Siete in malattia e avete bisogno di assentarvi per motivi personali: fate attenzione al vostro datore di lavoro e alla visita del medico della mutua. Ecco cos’è successo a un lavoratore di Firenze che alla visita di controllo non è stato rintracciato nella sua abitazione.

L’orientamento dell’INPS

L’Inps, come di norma, ha negato l’indennità di malattia, ma la Corte d’Appello di Firenze ha dichiarato giustificata l’assenza del lavoratore alla visita di controllo, e confermato il suo diritto a percepire l’indennità di malattia. Vediamo come sono andare le cose.

Sappiamo che lo stato di malattia del lavoratore può essere controllato su richiesta del datore di lavoro o su iniziativa dell’Inps, durante tutta la durata della malattia stessa, comprese le domeniche ed i festivi. A questo scopo, il lavoratore ha l’obbligo di essere reperibile al suo domicilio dalle 10 alle ore 12 e dalle 17 alle 19.

L’eventuale assenza alla visita di controllo domiciliare può causare la perdita del trattamento economico di malattia, a meno che non ci sia un giustificato motivo per cui il lavoratore si sia allontanato da casa.

Nel nostro caso, il dipendente si era recato a fare visita alla madre, ricoverata in un centro riabilitazione a seguito di un intervento di cardiochirurgia. Quindi la sentenza della Corte ha giustificato l’assenza e ha configurato la situazione descritta come un’esigenza di solidarietà e di vicinanza familiare che doveva essere tutelata. Si fa riferimento all’art. 29 della nostra Costituzione, dove vengono garantiti i diritti della famiglia ed i rapporti etico sociali connessi ad essa.

L’orientamento della giurisprudenza

Al di là del nostro singolo caso, la Cassazione si era già espressa in merito alle assenze alla visita di controllo: queste venivano giustificate “in presenza di un ragionevole impedimento e di un qualsivoglia apprezzabile e serio motivo consistente in situazioni tali da comportare adempimenti non effettuabili in ore diverse da quelle comprese nelle previste fasce orarie di reperibilità”.

Ma oggi, questa sentenza in particolare, ci dimostra che la nozione di giustificato motivo è in continua evoluzione e tocca temi nuovi come quelli del diritto della famiglia garantito dalla nostra Costituzione.

Per successivi approfondimenti potete mandarci anche dei quesiti al nostro indirizzo di posta elettronica.

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