica interviene sull’articolo 8 della Manovra e disciplina la modifica del tanto discusso articolo 18 dello Statuto del Lavoratore, per intenderci quello che in Francia grazie a duri scontri non è stato modificato, mentre in Italia si.

L’emendamento in pratica facilità il processo di licenziamento del dipendente che ora dovrà essere caratterizzato dalla giusta causa ma potrà essere sufficiente per la chiusura del rapporto di lavoro con l’azienda un semplice consenso del Sindacato. Non ci si aspetta certo che il Sindacato da sempre difensore dei diritti del lavoratore gli si rivolga contro ma sappiamo bene che non tutti i sindacata sono quelli di una volta e molti hanno rivisto le proprie posizioni negli ultimi 10, 15 anni. Lo dimostra il fronte spesso indiviso tra le diverse sigle sindacali.

Quello che stupisce è prima di tutto la novità alla deroga per gli accordi nazionali per la contrattazioni per cui si potrà licenziare con il si dei sindacati più rappresentativi in quanto in prima battuta potrebbe essere un enorme potere in mano ai sindacati.

La prima impressione è che non sia possibile licenziare se vi sia questo si, perchè questo Si non ci sarà mai. Ma siete così sicuri. Da un punto di vista politico questa mossa da parte del governo potrebbe essere letta come un tentatvio di dare un potere in mano ai sindacati da farli litigare nuovamente. E ci sarà da scommetterci che non si creino delle psaccature nei sindacati a seguito di questo emendamento.

Da parte del lavoratore dipendente la prima cosa che viene in mente è quella di iscriversi subito se ancora non ci si è iscritto.

Non sarà possibile applicare questa novità in caso di gravidanza, di congedo matrimoniale o di congedi parentali.

Sicuramente vi sarà un ricorso alla corte costituzionale nei prossimi tempi laddove le’emendamento passerà al Senato.

Quello che non stupisce è vedere come sia stato introdotto l’ennesimo emendamento e strumenti che nulla ha che vedere con le misure per la crecia e lo sviluppo, possibile?

Per le altre novità introdote dalla Manovra potete anche fare riferimenti ai precedenti articoli scritto sul portale di fiscalità e che trovate qui di seguito.

Manovra Economica 2011: Sintesi per punti