Licenziamento individuale e riduzione del personale: consigli per il dipendente e per il datore di lavoro
Il licenziamento individuale: come fare Nel caso si intenda ridurre il personale le ragioni tecniche ed organizzative che sono alla base del ridimensionamento non siano strettamente inerenti ad un determinato ufficio, attività o posizione lavorativa bensì sono indirizzate all’esigenza di ridurre e ridimensionare il personale il licenziamento può essere disposto a scapito anche di tutto lo staff che lavora in quell’ufficio e svolge mansioni affini.
I lavoratori oggetto del procedimento di licenziamento dovranno caratterizzarsi per il fatto che svolgono attività affini e rientranti nello stesso ufficio ed comunque dovrà essere disposto rispettando i principi di correttezza e buona fede di cui all’art. 5 della L. 223 del 1991 e quindi dovrà prendere in considerazione l’anzianità di servizio, i carichi di famiglia e le esigenze tecnico-produttive ed organizzative .
Pertanto il licenziamento potrà riguardare solo di dipendenti occupati in quella singola attività per esigenze tecniche ed organizzative.
Quando il procedimento di licenziamento è indirizzato in tal senso non sarà possibile da parte dle lavoratore purtroppo appellarsi a situazione personali per spingere ad indirizzare il procedimento di licenziamento verso altri dipendenti e quindi qualora sia interessata una funzione il datore di lavoro potrà scegliere quante risorse tagliare ma per scegliere dovrà appellarsi ai principi visti sopra.
Esiste comunque la trasposizione di un diritto di prelazione a vantaggio del lavoratore licenziato che si ha nei sei mesi e prende il nome di diritto di precedenza nei confronti dell’occupazione che svolgeva: n pratica l’azienda se decide di riassumere non potrà farlo con un altro dipendente nei sei mesi successivi ma dovrà riconoscere un diritto di precedenza al lavoratore precedentemente licenziato (cfr art. 15 della L. 264 del 1949), stante il risarcimento del danno ma non la riassunzione immediata del lavoratore come avviene in altre fattispecie.
Si parla in questo ultimo caso di diritto di riassunzione nei sei mesi successivi e riguarda tuttavia solo il caso licenziamento per riduzione del personale. Purtroppo il termine di se3i mesi appare molto stringente considerate le dinamiche e procedure che portano ad uscire da uno stato di crisi ma soprattutto perché le procedure interne di assunzione spesso sono molto lunghe
Si rileva, inoltre, che la violazione dei diritto di precedenza all’assunzione, stabilito da un contratto collettivo, dà diritto, in capo al lavoratore, solo al risarcimento del danno, determinato equitativamente dal giudice, e non già alla costituzione autoritativa del rapporto (v. Trib. Trieste 22 agosto 2002).
Ciò non toglie che il datore di lavoro e l’impresa possano nuovamente riassumere ma in carenza di un fondato motivo oggettivo di licenziamento si verrebbe esposti sicuramente a vertenza da parte del lavoratore decaduto dal proprio incarico e mansione e dove per giustificato motivo oggettivo  il datore di lavoro deve anche provare si essere stato impossibilitato a ricollocare in modo utile il lava rotare licenziato ad uffici, attività e mansioni diverse da quelle svolte precedentemente.
Ovviamente tali affermazioni sono da far valere in sede giurisprudenziali in quanto difficilmente potrebbe trovarsi un accordo.
Aggiornamento Settembre 2011: con la nuova Manovra Economica 2011 potrebbe passare un emendamento che darebbe la possibiltà di licenziare con ancora maggiore facilità . Leggete l’articolo di approfondimento dedicato al nuovo licenziamento con la Manovra economica 2011.


salve io vorrei domandarvi in caso in cui l’azienda, riduce il personale, la mia azienda ha messo 4 persone in mobilità io ivece in cassa integrazione, con figli a carico 20 giorni che sono casa in cassa integrazione, quando io sò che la mia ditta fà straordinari, la cosa che mi fà arrabiare è che ci sono operai che non hanno figli nè affito da pagare, e vogliono pagare tramite i.m.p.s. quindi il stipendio mi arrivera dopo 3 o 6 mesi. la mia domanda è sè la ditta vuole ridurre il personale non vi sembra giusto che prima chi và in pensione, poi chi non ha figli a carico e vive con la madre.
Gli stranieri perchè loro lavorano ed noi italiani dobbiamo restare a casa. Non cè una legge per i miei diritti mi potete rispondermi per favore vi ringrazio giuliano
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Likesalve ho lavorato per 27 anni con mio papa come collaboratore familiare con mansioni di autista di autotreni ora dolo tanto tempo mio papa mi ha lasciato a casa senza darmi ne liquidazione ne licenze e ne magazzino dove poter lavorare dicendomi io non ti devo niente denunciami ora dopo tanto tempo io mio malgrado qualcosa devo fare perche mi mancano anche 6 anni di contributi ora gentilmente vi vengo a chiedere ma a un collaboratore familiare dopo tanti anni senza tredicesima e senza ferie e senza orario e giusto che si possa liquidare con un addio non mi tocca niente per diritto visto che i magazzini sono stati comprati anche con il mio lavoro vi ringrazio
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LikeSe le cose sono effettivamente andate così ricambia il piacere a tuo padre e recati da un avvocato esperto di diritto del lavoro e vedrai che avrai indietro tutto con gli interessi e tuo padre potrebbe passare anche un pò di guai non solo per la sanzioni molto care per i lavoratori in nero, ma anche perchè esistono dei profili penali legati a questo. Rivolgiti ad un avvocato fidato e vedrai che si metterà tutto a posto.
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LikeMio marito è stato licenziato con contratto a tempo indeterminato per riduzione di personale dovuto a mancanza di lavoro,e fin quì posso capire l’azienda.Ma tutto il periodo di preavviso parlo di 45 giorni non li ha lavorati e quando abbiamo chiesto il motivo la risposta è stata che non c’è lavoro.Ancora più incredibile non gli è stato retribuito tale periodo in quando non ha lavorato.Il suo contratto è un ccnl metalmeccanico piccola e media impresa,tipico utilizzato da quasi tutte le società .Vorrei sapere se qualcuno sa può non pagarli questi giorni.Grazie
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LikeSalve ho lavorato per un anno nell’azienda agricola di mio padre come collaboratrice famigliare, me ne sono andata da poco per cercarmi un altra mansione,fortunatamente ho già trovato ,ma mi sono accorta che mio padre non mi ha licenziata, sono andata per farlo io stessa nell’associazione Coldiretti ( associazione che tutela gli agricoltori,dove sono iscitta) mi dicono che per cancellarmi devo presentare una dichiarazione di un altro lavoro,senò non possono licenziarmi, e in più deve firmare mio padre la domanda di cancelazione senò io sono vincolata a vita da questa associazione e da mio padre . Ora io mi chiedo se una cosa del genere sia possibile.GRAZIE giulia!
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LikePresenta la lettera di dimissione al tuo datore di lavoro, indipendentemente dal fatto ch sia tuo padre o no. Il licenziamento da un lavoro non richiede che tu ne abbia trovato un altro, mica è l’assicurazione di una auto.
Alla Coldiretti chiedi sempre i riferimenti normativi delle cose che ti dicono.
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