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Aggiornamento sulle pensioni 2019 con Quota 100, Fornero, Opzione donna, Quota 41

Con l’arrivo del nuovo governo giallo-verde, il sistema di accesso alla pensione sta vivendo una fase di profonda evoluzione. Le pensioni 2019 prevedono il superamento della tanto discussa Legge Fornero, oltre all’introduzione di misure innovative quali Quota 100, Quota 41 e l’Opzione Donna. Scopriamo insieme le caratteristiche principali di tali modifiche e le modalità per accedervi, con la chance di maturare i contributi necessari nell’arco di tempo previsto.

Aggiornamento sulle pensioni 2019: superamento della Legge Fornero e nuova pensione di vecchiaia

A partire dallo scorso 29° gennaio, l’età di pensionamento delle lavoratrici è stata adeguata in tutto e per tutto a quella degli uomini. Di conseguenza, per accedere alla nuova pensione di vecchiaia, è necessario avere 20 anni di contributi e un’età pari a 67 anni, che salirà a 67 anni e tre mesi dal 2021, 67 anni e quattro mesi dal 2023 e 68 anni a partire dal 2031. L’assegno pensionistico che deve essere corrisposto a chi non ha versato alcun tipo di contributo prima del 1996 deve avere un’entità economica di almeno una volta e mezza superiore rispetto alla cosiddetta pensione sociale, che ammonta ad una cifra di 458 euro. Dal 2019 in poi, per aggirare questa condizione bisogna essere in possesso del requisito contributivo di vecchiaia, che per l’appunto è attualmente pari a 67 anni sia per gli uomini che per le donne. Ovviamente, tale situazione va monitorata anno dopo anno ed è in continua evoluzione.

Questo è quanto trovate attualmente nel Decreto Legge o DL n. 4/2019 in vigore dal 29 gennaio 2019 ma che deve essere ancora convertita in Legge per cui soggetta ancora a variazioni o aggiornamenti che ne potrebbero variare il meccanismo di funzionamento e con questo i requisiti di accesso.

Requisiti minimi di accesso alla pensione dopo il 29 Gennaio 2019

La novello legislativa disciplina due requisiti minimi di accesso alla domanda di pensione d:

  • almeno 62 anni di età;
  • almeno 38 anni di contributi.

Non a caso, per gli amanti della matematica 62 + 38 = 100.

Questi dovranno essere maturati entro la finestra temporale o cancello del 31 dicembre 2021

Aggiornamento sulle pensioni 2019: novità sulla pensione anticipata

Diversi elementi relativi alle pensioni 2019 cambiano anche per quanto riguarda l’accesso alla pensione anticipata. In tal caso, non è necessario aver raggiunto una determinata età anagrafica, ma bisogna aver maturato 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne. Ed è proprio a tale requisito che si va a collegare la cosiddetta Quota 41, che corrisponde ad un moderno sistema di uscita anticipata dal regime lavorativo. Buona parte dei cosiddetti esodati può accedere a questa importante misura, oltre ai caregivers di un familiare convivente, agli invalidi dal 74% in su e a coloro che nella loro esistenza hanno esercitato professioni alquanto usuranti.

Aggiornamento sulle pensioni 2019: Quota 100

Uno degli elementi fondamentali dell’aggiornamento sulle pensioni 2019 è senz’altro rappresentato dall’introduzione della tanto agognata Quota 100. Il Governo Conte ha puntato in maniera cospicua su tale formula, anch’essa mirata ad un rapido superamento della Legge Fornero. In tal caso, ciascun lavoratore ha la chance di terminare la propria carriera lavorativa ed abbracciare la situazione pensionistica in sostanziale anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. In questa circostanza, la cifra 100 deve corrispondere alla somma minima fra gli anni di contributi versati e l’età anagrafica. Ad ogni modo, quest’ultima deve corrispondere ad almeno 62 anni, con un possibile taglio dell’assegno di stipendio che può corrispondere all’incirca all’8%. Ogni lavoratore ha la facoltà di accedere o meno a tale formula, scegliendo di arrivare alla naturale età pensionistica o di muoversi in anticipo. Ovviamente, chi ha meno di 61 anni compiuti non può prendere parte a questa nuova misura.

Aggiornamento sulle pensioni 2019: Quota 41

Anche la Quota 41 è sempre stata uno degli elementi fondamentali del nuovo esecutivo italiano guidato da Movimento 5 Stelle e Lega. In pratica, i lavoratori che hanno prestato servizio per qualsiasi tipologia di settore hanno l’opportunità di accedere alla pensione non appena abbiano raggiunto i 41 anni e sei mesi di contributi. A questi possono essere aggiunti fino a tre anni di contributi figurativi, cioè accreditati su richiesta o in automatico come ad esempio la cassa integrazione. Prima dell’entrata in vigore della Legge Fornero, erano necessari 40 anni di contributi per entrare automaticamente in pensione, mentre con tale normativa l’età era salita fino a 43 anni. Si tratta, dunque, di un piccolo ritorno al passato.

Aggiornamento sulle pensioni 2019: Opzione Donna

L’ultimo capo saldo dell’aggiornamento sulle pensioni datato al 2019 riguarda una serie di modifiche inerenti all’Opzione Donna. Ciascuna donna lavoratrice dipendente nata nel corso degli ultimi tre mesi del 1958 può usufruire di una particolare pensione anticipata, ma soltanto se possiede i requisiti contributivi necessari e dovuti. Tuttavia, chi accede a questa formula deve tenere in conto una sostanziale riduzione dell’assegno della pensione. Si può sbloccare l’Opzione Donnase quest’ultima è una dipendente pubblica e ha un’età a partire da 57 anni e sette mesi, o se è una lavoratrice autonoma dai 58 anni e sette mesi di età a salire. A tutto ciò, bisogna aggiungere il versamento di almeno 35 anni di contribuiti, condizione senza la quale ogni discorso di questo genere non potrebbe essere neanche intrapreso.

Riflessioni e interessi contrastanti

Le sigle sindacale come CGIL, CISL e UIL sono preoccupate più che altre del potenziale conflitto di attribuzioni tra Stato e Regioni sul tema dei centri dell’impiego che saranno estremamente strategici e governeranno il punto nevralgico del processo. Rappresentano un importante punto di controllo e potere che potrebbe avere anche un ritorno politico.

Tuttavia manifestano come la quota 100 non sia da considerarsi come un rischio da gestire ma un’ottima un’opportunità tuttavia evidenziano una serie di temi a mio avviso poco attinenti con il perimetro della norma di nuova emanazione tra cui la riduzione dell’orario di lavoro o la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età. Insomma vorrebbero reintrodurre una forma più robusta di baby pensioni che sappiamo il male che hanno fatto in passato. Chiedono anche una riduzione dei contributi previdenziali per le donne che hanno figli, quando a mio avviso per quell3 esiste il congedo parentale che è un’ottima forma di sostegno alla presenza del genitore in casa.  Chiedono poi la flessibilità in uscita a 62 anni di età.

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